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Aim ai raggi X: l’e-commerce dei farmaci da banco mette il turbo a Farmaè

L’azienda di Viareggio segna un balzo dei ricavi al 55,7% a 17,9 milioni, trainato dalle vendite online che rappresentano il 91,1% del totale (+52,2% a 16,3 milioni). Con i soldi della Ipo (9 milioni ) si punta all’ ampliamento dell'offerta: pet, parrucchieri, wellness

di Valeria Novellini

I Big Data trasformano vecchi farmaci in nuovi

L’azienda di Viareggio segna un balzo dei ricavi al 55,7% a 17,9 milioni, trainato dalle vendite online che rappresentano il 91,1% del totale (+52,2% a 16,3 milioni). Con i soldi della Ipo (9 milioni ) si punta all’ ampliamento dell'offerta: pet, parrucchieri, wellness


6' di lettura

Continua a crescere l’e-commerce in Italia e, secondo le rilevazioni Istat, nel 2019 il valore complessivo è balzato del 18,4% rispetto a fine 2018. Tra i settori più dinamici sui siti di e-commerce vi è quello dell'healthcare che, secondo le rilevazioni della società specializzata Iqvia, ha visto un balzo delle vendite on-line di quasi il 55% (da 155 a 240 milioni), e per il 2020 viene stimato un ulteriore incremento del 31,3% a 315 milioni. Sono cifre ancora basse, pari all'1,9% del mercato complessivo (naturalmente con riferimento a prodotti da banco, integratori e prodotti per l'igiene e la cosmesi, dato che nel nostro Paese non è possibile le vendita on-line di farmaci su prescrizione).

I rider di farmaci

Per il 2020 la quota on-line è attesa salire al 3% del mercato complessivo. Ma tassi di crescita così elevati fanno ben sperare per il futuro e, fra l'altro, va ricordato che sono in forte aumento anche le consegne a domicilio di prodotti sanitari dalle farmacie. La popolare app Glovo ha evidenziato infatti un incremento del 20% di questa tipologia di consegne in Italia.

All'Aim Italia è già presente una società multichannel (anche se prevalentemente attiva nell'e-commerce), la viareggina Farmaè che ha debuttato alle contrattazioni il 29 luglio 2019. I risultati dell'esercizio 2019 saranno resi noti il prossimo 27 marzo, ma già nel primo semestre 2019 la società ha conseguito un balzo dei ricavi pari al 55,7% a quasi 17,9 milioni, trainato dalle vendite online che rappresentano il 91,1% del totale (+52,2% a 16,3 milioni).

Ma anche le vendite off-line presso la rete fisica di 7 punti vendita (tutti, tranne uno, situati presso ospedali toscani; il più recente è stato aperto nella prima metà del 2019 accanto all'ospedale di Cecina) sono salite del 29,9% a circa 972.000 euro, e le vendite derivanti da iniziative di co-marketing che Farmaè ha intrapreso in partnership con primarie case farmaceutiche e cosmetiche (quali Glaxosmithkline e L'Oréal) sono balzate da 15.000 a ben 600.000 euro.

Ricavi ed ebitda in crescita ma salgono anche ammortamenti e imposte Nel primo semestre 2019 il numero dei visitatori del portale Farmaè ha superato 10,2 milioni (5,9 milioni nello stesso periodo del 2018) e gli ordini sono passati da 244.000 a 384.000 (+57,4%). Al 30 giugno 2019 i clienti attivi erano circa 202.000 e i prodotti venduti 2 milioni, contro rispettivamente 229.000 clienti attivi e 2,7 milioni di prodotti venduti nell'intero 2018.

L'ebitda è aumentato in misura superiore al giro d'affari (+75,3% a circa 533.000 euro), grazie a un incremento dei costi operativi complessivamente pari al 33,8% a 18,2 milioni (quindi una percentuale nettamente inferiore all'incremento del fatturato). Ma il balzo degli ammortamenti da 72.500 a circa 293.000 per effetto degli investimenti sul nuovo magazzino automatizzato e soprattutto dell'ammortamento del marchio Farmaè (pari a circa 239.000 euro) ha limitato al 3,8% l'incremento dell'ebit, che è ammontato a quasi 241.000 euro; inoltre l'aumento degli oneri finanziari netti e un tax rate passato dal 46,7% al 51,9% hanno dato luogo a una flessione dell'utile netto pari al 7,2% a 92.000 euro.

Il marchio Farmaè (registrato nella Ue presso Euipo, Ufficio dell'Unione Europea per la proprietà intellettuale) è stato conferito alla società dal maggiore azionista Riccardo Iacometti, che ne era esclusivo proprietario, il 29 novembre 2018, dando luogo a un aumento di capitale per il relativo controvalore derivante da stima di esperti pari a 2.168.451 euro. L'ammortamento del marchio avverrà in base a una vita utile stimata di 10 anni e, pertanto, inciderà sull'ebit ancora per diversi esercizi.

Posizione finanziaria solida e nuovi mezzi per aperture nel beauty
Al 30 giugno 2019 l'indebitamento finanziario netto di Farmaè ammontava a 959.000 euro, in diminuzione rispetto agli 1,2 milioni di fine 2018 grazie al contenimento del capitale circolante netto ed alla costante riduzione dei giorni di rotazione delle scorte. Il rapporto Debt/Equity era pari a 0,41 volte, quindi su livelli contenuti. Con l'Ipo Farmaè ha poi raccolto circa 9 milioni (al netto delle spese relative all'operazione ma non delle commissioni spettanti al global coordinator Alantra).

L'importo raccolto sarà destinato a implementare il piano industriale che prevede per il 2019 ricavi compresi fra 40 e 42 milioni (fra il 62% e il 70% in più rispetto al 2018, quindi con una crescita del secondo semestre 2019 stimata superiore a quella del primo). Questo anche grazie all'ampliamento dell'offerta che dovrebbe includere prodotti e alimenti per animali domestici, linee professionali di haircare per parrucchieri e articoli di wellness (salute e benessere).

Era prevista nel 2019 l'apertura di 2 ulteriori punti vendita a Milano e Livorno, ma in realtà l'unica apertura è stata effettuata a dicembre a Viareggio con l'innovativo brand Beautyè dedicato a prodotti cosmetici (tra cui, come indicato, le linee haircare professionali), al quale è stato dedicato anche un apposito portale on-line distinto da quello di Farmaè.

Nel 2020 dovrebbero essere effettuate 7 nuove aperture, e nel 2021 altre 10. Le referenze di prodotti complessivamente disponibili sono 37.000 ma Farmaè conta di portarle a 70.000 entro il 2021 proprio grazie ai prodotti beauty, oltre a quelli destinati ai pet. Investimenti significativi quindi, e come primo passo verso l'ulteriore espansione è stato stipulato un contratto di leasing da 3,9 milioni per l'acquisto del nuovo magazzino da circa 5.000 mq., ad elevata automazione, situato a Miglierino Pisano.
Farmaè può beneficiare della posizione di first player quotato nel settore

La concorrenza? Esiste. Farmaè nel 2018 deteneva una quota di mercato nelle vendite on-line del settore Salute e Benessere in Italia pari al 28%, ma esistono altri portali e piccole catene di farmacie con una significativa presenza on-line, tra cui Farmacia Igea (con 5 punti vendita fisici a Roma), il portale Farmaciauno che nel 2019 ha raggiunto 6 milioni di ricavi (+200% rispetto al 2018) e la catena Farmacia Loreto Gallo (ora parte del Gruppo Farmacie Italiane il cui maggiore azionista è Fondo F2I e conta una rete di 30 farmacie e 14 parafarmacie). E c'è anche un portale di e-commerce farmaceutico che ha da poco aperto il capitale agli investitori: si tratta di eFarma.com, con un catalogo di oltre 65.000 prodotti e ricavi 2018 di 5,2 milioni.

La valutazione dell'azienda pre-money era di 20 milioni (a titolo di confronto l'attuale capitalizzazione di Farmaè è di circa 43,6 milioni, a fronte di un fatturato 2018 di 24,8 milioni) e l'aumento di capitale è fra l'altro stato sottoscritto dalla holding milanese Finbeauty. Il ricavato sarà destinato all'apertura di un headquarter a Baia di Bacoli (NA); a differenza di Farmaè, eFarma.com intende rimanere un pure player on-line senza aprire negozi fisici.

Farmaè si trova ora a un bivio: se deciderà di puntare ancor di più sull'e-commerce potrà capitalizzare la notorietà e la quota di mercato già acquisite (anche grazie al fatto di essere per ora l'unica azienda del settore presente in un mercato borsistico), ma saranno necessari ulteriori investimenti in marketing e co-marketing e un rapido ampliamento del catalogo prodotti (fino ad ora, con riferimento all'intero mercato dell'e-commerce, le vendite on-line di farmaci da banco e integratori sono salite di più rispetto a quelle dei prodotti di cosmesi (+60% contro +38% nel 2018, ultimo dato consuntivo disponibile in base alle rilevazioni Iqvia), ma anche questi ultimi rappresentano un'opportunità di sviluppo interessante per la creazione del valore del nuovo brand Beautyè.

L'ampliamento della rete di negozi fisici potrebbe invece far conoscere più rapidamente la società anche al di fuori della Toscana, ma attenzione: prima o poi Farmaè adotterà, per la redazione del bilancio, i principi contabili internazionali – attualmente impiega quelli italiani – e l'applicazione del principio contabile IFRS 16 sul leasing, come per tutte le società retail, appesantirebbe notevolmente il bilancio in termini di “ammortamenti dei diritti d'uso” (leasing e affitti, ricordiamo che è già presente il leasing per il nuovo polo logistico oltre alle locazioni dei 9 punti vendita attuali), oltre a portare all'emersione dell'indebitamento per leasing nella posizione finanziaria della società.

Quale delle due strade sarà privilegiata per lo sviluppo futuro di Farmaè? La scelta spetta in primo luogo all'azionista di riferimento Riccardo Iacometti, che detiene il 76,74% del capitale sociale.

Per approfondire:

1) L'Aim si prepara all'ondata dei Pir 3.0: per le Ipo è atteso un balzo del 30%

2) Aim ai raggiX: Neodecortech si prepara a saltare nello Star

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