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Aim ai raggi X: Portobello, balzo dei risultati 2018 grazie ai nuovi punti vendita

di Valeria Novellini

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4' di lettura

È nata solo a inizio agosto 2016 e ha debuttato all'Aim Italia il 13 luglio 2018. Però in questi tempi brevissimi Portobello, attiva nel settore dei media e del bartering pubblicitario, ha fatto davvero molta strada. L'esercizio 2018 si è infatti chiuso con ricavi più che raddoppiati (da 10 a 21,5 milioni), con il settore media che è passato da 5,9 a 15,8 milioni, il B2C (negozi retail presso i quali vengono venduti al pubblico i prodotti ottenuti in cambio merce) da 0,7 a 1,6 milioni e il B2B (cessione di prodotti ad altri rivenditori) è salito del 20% a 4,1 milioni.

La redditività è aumentata in misura ancora superiore al fatturato dato che l'ebitda è balzato da 0,5 a 3,4 milioni e l'utile netto da 0,3 a 1,8 milioni. Nessun dividendo al momento però, anche se la società dispone di liquidità netta (0,1 milioni al 31 dicembre 2018) essenzialmente grazie all'introito netto dell'Ipo che è stato pari a circa 1,34 milioni. Il patrimonio netto a fine 2018 era di 5,4 milioni. Al 30 giugno 2018 la società evidenziava un indebitamento finanziario netto di circa 0,1 milioni. Nel frattempo i nuovi mezzi finanziari sono stati destinati a investimenti per complessivi 2,3 milioni, riferiti soprattutto ai nuovi punti vendita nonché allo sviluppo di software gestionali; vi sono inoltre comprese le spese relative al processo di ammissione all'Aim, pari a 615.000 euro. Va anche rilevato che nel 2018 le rimanenze di prodotti finiti e merci sono aumentate di 7,2 milioni per effetto dell'incremento del giro d'affari e delle aperture di nuovi negozi.

I vecchi e i nuovi punti vendita

A fine 2018 i punti vendita retail di Portobello erano 6, tutti situati nel Lazio: tre a Roma città, uno in provincia (Capena), uno a Viterbo e uno a Frosinone. Di questi, tre (due a Roma e uno a Frosinone) sono stati inaugurati nel 2018, raddoppiando quindi la rete fisica della società. Portobello dispone inoltre di un proprio sito di e-commerce, www.portobello-club.com.

Modello di business basato sull’interscambio tra media e bartering

Il modello di business si basa sull'integrazione tra media (propri e di terzi) e bartering con successiva rivendita dei prodotti. Portobello può offrire alle aziende clienti un panel di mezzi pubblicitari costituito da 5 riviste di proprietà a distribuzione nazionale, destinate a target familiari e tutte lanciate nel 2018, le Tv locali del circuito Universal, le web radio e 5 emittenti radiofoniche (di cui una nazionale, Radio Italia, e 5 locali focalizzate su Roma e Lazio); non è esclusa la possibilità di affissioni esterne anche tramite city wall digitali e totem luminosi. Sono stati realizzati anche dei mini-store temporanei di rivendita al pubblico in location strategiche, e recentemente è stato siglato un accordo per l'acquisizione di spazi pubblicitari sulle testate cartacee e digitali del circuito Netweek. Portobello può così approvvigionarsi di merce a costi molto contenuti che poi rivende nei propri punti vendita fisici oppure on-line a prezzi concorrenziali con quelli dei più noti portali di e-commerce. Solo in via residuale parte delle rimanenze di magazzino viene rivenduta nei canali B2B.

Il direct lending del fondo di private debt HI Crescitalia Pmi Fund

Adesso però la sfida è rappresentata dall'ulteriore ampliamento della rete di punti vendita e dal lancio di nuove riviste per interessare potenziali nuove categorie di clienti. Tutto ciò è costoso, e Portobello ha deciso di ricorrere all'originale tipologia del “direct lending” sottoscrivendo un finanziamento a tasso fisso da 2 milioni con scadenza 31 marzo 2024 (con possibilità di ampliamento a un ulteriore milione), tramite il fondo di private debt HI Crescitalia PMI Fund. Per questo fondo l'operazione di direct lending con Portobello è la quarta in assoluto, ed è la seconda del 2019 dopo l'investimento nei minibond della società di efficientamento energetico Graded sottoscritti a inizio 2019.

Investimenti in start-up e ambiziosi obiettivi di crescita

Ma Portobello non si limita a puntare sulla crescita del suo core business. A inizio 2019 ha infatti sottoscritto la prima parte del round A di investimento del portale di private crowdfunding ClubDealOnline, decidendo così di sostenere la crescita di altre start-up e Pmi innovative. La prima campagna di raccolta 2019 ha un target complessivo minimo di 3 milioni destinato a finanziare tre start-up: I.Vasc (catetere vascolare per il trattamento mininvasivo delle vene varicose), Eucardia (dispositivo cardiovascolare per pazienti affetti da insufficienza cardiaca sistolica avanzata) e Blimp (piattaforma digitale per il monitoraggio dell'audience di uno o più punti di interesse nelle città); quest'ultima potrebbe essere strategica per le attività di Portobello al fine di fornire alle aziende clienti un servizio analogo all'Auditel televisivo per monitorare l'efficacia di una campagna pubblicitaria outdoor.

Gli obiettivi sono ambiziosi, dato che Portobello si propone di giungere entro fine 2020 a 20 – 25 punti vendita retail ed ampliare il panel delle testate di proprietà dalle attuali 5 a 11 in tempi piuttosto brevi. Se Portobello riuscirà ad ampliare la sua attività mantenendo sotto controllo la struttura finanziaria la scommessa potrà dirsi vinta. Una possibile ipotesi è anche rappresentata dall'ingresso di nuovi soci finanziari tramite aumenti di capitale riservati, e dato che il flottante è attualmente solo del 16,3% e gli azionisti di riferimento detengono complessivamente il rimanente 83,7% del capitale sociale, tale metodo di raccolta di nuovi mezzi finanziari non è da escludersi.

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