Investimenti

Aim, vita semplificata per le imprese (ma fino a un certo punto)

Ecco tutte le differenze tra i listino delle Pmi ad alto potenziale di crescita e quello principale. Dal documento di ammissione alle comunicazioni al mercato, dal Nomad al flottante

di Vitaliano D'Angerio


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2' di lettura

Meno burocrazia, documenti più snelli, il ruolo del Nomad e gli obblighi di flottante. Ecco tutte le peculiarità dell’Aim, mercato non regolamentato di Borsa Italiana.

Documento di ammissione
Niente prospetto informativo per le aziende che decidono di essere negoziate sull’Aim ma un documento d’ammissione. È la differenza più importante tra il mercato regolamentato di Borsa Italiana e il sistema multilaterale di negoziazione Aim Italia. Nel prospetto informativo l’azienda deve “mettersi a nudo” e raccontare al potenziale investitore ogni minimo dettaglio; ma soprattutto c’è la Consob, l’authority che vigila sui mercati finanziari italiani, che deve autorizzarne la pubblicazione. Nel documento d’ammissione Aim, la Consob non interviene: nella prima pagina, in grassetto, ci deve essere scritto infatti: “Consob e Borsa Italiana non hanno esaminato né approvato il contenuto di questo documento”.

Nomad
Chi dunque fa da garante per l’azienda che vuole sbarcare sull’Aim Italia? È il ruolo del Nomad, ovvero il Nominated Advisor. È la società (non può essere una persona fisica) che supporta l’azienda in fase di ammissione e di permanenza sul mercato. Può essere una società di intermediazione mobiliare (Sim) o una banca d’investimento: in questo caso siamo di fronte a soggetti vigilati da Consob e Bankitalia. Il Nomad fa la verifica dei dati e delle informazioni (due diligence) dell’azienda e valuta se vi sono i presupposti, anche di business, per l’ammissione alla negoziazione sull’Aim. Il Nomad è l’interfaccia di Borsa Italiana: quest’ultima chiede conto a tale soggetto del rispetto del regolamento Aim Italia da parte dell’azienda. In caso contrario possono essere decise sanzioni fino alla sospensione del Nomad.

Flottante
C’è poi la questione flottante, cioè il numero di azioni emesse da una società e che sono disponibili per la negoziazione. Per il listino principale (Mta) di Borsa italiana è previsto un flottante minimo del 25 per cento. Per Aim Italia questa soglia minima è pari al 10% ma vi è una moral suasion di Borsa Italiana per aumentare questa quota almeno al 20 per cento. L’obiettivo è di rendere il mercato più liquido per attirare i grandi investitori. Infine per Aim Italia c’è un vincolo: il 10% dell’offerta iniziale deve essere coperta da almeno 5 investitori istituzionali.

Comunicazioni
Le aziende dell’Aim Italia sono obbligate a pagare almeno un “sistema di diffusione delle informazioni” (Sdir, vigilati Consob) attraverso cui diffondere i propri comunicati. Non sono invece obbligate (come avviene per il listino regolamentato) a stoccare e quindi conservare le comunicazioni su altri siti. Nulla però vieta di farlo. Unico obbligo di conservazione (stoccaggio) dei comunicati è relativo al sito web della società.

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