Pmi ad alto potenziale

Aim ai raggi X: TrenDevice punta sull’economia circolare nell’hi-tech

L’azienda rimette a nuovo smartphone e tablet e poi li rivende. Ora punta anche sul noleggio dei telefonini (assicurati). Canali online ma ora parte con i negozi

di Valeria Novellini

(AFP)

5' di lettura

È una Pmi innovativa, leader nell’economia circolare, e ha debuttato all’Aim Italia il 27 ottobre 2020. Non potrà stupire che la sua originaria denominazione sociale fosse Panta Rei, ma dal 2020 si chiama TrenDevice e, dall'originaria attività nel food e-commerce, è gradualmente passata all’attuale modello di business incentrato sulla vendita di prodotti ricondizionati high-tech di fascia alta, soprattutto smartphone e tablet di marca, quasi esclusivamente tramite il canale on-line.

Il documento di ammissione indicava un budget 2020 pari a 9,2 milioni di ricavi e un ebitda di 0,8 milioni; in effetti lo scorso esercizio si è chiuso con un giro d’affari e un ebitda rispettivamente in crescita del 28,6% a quasi 9,3 milioni e del 15,5% a 753mila euro. Il 2020 si è chiuso però in lieve rosso (perdita di 238mila euro, a fronte di un break-even nel 2019) essenzialmente per effetto di ammortamenti passati, nel complesso, da 438mila a 901mila euro, e nonostante un effetto fiscale positivo per 177mila euro per imposte differite attive.

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Tale forte incremento degli ammortamenti è dovuto, per circa 164mila euro, alla capitalizzazione di parte dei costi sostenuti per l’ammissione all'Aim Italia e, per quasi 277mila euro, ad ammortamenti su diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno a seguito dell'entrata in funzione, nel corso dell'esercizio, di diversi applicativi software in precedenza iscritti fra le immobilizzazioni in corso.

Nel 2020 sono stati effettuati investimenti capitalizzati per quasi 2,4 milioni destinati a “TrenDevice Recommerce Solution”, progetto che nasce dall'esigenza di sviluppare una piattaforma ERP “tailor made” specificamente costruita per un'azienda operante nell'economia circolare.

Al 31/12/2020 TrenDevice evidenziava un indebitamento finanziario netto di 1,5 milioni (in diminuzione rispetto ai circa 1,8 milioni di fine 2019 grazie ai proventi dell'IPO, pari a circa 2 milioni già al netto delle spese e delle commissioni di collocamento); il patrimonio netto ammontava a poco meno di 3,2 milioni, dando luogo a un rapporto Debt/Equity di circa 0,48 volte, quindi piuttosto contenuto.

Ricavi primo trimestre 2021 in aumento

Il 2021 è iniziato bene: nel primo trimestre i ricavi sono infatti saliti del 26,4%, passando da 1,6 a quasi 2,1 milioni. La società, operando nell'economia circolare, ha reso anche noto un risparmio di 349 tonnellate stimate di CO2 immesse nell'ambiente grazie al ricondizionamento dei prodotti venduti (anziché nuove produzioni), a fronte di un risparmio di 315 tonnellate nel primo trimestre 2020. Nel frattempo, nonostante la pandemia, è stato inaugurato a Milano il primo punto vendita “fisico” a inizio dicembre 2020, nei pressi dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.

La strategia delineata da TrenDevice in sede di IPO prevedeva che i mezzi finanziari raccolti sarebbero stati destinati, per circa il 37%, ad attività di lead generation (marketing tramite generazione di una rete di contatti interessati), acquisizione di nuovi clienti e rafforzamento del marchio; per il 30% allo sviluppo IT, per il 18% a Ricerca e Sviluppo e per il residuo 15% alla creazione di una rete di Retail Stores (fino a 10 entro il 2023).

Questi punti vendita potranno essere impiegati anche come pick-up point per il ritiro di prodotti acquistati on-line, per l'assistenza tecnica fuori garanzia e per offrire la possibilità di permuta con sconto immediato sull'acquisto di un nuovo prodotto.

Il business dei device ricondizionati, per sua natura, è a basso margine, e proprio per tale motivo TrenDevice punta sui servizi (riparazioni, estensione della garanzia per 24 mesi dall'acquisto con il servizio “Protection Plan 2 anni”, abbonamento annuale con particolari servizi benefit detto “TrenDevice+”), oltre alla vendita di accessori a proprio marchio, in particolare cover, auricolari, cavi e alimentatori.

Il business dei telefonini a noleggio (e assicurati)

La società è in grado, tramite un algoritmo predittivo basato su dati storici, di consentire ai clienti di pre-ordinare anche i modelli non immediatamente disponibili a magazzino, ed ha stipulato accordi con le aziende fintech Soisy e Oney Bank allo scopo di offrire pagamenti rateali già in sede di ordine on-line.

A inizio 2020 TrenDevice ha siglato accordi con due primari operatori internazionali attivi nel commercio all'ingrosso di smartphone e PC usati, allo scopo di ampliare la base fornitori. Ha poi siglato un accordo con la compagnia assicurativa Net Insurance (anch'essa all'Aim Italia) e il broker assicurativo Mansutti per poter offrire (sia on-line che in store) in noleggio a lungo termine telefoni dotati di copertura assicurativa contro danni e furti, attivabile e disdettabile secondo le necessità del cliente.

Annunciata emissione minibond per sostenere lo sviluppo

Obiettivi ambiziosi, e che fanno leva sulla sempre maggiore sensibilità ecologica del pubblico che preferisce ridurre, ove possibile, la propria impronta ambientale. Al momento però si tratta ancora di una nicchia di potenziali utenti, e anche per far conoscere meglio il brand TrenDevice e la sua attività sono necessari consistenti mezzi finanziari.

TrenDevice ha così annunciato l'emissione di un minibond da 4 milioni della durata di 6 anni con un taglio minimo da 100.000 euro e tasso fisso compreso fra il 3,5% e il 4,5%, per il quale sarà richiesta la quotazione presso il segmento ExtraMOT Pro di Borsa Italiana; sarà anche presentata domanda per l'ottenimento della garanzia da parte del “Fondo PMI” MedioCredito Centrale fino a un massimo del 90% dell'ammontare del nominale.

TrenDevice può anche potenzialmente contare sui warrant assegnati gratuitamente in sede di IPO (ma anche in parte gli oltre 350 soci che hanno sottoscritto un aumento di capitale in equity crowdfunding nel 2019: la società è stata fra le prime ad accedere alla quotazione dopo aver effettuato una raccolta di capitali tramite la piattaforma CrowdFundMe, a sua volta quotata all'Aim Italia).

Questi warrant, esercitabili nei mesi di giugno 2021, 2022 e 2023, hanno uno strike price di 1,05 euro per azione, il 30% in più rispetto al prezzo di offerta dell'IPO pari a 0,81 euro per azione; ed il mercato sembra aver creduto alle prospettive della società dato che le attuali quotazioni sono pari a quasi il doppio del prezzo di offerta.

Un'ulteriore scommessa è rappresentata dalla presenza di 1,5 milioni di Price Adjustment Shares (su un totale di 13,77 milioni di azioni che costituiscono il capitale sociale), naturalmente non quotate, che saranno soggette a conversione automatica integrale in azioni ordinarie se l'ebitda rettificato dell'esercizio 2022 sarà superiore a 2,1 milioni (qualora fosse invece inferiore, tali azioni saranno annullate).

Di strada ce n'è da fare visto che l'ebitda 2020 è ammontato a 0,8 milioni, ma la scommessa potrà essere vinta se TrenDevice riuscirà ad affermare il proprio modello di business integrato (device ricondizionato, quindi a bassa impronta ambientale, ma con un elevato contenuto di servizi aggiunti). Tenendo però d'occhio in primo luogo la struttura finanziaria, dato che gli interessi sul minibond peseranno per 140.000 – 180.000 euro annui per 6 anni.


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