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Aim ai raggi X: il maxi aumento di 4Aim grazie agli enti previdenziali

La società investe in partecipazioni di quotate: capitalizza meno di 20 milioni e chiede fino a un massimo di 100 milioni. Fra i soci Enpaia e Inpgi

di Valeria Novellini

(Valletta Vittorio / AGF)

4' di lettura

Sarà la nuova NB Aurora ma all'Aim Italia? Probabilmente è questo l'intento di 4AIM Sicaf, che con una capitalizzazione inferiore a 20 milioni ha convocato per il 23 marzo, in concomitanza con l'assemblea ordinaria di approvazione del bilancio 2019, anche una “straordinaria” finalizzata al lancio di un aumento di capitale in opzione fino a un massimo di ben 100 milioni.
Questa operazione, qualora fosse approvata nei termini proposti, risulterebbe superiore per controvalore all'acquisto, avvenuto il 28 maggio 2018 per 75,4 milioni, del 44,55% delle quote del Fondo Italiano di Investimento (che comprendeva allora un portafoglio di 17 partecipazioni di minoranza in piccole-medie aziende italiane non quotate).

I 100 milioni potenziali derivanti dall'aumento di capitale sarebbero destinati da 4AIM Sicaf in PMI «quotate o quotande su mercati non regolamentati dell'Unione Europea», quindi AIM Italia e i suoi omologhi quali AIM UK, Euronext Growth, Euronext Access e simili. A differenza però di NB Aurora, che per acquistare le quote del Fondo Italiano di Investimento aveva impiegato i mezzi finanziari raccolti in sede di Ipo, in questo caso si tratterebbe di un aumento di capitale in opzione agli attuali azionisti, che nel corso del 2019 sono significativamente variati.

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L’ingresso degli enti previdenziali
Infatti a luglio 2019 ha avuto luogo un aumento di capitale riservato a investitori istituzionali (già deliberato nel 2016 in sede di Ipo per un massimo di 50 milioni) e, a seguito di tale operazione, il Fondo Pensione Banca Monte dei Paschi di Siena e la Cassa di Previdenza Banca del Monte dei Paschi di Siena, che in precedenza detenevano rispettivamente il 47,06% e il 23,52% del capitale sociale di 4AIM Sicaf, hanno visto ridurre le loro partecipazioni al 9,94% e al 6,04%. Che corrisponderebbero in ogni caso a esborsi complessivi per circa 16 milioni qualora l'aumento di capitale di 4AIM Sicaf fosse effettuato per l'ammontare massimo previsto.
Ma in misura ben maggiore sarebbero chiamati a contribuire i “nuovi” azionisti entrati con l'aumento di capitale di luglio 2019. Attualmente la quota più rilevante è detenuta dalla Fondazione Enpaia (Ente Nazionale di Previdenza per gli Addetti e Impiegati in Agricoltura), con il 33,23% del capitale sociale di 4AIM Sicaf, seguita dal Fondo Pensione BCC/CRA delle Banche di Credito Cooperativo/Casse Rurali e Artigiane con il 24,97% e dall'Inpgi, l'Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani, con il 16,11%. L'autorizzazione da parte di Banca d'Italia all'Inpgi e al Fondo Nazionale BCC/CRA ad acquisire le relative partecipazioni in 4AIM Sicaf è stata rilasciata il 27 febbraio 2020.

Ricordiamo che Fondazione Enpaia si è impegnata a cedere la quota eccedente il 30% del capitale sociale di 4AIM Sicaf entro il 29 luglio 2020; anche in questo caso, comunque, potrebbe essere chiamata a contribuire al previsto aumento di capitale per un ammontare fino a 30 milioni, oltre ai circa 25 milioni del Fondo Pensione BCC/CRA e ai poco più di 16 milioni dell'Inpgi. Che, tra l'altro, già nel 2018 aveva invitato 4AIM Sicaf a presentare proposte per l'investimento in Fondi di Investimento Alternativi e la Sicaf, il 25 febbraio 2019, aveva fornito informazioni all'Inpgi affinché l'ente valutasse un investimento nella stessa 4AIM Sicaf.
Con l'aumento di capitale di luglio 2019 sono state acquistate quasi 30 partecipazioni

Gli investimenit di 4AIM

Con i fondi rivenienti dall'aumento di capitale di luglio 2019, 4AIM Sicaf ha iniziato a effettuare investimenti a partire dallo scorso mese di settembre. Al 31/12/2019 il portafoglio investimenti, tutto formato da partecipazioni inferiori al 5% di ciascuna azienda, comprendeva 48 aziende, di cui 45 quotate all'Aim Italia, una (SEC) all'Aim UK e due al MTA, Alkemy (che però è passata dall'Aim Italia al MTA – Star solo il 17 dicembre 2019) e Borgosesia, risultante dalla scissione di CdR Advance Capital che è all'Aim Italia. Delle 48 partecipazioni in portafoglio a fine 2019 ben 29 sono state acquisite nel secondo semestre 2019 (in gran parte Ipo avvenute nell'anno).

Rispetto a fine 2018 sono state invece cedute le partecipazioni in Alfio Bardolla Training Group, GPI (che era passata dall'Aim Italia al MTA il 28 dicembre 2018), Illa e Portale Sardegna, mentre la quota in Smre è stata conferita all'Opa che si è conclusa con il delisting il 25 aprile 2019.
Il 2019 si è chiuso, per 4AIM Sicaf, con una lieve perdita (circa 435.000 euro, mentre erano 1,6 milioni a fine 2018), derivante dal fatto che i costi operativi, complessivamente pari a 886.000 euro e riferiti per lo più a consulenze e compensi ad amministratori e sindaci, hanno superato i ricavi complessivamente derivanti dalla gestione investimenti (539.000 euro di cui 413.000 da plusvalenze da realizzi e circa 112.000 da plusvalenze da valutazione) e da altre attività tra cui, in particolare, l'attività di advisory che ha contribuito per 801.000 euro, di cui 734.000 euro per consulenze.

Per scegliere i nuovi investimenti è stato istituito un comitato tecnico
Un aumento di capitale da ben 100 milioni, qualora effettivamente posto in essere, consentirebbe di ampliare notevolmente il portafoglio partecipazioni, incrementando ulteriormente i ricavi derivanti dalla gestione finanziaria (quindi da trading e valutazione partecipazioni); in tal caso la rischiosità complessiva del portafoglio verrebbe a ridursi, data la maggior diversificazione, solo nel caso però in cui le nuove partecipazioni fossero in società abbastanza agevolmente liquidabili (pertanto già negoziate all'Aim Italia o presso un mercato almeno altrettanto liquido come l'Aim UK).

Se ciò non avvenisse, la somiglianza fra la “nuova” e più grande 4AIM Sicaf e NB Aurora Sicaf-Raif verrebbe ulteriormente ad accentuarsi. Va comunque sottolineato che 4AIM Sicaf si avvarrà, nella selezione della politica di investimenti e disinvestimenti futuri, di un comitato tecnico-scientifico nominato a fine 2019 e composto da 5 figure di spicco del mondo accademico, imprenditoriale e del Private Equity.

Quanto invece all'altra linea di ricavi di 4AIM Sicaf, derivante dai servizi di advisory, il suo sviluppo futuro è naturalmente legato a doppio filo alle Ipo presso l'Aim Italia che nel 2020, nonostante iniziali attese molto positive (la pipeline indicata dal management di Borsa Italiana annoverava circa 20 società in attesa di quotazione), stanno invece latitando a causa dei contraccolpi della difficile situazione derivante dal Covid-19. Sarà davvero il momento più adatto per chiedere un tale scale-up dell'impegno finanziario agli azionisti istituzionali di riferimento?

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