pmi ad alto potenziale

Aim ai raggi X: l’emiliana Comer chiude i sei mesi a + 8,4% di ricavi

I ricavi del gruppo di Reggiolo, attivo nei sistemi di trasmissione per macchine agricole e industriali, sono aumentati nel semestre a 220,8 milioni (+8% a cambi costanti). Un andamento trainato dal comparto industriale che è salito del 22,7% a 91,8 milioni, passando dal 36,7% al 41,6% del giro d'affari complessivo, grazie a nuovi progetti relativi a macchine per movimento terra e riduttori destinati al settore eolico.

di Valeria Novellini


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4' di lettura

Forse il settore dei sistemi di trasmissione per macchine agricole e industriali non sembra trendy. Ma lo diventa se si parla di Comer Industries, azienda di Reggiolo (Reggio Emilia), la cui denominazione sociale sta per “Costruzioni Meccaniche Riduttori” con una storia che storia risale agli anni 70. Comer Industries è approdata all'Aim Italia il 13 marzo 2019 a seguito della finora unica operazione di accelerated business combination nel nostro Paese, in quanto la Spac Gear 1 con cui è stata effettuata la fusione è rimasta all'Aim meno di un mese (le negoziazioni erano iniziate il 26 febbraio). Non a caso fra i promotori di Gear 1 vi era, insieme a Maurizio Cozzolini e Matteo Nobili, anche Arnaldo Camuffo, docente del dipartimento di Management e Tecnologia dell'Università Bocconi che ha implementato il metodo “lean organization” presso lo stabilimento di Reggiolo.

Distribuito un dividendo poco dopo l'ingresso all'Aim Italia

Finora i risultati di Comer Industries sono stati brillanti. Dopo aver chiuso l'esercizio 2018 con un utile netto in crescita del 38,3% a 15,7 milioni, ha immediatamente distribuito agli azionisti, in data 8 maggio 2019, un dividendo di 0,6 euro per azione, corrispondente a un monte dividendi complessivo di 12,21 milioni e a un pay-out di circa il 78% sull'utile netto consolidato (e di quasi il 90% rispetto all'utile netto di 13,6 milioni della capogruppo). La semestrale al 30 giugno 2019 non è stata da meno. I ricavi del gruppo sono aumentati dell'8,4% a 220,8 milioni (+8% a cambi costanti), andamento trainato dal comparto industriale che è salito del 22,7% a 91,8 milioni, passando dal 36,7% al 41,6% del giro d'affari complessivo, grazie a nuovi progetti relativi a macchine per movimento terra e riduttori destinati al settore eolico. L'incremento è stato pressoché interamente conseguito nell'area Asia-Pacific che rappresenta attualmente il 13,1% del fatturato. Quasi invariato a 129 milioni il giro d'affari del settore agricolo. Oltre al balzo dell'area Asia-Pacific, il gruppo ha evidenziato un forte incremento dei ricavi in America Latina, e precisamente in Brasile (+29,2% a 10,6 milioni); bene anche l'area Emea (+8% a 131,6 milioni), e stabile a 49,8 milioni il Nord America.

Margini reddituali in forte crescita e rapporto Debt/Equity basso

Grazie ai continui processi di efficientamento dei costi operativi, l'ebit è salito del 17,7% a 17,6 milioni e l'utile netto del 12,5% a 11,5 milioni. In particolare l'ebit del settore industriale è balzato da 3,6 a 5,9 milioni (+63,8%) e l'utile netto del 59% a 3,7 milioni, mentre per il settore agricolo l'incremento dell'ebit è stato pari al 3,1% a 11,7 milioni e l'utile netto è rimasto quasi invariato. Va sottolineato che nel primo semestre 2019 sono stati sostenuti oneri finanziari da quotazione per 881.000 euro (le spese complessive per la quotazione sono ammontate a 1,4 milioni), e solo per tale ragione il saldo negativo della gestione finanziaria è passato da 1 a 1,5 milioni. Inoltre il tax rate è salito al 28,5% rispetto al 27,1% del primo semestre 2018.
Al 30 giugno 2019, grazie alla generazione di cash flow operativo per 10,2 milioni e alla business combination con Gear 1 (che ha apportato liquidità per 30 milioni), Comer Industries ha visto l'indebitamento finanziario netto attestarsi a 36 milioni, praticamente sui livelli di fine 2018 nonostante la citata distribuzione di un monte dividendi di 12,2 milioni. A fine giugno 2019 il rapporto Debt/Equity ammontava a 0,3 volte, su livelli quindi molto contenuti; in ogni caso, per ottimizzare ulteriormente la struttura del debito Comer Industries ha sottoscritto il 21 giugno un nuovo contratto di finanziamento con Bnl Bnp Paribas e Crédit Agricole da 80 milioni con scadenza nel 2025, che sostituisce una precedente linea di credito da 15 milioni con scadenza nel 2023.

Crescita attesa per acquisizioni. Il flottante è ancora basso

Cosa intende fare Comer Industries delle disponibilità finanziarie? L'obiettivo principale, oltre all'ampliamento della gamma produttiva, è quello di crescere per linee esterne, acquistando società operanti nei settori dei sistemi avanzati di ingegneria e soluzioni di meccatronica per la trasmissione di potenza destinate ai settori agricolo, industriale e delle energie rinnovabili. Fra le principali aree di interesse vi sono Cina, Nord America e Brasile. La società avrebbe già tutti i numeri per un futuro approdo al Mta, eccezion fatta per il flottante che è tuttora piuttosto basso e pari al 16,7% (l'azionista di riferimento, con circa il 75%, è Eagles Oak Srl che fa capo alla seconda generazione della famiglia fondatrice Storchi, un ramo della quale controlla Vimi Fasteners anch'essa all'Aim Italia dal 2 agosto 2018). In parte il flottante potrà aumentare tramite l'esercizio dei 240.720 warrant “Comer Industries 2019 – 2021” ancora in circolazione, mentre nel mese di luglio ne sono stati già convertiti 59.280 in altrettante azioni. I warrant ancora da convertire darebbero luogo a un numero di nuove azioni pari all'11,8% di quelle attualmente esistenti, che sono circa 20,4 milioni.

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