polemica con alitalia

Air Italy annuncia l’addio allo scalo di Olbia. A rischio 500 lavoratori

di Davide Madeddu


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(IMAGOECONOMICA)

3' di lettura

Nessuna condivisione delle rotte tra Air Italy e Alitalia da Olbia. La soluzione al quesito su chi dovrà volare nelle tratte per Roma e Milano non è arrivata e la compagnia qatarina annuncia il ritiro dallo scalo sardo, aprendo la strada a un altro problema: il futuro di 500 lavoratori sui 550 in servizio. Una decisione che la Air Italy ha formalizzato con una lunga lettera in cui ricostruisce quanto avvenuto sino a oggi, anticipando anche quali saranno i problemi per il futuro: occupazione e sviluppo turistico.

La vicenda è legata alla cosiddetta “continuità territoriale” dai tre aeroporti sardi di Cagliari, Alghero e Olbia verso Roma e Milano. O meglio, lo strumento (che passa per tre bandi differenti pubblicati alla fine del 2018) che consente alle compagnie aeree di garantire, ai sardi residenti nell’isola, collegamenti con biglietti a tariffe calmierate, in cambio di compensazioni economiche da parte della Regione.

Ad aggiudicarsi le rotte a febbraio è stata Alitalia. Ma nel frattempo è cambiata la maggioranza alla Regione e il nuovo esecutivo, per evitare che potesse essere aperta una procedura di infrazione da parte dell’Unione europea, ha bloccato l’entrata in vigore della continuità territoriale legata al nuovo bando. Su Cagliari e Alghero è stata prorogata la vecchia continuità territoriale. Non tutto è andato liscio a Olbia. Air Italy, benché non vincitrice, ma in virtù di un’opzione prevista della gara si è resa disponibile a garantire il servizio, a tariffe calmierate per i residenti, senza ricevere compensazioni economiche.

Come conseguenza, di fronte a questa sorta di “rilancio”, anche Alitalia ha annunciato di essere disponibile a volare dallo scalo di Olbia su Milano e Roma senza compensazioni economiche. A quel punto è scoppiato il caso: Air Italy ha annunciato il ritiro da Olbia sostenendo che una condivisione delle rotte, senza compensazioni, non è sostenibile.

La Regione a quel punto ha cercato di trovare una mediazione. I tempi però si sono dilatati. «Sono state presentate diverse opzioni, tra le quali la condivisione delle rotte – si legge nella nota della compagnia qatarina –, ma nessuna delle alternative proposte era finanziariamente sostenibile, anzi portavano ad un risultato peggiore per Air Italy rispetto a quanto proposto dalla Compagnia a marzo».

Lo scorso 17 aprile è stata la volta di un altro incontro al ministero, nel corso del quale è scaturita la proposta di un accordo quadro in cui si prevedeva, scrive nella nota Air Italy, «che Alitalia continuasse a volare sulle rotte di Olbia fino alla fine di maggio, ri-proteggendo i passeggeri di Air Italy, dopo di che Alitalia sarebbe uscita e avrebbe lasciato operare Air Italy, che – parimenti, avrebbe ri-protetto i passeggeri di Alitalia».

Un accordo quadro redatto e rivisto dalle parti in attesa di essere firmato, sostiene ancora il documento della compagnia aerea qatarina. «Tuttavia, a poche ore dalla prevista conclusione dell’accordo, Alitalia ha modificato la propria posizione affermando che non fosse più possibile procedere e che desiderava tornare alla proposta originale, ovvero la condivisione delle rotte. Questo era, è e sarà, semplicemente impossibile».

Secondo Air Italy «non c’è nient’altro che la Compagnia possa fare a questo punto. Sono state mantenute le opzioni per gli aerei in leasing in attesa di una risoluzione, ma sfortunatamente ora tali opzioni verranno rilasciate e tutti i relativi accordi annullati». La compagnia fa inoltre sapere di aver dato «incarico per valutare la possibilità di richiedere un risarcimento» e anticipa che «verrà chiesto alla Commissione europea di indagare».

In merito alla questione occupazionale che si viene ora ad aprire con la decisione di Air Italy di ritirarsi dallo scalo, la stessa compagnia passa il cerino nelle mani di Regione Sardegna e del Governo dai quali dipenderebbe il destino dei «dei 500 dipendenti, delle loro famiglie e delle imprese associate in Sardegna».

Per Arnaldo Boeddu, segretario regionale della Filt, è necessario che le due compagnie siano convocate «alla presenza dei ministri dello Sviluppo economico e dei Trasporti per trovare una soluzione a questa situazione che si prefigura drammatica» perché «due compagnie in concorrenza tra loro, non potranno mai trovare un accordo se non con l’intervento della politica». Il sindacalista rimarca il fatto che «adesso la situazione è davvero appesa a un filo e il rischio che Air Italy vada via da Olbia mettendo a rischio oltre 500 posti di lavoro diretti e la Sardegna perda un know how aeronautico che non tornerà più nella nostra isola è altissimo». Dalla Regione, intanto, fanno sapere che è in corso «un’interlocuzione con Alitalia che si è dimostrato interlocutore affidabile e si stanno valutando una serie di soluzioni che possano servire a risolvere la vertenza». Per mercoledì è previsto l’incontro alla Regione, ma Air Italy ha già fatto sapere che non parteciperà.

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