Pmi ad alto potenziale

Aim ai raggi X: Illa, servirebbe nuovo capitale per diversificare il business

Per l’azienda parmense di padelle antiaderenti in alluminio, i problemi sono arrivati nel 2018 quando Ikea,cliente di riferimento, ha deciso di spostare in Cina gli acquisti di pentolame antiaderente. Il primo semestre 2019 si è chiuso con risultati ancora in forte calo, in quanto i ricavi sono scesi del 28,2% a 14,2 milioni. Si è passati da un utile operativo di 317.000 euro a uno negativo per 776.000 euro. Oltre al cambio al vertice, Illa ha presentato un nuovo piano industriale 2020 – 2023

di Valeria Novellini


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4' di lettura

Dies irae, dies illa. Per la società parmense Illa, produttrice di pentole e padelle antiaderenti in alluminio, il “giorno dell'ira” è giunto nel maggio 2018 quando Ikea, il sui cliente di riferimento sin dal 1976 da cui derivava circa il 60% dei ricavi complessivi, ha deciso di spostare in Cina gli acquisti di pentolame antiaderente destinato all'area Asia/Pacifico. E così Illa ha chiuso il 2018 con una perdita netta di circa 750.000 euro.

La situazione non è migliorata nel 2019: ancora una volta nel mese di maggio, Ikea ha annunciato che da aprile 2020 le linee di pentole in alluminio antiaderente finora fornite da Illa saranno accorpate in un'unica linea coordinata con il pentolame in acciaio e ghisa al fine di poter utilizzare gli stessi coperchi su tutte le tipologie di prodotto. Così i fornitori europei (tra cui Illa) ed asiatici sono stati invitati a presentare una propria offerta per la nuova linea di pentolame che sostituirà tutte le precedenti.

Sostituzione del management

Illa ha deciso di reagire in modo deciso e la prima iniziativa è stata rappresentata dalla sostituzione del top management: a metà giugno al posto del presidente e amministratore delegato Vincenzo Orlando, in carica da fine 2017, sono arrivati quale presidente Giuseppe Brioni e come amministratore delegato Pierpaolo Marziali (con esperienza pregressa nelle aziende quotate italiane Igd e Landi Renzo). Vincenzo Orlando rimane peraltro uno dei più importanti azionisti di Illa, di cui detiene il 16% tramite la società Finrent Srl e il 4,06% mediante Touch Point Srl.

Esercizio 2019 in calo per Ikea e nuovo piano 2020 - 2023
Il primo semestre 2019 si è ovviamente chiuso con risultati ancora in forte calo, in quanto i ricavi sono scesi del 28,2% a 14,2 milioni (-39,8% le vendite verso Ikea, con cui comunque Illa rimane in trattativa per eventuali nuove opportunità commerciali). Ma anche il fatturato verso gli altri clienti è sceso del 10%, sebbene vada ricordato che il primo semestre 2018 beneficiava della commessa una tantum “Prodecon”, al netto della quale i ricavi “non-Ikea” sono aumentati del 15,8% a circa 7,3 milioni. I margini reddituali non potevano non risentire della pesante flessione del giro d'affari e, pertanto, si è passati da un utile operativo di 317.000 euro a uno negativo per 776.000 euro e da un utile netto di circa 26.000 euro a una perdita netta di ben 947.000 euro. Inoltre l'indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2019 ha raggiunto 12,3 milioni (10,1 milioni a fine 2018), sebbene tale incremento sia dovuto per lo più alla crescita stagionale del circolante. Il patrimonio netto a fine giugno 2018 ammontava a 4,5 milioni; il livello di indebitamento è quindi piuttosto elevato.

Oltre al cambio al vertice Illa ha presentato un nuovo piano industriale 2020 – 2023, che ha già indicato per il 2019 ricavi pari a 28,6 milioni (33,4 milioni nel 2018) e una perdita netta in aumento da 0,75 a 1,7 milioni. A fine anno l'indebitamento finanziario netto dovrebbe attestarsi a 12,1 milioni e il patrimonio netto a 3,6 milioni.

Per il 2020 il budget di fatturato è pari a 29,6 milioni (di cui 7 già contrattualizzati con Ikea, altre forniture per 8 milioni e una promozione internazionale da 1,2 milioni; un nuovo ordine da 3,6 milioni da un importante cliente italiano è giunto a inizio dicembre 2019), e la chiusura dell'esercizio dovrebbe essere in sostanziale break-even. Già dal 2021 Illa stima prudenzialmente l'azzeramento delle commesse da Ikea, ma nel 2023 ritiene possibile giungere a ricavi compresi fra 35 e 37 milioni e un ebitda margin fra il 5% e il 7%.

Previsto riposizionamento produttivo ed espansione commerciale

Tali obiettivi dovrebbero essere raggiunti con un riposizionamento di prodotto verso la fascia entry-level (pentolame rullato a induzione) e un'espansione internazionale soprattutto in Europa; naturalmente vi sarà un programma di riduzione dei costi di struttura (tra l'altro mediante l'incorporazione della controllata al 100% Nuova Illafor Srl). Ma la nuova strategia di prodotto richiederà un capex di circa 2,5 milioni destinato a una linea produttiva di verniciatura e rullo e all'ammodernamento della tecnologia di verniciatura a spruzzo. Sarà poi rafforzata la struttura commerciale allo scopo di incrementare la penetrazione del marchio all'estero. Oltre agli investimenti, si prevede un incremento del circolante nell'ordine di 4 milioni, e gli esercizi 2020 a 2021 saranno particolarmente sfidanti in termini di sostenibilità finanziaria; dal 2022 il cash flow operativo dovrebbe tornare positivo.

Difficile pensare, in tale situazione, che venga effettivamente perfezionato l'annunciato buy-back tramite Opa un buy-back di massime 300.000 azioni proprie, pari a circa il 3,5% del capitale sociale, per un controvalore complessivo non superiore a 330.000 euro. Più probabile che possa aver luogo un'operazione di rafforzamento patrimoniale, magari tramite un aumento di capitale riservato. Servono però uno o più investitori strategici. L'azionariato di Illa è rimasto pressochè invariato sin dall'Ipo avvenuta a fine 2017, e l'unica variazione significativa ha avuto luogo a fine agosto 2019, quando Andrea Mastagni, vice presidente delegato di Illa, ha ceduto a terzi la società Advisory & Consulting Services Srls (che contemporaneamente è scesa dal 10% al 9,91% di Illa); Andrea Mastagni m antiene tuttora una partecipazione in Illa pari al 5,61 per cento.

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