Private banking & Istituzioni

Aipb intervenire su riforme e fisco per portare risparmio sull’economia reale

L’Associazione in un’audizione alla Camera ha esposto le sue proposte per rendere più attrattivo l’investimento per i privati e spronare gli operatori specializzati a puntare sull’Italia

di Lucilla Incorvati

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(ANSA)

L’Associazione in un’audizione alla Camera ha esposto le sue proposte per rendere più attrattivo l’investimento per i privati e spronare gli operatori specializzati a puntare sull’Italia


3' di lettura

Gli investimenti a favore della crescita dell'economia reale del Paese sono adatti ad una tipologia particolare di investitori non professionali caratterizzati da significative disponibilità finanziarie con obiettivi di ampia diversificazione del portafoglio e un orizzonte temporale di medio/lungo periodo come una parte rilevante della clientela del Private Banking perché possa essere salvaguardato il giusto equilibrio tra l'attiva partecipazione ai mercati finanziari e gli interessi dei singoli investitori non professionali.
Di questo ne è convinta AIPB, l’associazione italiana private banking, che in un’audizione relativa da un’indagine conoscitiva sui mercati finanziari al servizio della crescita economica, condotta dalla VI Commissione Permanente delle Finanze della Camera dei Deputati ha illustrato alcuni interventi di natura regolamentare e fiscale, che possono contribuire ad accelerare il processo di avvicinamento delle famiglie italiane agli investimenti finanziari a favore della crescita dell'Economia Reale del Paese, rendendo più efficace il ruolo di cinghia di trasmissione del private banking.

Agire su più fronti all’interno di una cornice europea

Secondo l’Associazione è opportuno agire su più fronti focalizzandosi principalmente su interventi di politica fiscale, in sinergia con le misure straordinarie già approvate dal Parlamento. «Gli interventi si devono collocare in un quadro regolamentare europeo coerente - hanno precisato Paolo Langè e Antonella Massari, Presidente e il Segretario Generale di AIPB - .In primis andrebbero sciolti alcuni vincoli regolamentari che rendono ancora estremamente complicata la sottoscrizione per le famiglie Private di quote di strumenti finanziari specializzati in economia reale».

Il contesto e le proposte

Il primo riferimento sono i lavori della Capital Market Union e della MIFID review dove sarebbe opportuno da parte dei rappresentanti delle istituzioni italiane promuovere:

1) l'introduzione di una definizione armonizzata di “investitore semi professionale” con criteri di dimensione minima del portafoglio e con il riconoscimento esplicito del valore “abilitante” della consulenza finanziaria;

2) l'introduzione di una definizione armonizzata di fondo di investimento alternativo riservato, con criteri di accesso uniformi per gli investitori non professionali e il relativo passaporto europeo per non pregiudicare i gestori italiani rispetto a quelli di altri paesi UE;

3) una revisione mirata della disciplina dei Fondi di investimento di lungo periodo (ELTIF) con l'ampliamento delle imprese destinatarie e l'armonizzazione dei requisiti per la commercializzazione.

4) Presidisporre interventi coordinati di politica fiscale che interessino i tre soggetti chiavi del processo: i risparmiatori perché valutino conveniente investire in fondi specializzati in PMI italiane, anche in considerazione delle importanti potenzialità che potrebbero riservare i PIR PMI;-le imprese, perché trovino conveniente ricorrere a fonti di finanziamento di lungo periodo complementari al credito bancario;i gestori specializzati in mercati privati, perché scelgano l'Italia e creino fondi di investimento specializzati nei settori di nicchia in cui operano le PMI italiane.

Prodotti specializzati con una visione di lungo termine

Secondo Aipb, i risparmiatori troverebbero maggiore stimolo ad investire in PMI ed infrastrutture tramite quote di fondi (ad esempio ELTIF) caratterizzate da un orizzonte temporale di lunghissimo periodo, con l'introduzione di un regime di detrazioni fiscali (analogo a quello già esistente per gli investimenti diretti o indiretti in startup e PMI innovative) anziché dall'attuale esenzione dei rendimenti finanziari su investimenti in PIR PMI, misura che renderebbe pressoché certa, oltre che immediata, la fruttuosità dell'investimento.Inoltre, il mercato nazionale dei capitali può diventare più ampio solo assicurando continuità ai benefici fiscali per le imprese che aprono il proprio capitale e ricorrono a fonti alternative di finanziamento, attraverso:-il rafforzamento dell'agevolazione fiscale denominata “Aiuto alla crescita Economica” (c.d. ACE) affiancando la possibilità di convertire il beneficio ACE in un credito d'imposta utilizzabile immediatamente e senza limiti in compensazione con altri debiti tributari e contributivi, così da rendere favorevole l'incentivo ACE anche per le imprese in fase di start-up, che potrebbero non disporre di un reddito imponibile positivo;-il rifinanziamento e la rimozione del limite temporale previsto per il credito di imposta in relazione alle spese di consulenza connesse alla quotazione; l'introduzione di un'analoga misura per le spese di consulenza sostenute dalle PMI che intendano aprire il proprio capitale (oppure offrire in sottoscrizione propri strumenti di debito) ad OICR, imprese di assicurazione e FIA ( ELTIF, fondi di private equity, fondi di private debt e fondi di credito).

Venture capital e regime “impatriati”

Infine, per lo sviluppo di realtà professionali altamente qualificate, residenti in Italia e concentrate su investimenti italiani, in grado di alimentare la canalizzazione dei risparmi privati verso le PMI – come ad esempio i fondi di venture capital –, potrebbe essere di stimolo un regime fiscale simile a quello previsto per i lavoratori cosiddetti “impatriati” (art. 16 del D.Lgs. 147/2015). Cioè un meccanismo di parziale esenzione per i redditi da lavoro realizzati da professionisti specializzati in possesso di un elevato livello di esperienza, che vengano assunt far i da società che offrono i servizi finanziari a start-up e PMI.

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