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Air Italy, De Micheli: «I soci confermano la liquidazione»

Nessuna disponibilità dei soci a fare marcia indietro. Si lavora a un decreto a sostegno del reddito dei dipendenti. Lo ha detto il ministro De Micheli

di Mara Monti

Air Italy in liquidazione

Nessuna disponibilità dei soci a fare marcia indietro. Si lavora a un decreto a sostegno del reddito dei dipendenti. Lo ha detto il ministro De Micheli


2' di lettura

Avanti con la liquidazione di Air Italy, nessuna disponibilità di entrambi i soci a fare marcia indietro. Dall’incontro di questa mattina al Mit tra il ministro Paola De Micheli e le organizzazioni sindacali (assenti i liquidatori della compagni aerea) non è emersa la volontà di Alisarda con il 51% e di Qatar Airways con il 49% di ritirare la decisione di cessazione delle attività e perseguire quella del concordato preventivo che avrebbe consentito l’accesso ai lavoratori agli ammortizzatori sociali.

«Abbiamo avuto conferma che la proprietà Air Italy non ha intenzione modificare la procedura» di liquidazione, ha comunicato il ministro
Paola De Micheli ai sindacati. «Questo non significa che il governo non abbia provato a immaginare alternativa al loro no», ha aggiunto il ministro che ha sperato fino all’ultimo di tramutare la liquidazione in concordato.

Si lavora al decreto a sostegno del reddito dei lavoratori
A sostegno dei 1.450 dipendenti si lavora all’applicazione dell’articolo 44 del cosiddetto decreto Genova, introdotto dopo il crollo del ponte Morandi, che prevede un ampliamento della norma transitoria relativa alla cigs per cessazione di attività, consentendo la cassa integrazione per 12 mesi. La conferma viene dallo stesso ministro al termine dell’incontro: «Il governo si è impegnato a prevedere una misura di sostegno al reddito dei lavoratori di Air Italy derivante dall'articolo 44 del decreto Genova che avrà bisogno di un passaggio parlamentare con un decreto».

Concesso il regime di continuità territoriale fino a fine anno
Confermata la proroga del regime di continuità territoriale a partire dal 16 aprile, quando Air Italy cesserà i voli, fino al 31 dicembre con il ripristino dei precedenti bandi. A questo punto è probabile che sarà Alitalia a svolgere il servizio.

Allo studio le ipotesi per garantire anche la continuità aziendale, ma il percorso appare difficile. Sul tavolo la proposta della regione Sardegna di entrare al 51% insieme a Qatar Airways al 49% uno scenario che al momento non trova l’appoggio della compagnia del Golfo. «Il governo - ha aggiunto il ministro - è disponibile a valutare ogni ipotesi di soluzione industriale per Air Italy nel nostro Paese, anche con l’apporto del sostegno delle Regioni più coinvolte, Sardegna e Lombardia».

Presidio dei lavoratori davanti al ministero
I lavoratori di Air Italy hanno bloccato il traffico davanti al ministero dei Trasporti quando dall’incontro con i sindacati è trapelata la conferma della procedura di liquidazione per la compagnia. In corteo anche i politici sardi dietro allo striscione sotto Montecitorio «Insularità in Costituzione».

«Occorre attivare al più presto un processo governativo per rivedere le regole del trasporto aereo - ha il segretario generale della UilTrasporti della Sardegna, William Zonca- come ha anche ribadito oggi la ministra».

L’Associazione Nazionale Professionale Assistenti di Volo (Anpav), «ha condiviso l’approccio del Ministro alle problematiche Air Italy, già concretizzatosi attraverso l’approvazione in un Consiglio dei Ministri che si terrà nei prossimi giorni di un apposito decreto che consentirà l’applicazione del Decreto Genova ai dipendenti» .

Per il segretario generale della Filt Cgil, Stefano Malorgio: «Bisogna lavorare per mettere in campo tutte le misure utili a garanzia dei lavoratori e della continuità occupazionale».

Articolo in aggiornamento

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