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Aim ai raggi X: l’azienda bergamasca con ingegneri e avvocati nel capitale

Fine Foods & Pharmaceuticals NTM ha chiuso l’esercizio 2019 con ricavi in crescita del 14,5% a 159,7 milioni. Tra i soci gli enti Cassa forense e Inarcassa

di Valerina Novellini

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(Bloomberg)

Fine Foods & Pharmaceuticals NTM ha chiuso l’esercizio 2019 con ricavi in crescita del 14,5% a 159,7 milioni. Tra i soci gli enti Cassa forense e Inarcassa


5' di lettura

Ha sede in provincia di Bergamo. Ma data l'attività svolta (sviluppo e produzione per conto terzi di integratori per l'industria alimentare e farmaceutica) non ha mai interrotto la produzione e, soprattutto, nessun dipendente è risultato positivo al Covid-19. Già questi sono da considerare notevoli successi, ma non sono gli unici conseguiti da Fine Foods & Pharmaceuticals NTM, che ha chiuso l'esercizio 2019 con ricavi in crescita del 14,5% a 159,7 milioni (in particolare quelli del comparto Food sono saliti del 12,8% a 119,2 milioni e quello del settore Pharma ben del 20% a 33,8 milioni). Ben il 63,5% dei ricavi è stato realizzato all'estero (60% nel 2018).

L'ebitda però è sceso del 3,5% a 18 milioni e l'ebit ben del 31,9% a 6,9 milioni. Ma va rilevato che il 2019 è stato caratterizzato da oneri non ricorrenti per ben 2,8 milioni (2,2 al netto dell'effetto fiscale) riferiti alla chiusura dello stabilimento di Nembro e al trasferimento delle produzioni a Brembate (con conseguente start-up dell'ampliamento di quest'ultimo impianto produttivo dedicato alla farmaceutica nonché di quello di Zingonia-Verdellino per la nutraceutica, tutti in provincia di Bergamo), di cui 1,3 relativi a costi del personale, 0,6 per affitti e trasporti, 0,5 per convalide e rilavorazioni di prodotti e poco più di 0,3 fra consulenze straordinarie e servizi di pulizia.

Pertanto su base rettificata l'ebitda sarebbe aumentato dell'11,3% a 20,8 milioni mentre l'ebit sarebbe diminuito solo del 4,7% a 9,7 milioni. Dato poi che il tax rate è passato dal 16,7% al 21,4%, l'utile netto si è ridotto del 30,1% a 6,1 milioni (ma su base rettificata solo del 5% a 8,2 milioni).

Buona disponibilità finanziaria nonostante investimenti e dividendi
La società ha distribuito agli azionisti, in data 13 maggio 2020, un dividendo di 0,12 euro per azione ordinaria, corrispondente a un monte dividendi, escluse le 652.300 azioni detenute in proprio (pari a circa il 2,77% del capitale sociale), di poco inferiore a 2,17 milioni, con un pay-out del 35,7% da ritenersi su livelli fisiologici. Non era così scontata la distribuzione di un dividendo, in quanto molte società pur in presenza di utili hanno preferito non farlo per poter accedere ai finanziamenti e ai programmi governativi riferiti all'emergenza Covid-19, oltre a rafforzare la situazione patrimoniale nell'attuale periodo critico per l'economia mondiale.

Ma per Fine Foods NTM non vi erano problemi di questo tipo, dato che al 31 dicembre 2019 evidenziava una liquidità netta di 39,8 milioni; e va sottolineato che nel 2019 sono stati effettuati investimenti per complessivi 20,1 milioni che comprendono, oltre ai citati investimenti per gli ampliamenti dei siti produttivi nutraceutico e farmaceutico, anche 17,2 milioni di macchinari ed impianti per il funzionamento degli stabilimenti stessi, di cui circa 7,2 milioni fruiranno dei benefici fiscali “Industria 4.0”.

Cautela sul passaggio al MTA data la congiuntura mondiale
Tutto va bene nel migliore dei mondi possibili nonostante la pandemia? Quasi, dato che ovviamente Fine Foods NTM continua la produzione ed il rafforzamento della linea Pharma ha dato luogo alla serializzazione dei farmaci su tutte le linee di confezionamento (come richiesto dalle normative anticontraffazione) e quello della linea Food ha consentito di installare tecnologie innovative nell'ambito dell'automazione e della codifica laser.

Però attualmente, data l'incertezza della situazione globale, la società non ha ancora definito la tempistica per il passaggio dall'Aim Italia al MTA, che avrebbe originariamente dovuto perfezionarsi entro 18 mesi dallo sbarco all'Aim che è avvenuto l'1 ottobre 2018 a seguito della business combination con la Spac Innova Italy 1.

Date le dimensioni e le caratteristiche di Fine Foods NTM, il mercato MTA appare uno sbocco naturale e dal 2020 la società ha ottenuto la qualifica di “emittente con strumenti finanziari diffusi tra il pubblico in misura rilevante”, dato che gli azionisti diversi dai soci di controllo sono più di 500 e detengono complessivamente oltre il 5% del capitale sociale.

Il flottante è già quasi pari al 35%, dato che l'azionista di maggioranza Marco Francesco Eigenmann detiene il 53,94% delle azioni ordinarie e inoltre vi sono due azionisti istituzionali di primo piano quali Inarcassa e Cassa Forense con il 5,604% ciascuna.

Il capitale sociale di Fine Foods NTM, oltre a 18.705.540 azioni ordinarie (di cui 652.300 già oggetto di buy-back da parte della società, ed è stato da poco varato un altro programma di riacquisto di azioni fino a un massimo di 2 milioni di azioni ordinarie per un controvalore complessivo fino a 26 milioni), include 1,2 milioni di azioni riscattabili, 3,5 milioni di azioni a voto plurimo (in conseguenza delle quali Marco Francesco Eigenmann detiene il 64,43% dei diritti di voto) e 50.000 azioni speciali senza diritto di voto, tutte non quotate.

Ci sono poi i warrant (ne sono attualmente ancora in circolazione 3.141.882), il cui esercizio potrà dar luogo a un ulteriore incremento del flottante entro il primo ottobre 2023, e dato che il prezzo strike minimo per l'esercizio è di 9,5 euro e le quotazioni del titolo azionario viaggiano attualmente a circa 10,75 euro, è probabile che molti di questi warrant saranno in futuro esercitati dagli aventi diritto.

Fine Foods NTM avrebbe sicuramente le potenzialità per accedere al segmento STAR del MTA, ma va ricordato che per ora la società non diffonde i risultati del primo e terzo trimestre di ogni esercizio (come richiesto per le aziende STAR) e, inoltre, il CdA è interamente maschile mentre nel collegio sindacale solo due componenti su cinque sono donne (eppure le donne sono il 62% del personale impiegatizio).

Probabilmente è ancora un retaggio della storia essenzialmente “familiare” dell'azienda, il cui azionista di riferimento proviene dalla storica società Eigenmann & Veronelli fondata nel 1910 ed attiva nella produzione e distribuzione di fine chemicals, specialties e performance chemicals.

Auspicabili diversificazione della clientela e maggiore notorietà del brand
Gli aspetti di governance in vista del passaggio al MTA (eventualmente STAR) sono comunque tranquillamente risolvibili ed è anche auspicabile che la società riesca a incrementare la propria notorietà presso i potenziali investitori, dato che trattandosi di un'azienda terzista il suo marchio non è conosciuto al grande pubblico.

Eppure c'è proprio Fine Food NTM dietro prodotti di brand noti quali Herbalife, Menarini, DOC, Mylan e Sanofi, che complessivamente generano il 76% del giro d'affari, ma la progressiva tendenza della terziarizzazione del comparto degli integratori potrebbe offrire ulteriori opportunità di diversificazione della base clienti.

Certamente non va dimenticato che la filiera degli integratori alimentari sta comunque risentendo dell'emergenza Covid-19 (in particolare per quanto riguarda le incognite sui mercati esteri), ma secondo una recente survey condotta dall'associazione di categoria FederSalus il 60% delle aziende produttrici di materie prime, specie se di dimensioni medio/grandi (e Fine Foods NTM è la prima per dimensioni in Italia nonché una delle poche a essere attive sia nella farmaceutica sia nella nutraceutica), ha evidenziato impatto nullo o positivo sul fatturato.

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