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Aim ai raggi X: mezzi freschi per l’umbra GO Internet in vista del 5G

di Valeria Novellini

3' di lettura

Si concluderà il prossimo 29 gennaio l’aumento di capitale da circa 5 milioni avviato dal gruppo eugubino di telecomunicazioni mobile e Internet in banda larga GO Internet. In gran parte tale operazione sarà finalizzata al pagamento al ministero dello Sviluppo Economico (Mise) dei diritti d’uso sulla banda 3.4 – 3.6 GHz nelle regioni Marche ed Emilia Romagna per il periodo 1° luglio 2023 - 31 dicembre 2029. La somma, pari a 2,7 milioni, è già stata corrisposta al Mise, e rappresenta un controvalore pari a circa il 54% dell’aumento di capitale. Gli azionisti di GO Internet che lo scorso 27 dicembre hanno approvato l’operazione rappresentavano il 62% del capitale sociale e, nel caso esercitassero integralmente i propri diritti di opzione, la copertura del versamento al Mise sarebbe agevolmente garantita.

Le nuove risorse finanziarie serviranno però anche a supportare i piani di sviluppo dell’azienda umbra e, in particolare, il piano industriale 2019 – 2023 approvato dal consiglio di amministrazione lo scorso 26 ottobre, che prevede l’implementazione ed espansione dell’infrastruttura di rete 5G “ready in overlay” (rete di ultima generazione in grado di raggiungere una velocità molto più elevata rispetto al 4G e al 4.5G e di supportare numerosi prodotti e servizi che richiedono una notevole trasmissione di dati) mediante l’installazione di nuovi apparati nelle due regioni di riferimento.

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Supporto all’upgrade tecnologico dall’azionista Linkem

Per la migrazione al 5G della propria rete Wimax, 4G e 4,5G, GO Internet potrà anche usufruire delle sinergie derivanti dall’accordo di “frequency sharing” siglato a fine marzo 2018 con Linkem, provider di servizi internet leader in Italia nella connessione Fixed Wireless Access con una quota di mercato del 47,3%. Linkem (che fa capo a importanti fondi di investimento) è entrata anche nel capitale sociale di GO Internet mediante un aumento di capitale riservato da 4 milioni e detiene attualmente il 21,22% del capitale sociale, secondo azionista di riferimento dopo Franco Colaiacovo Gold Srl con il 23,66%. Un altro accordo di fornitura di connettività ultra-broadband e a banda dedicata in fibra ottica ad alta velocità di durata quinquennale è stato siglato a luglio 2018 con il gruppo Retelit, e servirà a preparare l’attuale rete 4,5G di GO Internet verso un adeguamento al 5G. Insomma, maggiore sarà l’adesione all’aumento di capitale (che potrà eventualmente essere perfezionato entro il 31 luglio 2019), più consistenti saranno i mezzi finanziari di cui GO Internet potrà disporre per l’upgrade della rete al 5G. Detraendo i 2,7 milioni già destinati al Mise, si tratterebbe di un massimo di circa 2,27 milioni.

I risultati del primo semestre 2018 hanno risentito della concorrenza

Nel primo semestre 2018 la società di Gubbio ha conseguito ricavi in lieve diminuzione (-2% a 3,38 milioni, di cui circa il 97% relativi ai canoni 4G-LTE) proprio per effetto dell’attesa per la graduale sostituzione dell’obsoleta tecnologia Wimax nonché del quadro fortemente concorrenziale del mercato di riferimento; e data la necessità di importanti investimenti per l’ammodernamento della rete, si è passati da un utile operativo di 130.000 euro a una perdita operativa di 527.000 euro e da un sostanziale break-even a una perdita netta di 501.000 euro. Grazie però soprattutto all’introito dell’aumento di capitale riservato a Linkem, l’indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2018 ammontava a soli 1,6 milioni a fronte di quasi 4,5 milioni a fine 2017, dando luogo a un rapporto Debt/Equity pari a 0,14 volte, pertanto molto contenuto.

La scommessa sui nuovi clienti

Ora la principale scommessa per GO Internet, oltre all’ammodernamento della rete, è costituita dall’acquisizione di nuovi clienti. L’ultimo dato disponibile, relativo a fine ottobre 2018, indicava 47.700 clienti complessivi di cui 2.674 acquisiti nei mesi fra luglio e ottobre, con un trend crescente nel numero di nuovi clienti. Le due regioni in cui opera l’azienda sono contraddistinte da un vasto tessuto industriale e presentano quindi un ampio panel di potenziali clienti business potenzialmente più interessati a una connessione 5G rispetto ai clienti consumer. La nuova tecnologia, secondo i principali esperti del settore, inizierà a prendere veramente piede in Italia solo dal 2020, ma per allora bisognerà essere pronti. Anche perché già ora, secondo un recente sondaggio commissionato da Facile.it all’istituto di ricerca mUp Research, nell’ultimo anno il 21% degli intervistati ha cambiato operatore Adsl-fibra ottica nel 2019 (e di questi il 42% per bassa velocità di connessione), e solo il 47% si dichiara soddisfatto del proprio operatore.

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