trasporti aerei

Air Italy, allarme dei sindacati per la sorte dei 550 lavoratori di Olbia

di Davide Madeddu


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(Ansa)

2' di lettura

A pochi giorni dalla scadenza della “tregua pasquale”, cresce la preoccupazione per il futuro dei 550 lavoratori Air Italy di Olbia. Ossia il personale tecnico, amministrativo e navigante della compagnia che ha base nella Sardegna nord orientale. A sollecitare risposte, annunciando anche l’avvio della mobilitazione, sono le organizzazioni sindacali che seguono la vicenda.

Il caso è legato alla cosiddetta “continuità territoriale” dai tre aeroporti sardi di Cagliari, Alghero e Olbia verso Roma e Milano. Ossia lo strumento che consente alle compagnie aeree di garantire, ai sardi residenti nell’isola, collegamenti con biglietti a tariffe calmierate, in cambio di compensazioni economiche da parte della Regione, verso i due scali della penisola. Assegnazione che avviene attraverso un bando internazionale.

A vincere le tre gare (è cronaca di febbraio), aggiudicandosi quindi le rotte, è Alitalia. Nel frattempo cambia la maggioranza alla Regione e il nuovo esecutivo blocca l’entrata in vigore della continuità territoriale legata al nuovo bando. Il provvedimento, per evitare che possa essere aperta una procedura di infrazione dall’Unione europea, riguarda Cagliari e Alghero. Nei due scali viene prorogata la precedente formula di continuità territoriale. Resta fuori dalla partita l’aeroporto di Olbia. Il motivo è presto spiegato: Air Italy, in virtù di un’opzione prevista dal bando, si rende disponibile a garantire il servizio, a tariffe calmierate per i residenti, senza compensazioni economiche facendo saltare il banco della continuità territoriale. La partita però non è chiusa perché anche Alitalia (è cronaca di aprile) si rende disponibile ad accettare di volare da Olbia su Roma e Milano senza compensazioni economiche.

Quindi la reazione di Air Italy che annuncia di volersi ritirare da Olbia perché non è sostenibile condividere le rotte con un altro vettore e senza compensazioni. La mediazione del presidente della Regione e un incontro al ministero dei Trasporti fanno siglare quella che viene definita la “tregua pasquale”. Nel frattempo si annuncia una convivenza tra i due vettori sullo scalo di Olbia e si fissa la data del 5 maggio per trovare una soluzione.

La vicenda però non finisce qui. Per il presidente della Regione Christian Solinas che anticipa l’avvio di un dialogo con Bruxelles «per disegnare un nuovo sistema di continuità territoriale aerea» ci sarà bisogno «di 9-12 mesi» perché «il mercato da solo non riesce a garantire tutto l’anno ai sardi tariffe e quantità di collegamenti adeguati». Intanto i sindacati annunciano la mobilitazione. «In attesa del 5 maggio stiamo organizzando una serie di assemblee con ogni singolo settore aziendale di Air Italy – annuncia Arnaldo Boeddu, segretario regionale Filt - in maniera da trovarsi pronti per ciò che metteranno in atto qualora il Governo Nazionale ed il Governatore non dovessero assumere l’unica posizione ad oggi rimasta». Ossia? «Non si deve trovare un accordo tra le due compagnie ma – chiarisce Boeddu -, ci deve essere un autorevole intervento da parte del Governo Nazionale che deve indurre l’ex compagnia di bandiera a rinunciare alla continuità territoriale da Olbia senza alcuna compensazione così come da richiesta formulata da Alitalia all’ultimo minuto dell’ultimo giorno utile. Questo è attualmente il solo modo per salvaguardare gli oltre 550 posti di lavoro diretti Air Italy ai quali andranno sommati altrettanti posti di lavoro indiretti».

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