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Air Italy in bilico: all’assemblea l’ipotesi liquidazione. De Micheli: «Sospendere la delibera»

Il ministro: «Non è accettabile la decisione di liquidare un’azienda di tali dimensioni senza informare prima il Governo e senza valutare alternative»

di Mara Monti


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2' di lettura

Mentre è in corso l’assemblea dei soci di Air Italy in uno studio notarile milanese per valutare l’ipotesi di liquidazione della compagnia aerea, arriva il messaggio dei governo e in particolare del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli. Secondo il ministro «non è accettabile la decisione di liquidare un’azienda di tali dimensioni senza informare prima il Governo e senza valutare seriamente eventuali alternative, pertanto mi aspetto che Air Italy sospenda la deliberazione fino all'incontro che possiamo già calendarizzare a partire dalle prossime ore».

L’intervento del ministro arriva dopo la comunicazione informale avvenuta da parte dei sindacati, relativa alle decisioni dell’assemblea dei soci di Air Italy sulla probabile liquidazione della compagnia aerea. Per questo ha chiesto un incontro urgente con l'azienda invitando, alla sospensione di ogni decisione fino alla riunione con i ministeri competenti.

A due anni esatti dall’avvio della partnership con il Qatar che controlla il 49% della ex Meridiana il suo destino sembra ormai segnato dal momento che una ipotesi di ricapitalizzazione sembra esclusa dal momento che Qatar Airways non può salire oltre il 49% per la legge europea che impedisce a una compagnia non europea di avere oltre il 50%. E l’Aga Khan non sarebbe disposto ad ulteriori esborsi di denaro.

L’entrata del nuovo socio era stata accompagnata da un piano faraonico: 50 aerei in cinque anni, dieci milioni di passeggeri, di cui otto su Malpensa, 1500 assunzioni e nuove rotte intercontinentali. Gli stessi vertici della compagnia avevano dichiarato di volere fare dello scalo di Malpensa il loro hub principale ventilando l’ipotesi di lasciare la Sardegna.

Segnali allarmanti erano già emersi a cominciare dal bilancio del 2018, che aveva registrato una perdita di 164 milioni di euro, tendenza che pare confermata anche per il 2019. Non solo: del piano industriale per i prossimi due anni, che doveva essere presentato nelle scorse settimane, per ora non c’è traccia. Un altro segnale di difficoltà è dato dagli aerei basati a Malpensa, 4 per il lungo raggio e 2 per il corto raggio, parte dei quali in leasing senza assicurazione di un rinnovo. Se questa ipotesi fosse confermata il rischio sarebbe la chiusura delle rotte oppure alleanze con altre compagnie.

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