trasporti aerei

Air Italy, incubo licenziamento per 1.500 lavoratori. In piazza per chiedere la Cig

Mercoledì 29 luglio manifestazione al ministero del Lavoro. La liquidazione prevede la ripresa della procedura di licenziamento collettivo dal 17 agosto

di Davide Madeddu

Air Italy in liquidazione

Mercoledì 29 luglio manifestazione al ministero del Lavoro. La liquidazione prevede la ripresa della procedura di licenziamento collettivo dal 17 agosto


2' di lettura

Di nuovo in piazza. I 1.500 lavoratori Air Italy, la compagnia aerea sardo qatariota in liquidazione da febbraio, rilanciano la mobilitazione per scongiurare i licenziamenti collettivi e far riattivare la Cassa integrazione. Appuntamento davanti alla sede del ministero del Lavoro a Roma mercoledì 29 luglio.

La prima uscita in piazza, dopo il lockdown e le ultime assemblee,lavoratori, distribuiti tra Olbia e Malpensa, annunciata dalle organizzazioni sindacali Filt Cgil, Uiltrasporti e Ugl. L’obiettivo è «chiedere al Governo risposte immediate in merito ad ammortizzatori sociali e prospettive industriali per i lavoratori del secondo vettore nazionale».

Licenziamento collettivo dal 17 agosto

«La liquidazione in bonis dell’azienda, avviata a febbraio, - rimarcano - prevede la ripresa della procedura di licenziamento collettivo per tutti i lavoratori già dal 17 agosto, a meno che Air Italy non rientri nel provvedimento di sospensione dei licenziamenti, attualmente all’esame del governo».

C’ è poi anche un altro aspetto che sottolinea il segretario della Filt Arnaldo Boeddu: «Non solo oggi nessuno è in grado di sapere quando e per quanto tempo i lavoratori Airitaly avranno la certezza di percepire la Cassa Integrazione ma anche perché non si sa ancora nulla sulle manifestazioni di interesse fatte recapitare ai liquidatori della compagnia, su un eventuale interesse della stessa newco Alitalia rispetto ad alcuni asset Air Italy».

Patrimonio da salvaguardare

Per il sindacalista è «doveroso salvare il patrimonio di competenze cresciuto all’interno della compagnia». Domande che le organizzazioni sindacali, nazionali ma anche regionali intendono porre al Governo e alle Regioni Sardegna e Lombardia «interessate al problema». «Per questo motivo saremo in piazza e chiederemo la convocazione immediata di un tavolo istituzionale - conclude Boeddu - per valutare soluzioni alternative e un progetto industriale che garantisca occupazione e servizi».

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