L’ANNUNCIO

Air Italy pronta a licenziare tutti i 1.450 dipendenti. «Cessioni per salvare i posti»

Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha convocato per giovedì della prossima settimana i sindacati, la Regione Sardegna e la Regione Lombardia sulla vicenda

Air Italy in liquidazione: volerà fino al 25 febbraio

Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha convocato per giovedì della prossima settimana i sindacati, la Regione Sardegna e la Regione Lombardia sulla vicenda


3' di lettura

Un avvio della procedura di liquidazione con la volontà di trovare soluzioni per il mantenimento del maggior numero possibile dei 1.450 dipendenti Air Italy attraverso la cessione di rami d’azienda: lo hanno annunciato i liquidatori della compagnia ai dirigerenti riuniti in conference call a Olbia e Malpensa.

Al momento non è partita alcuna lettera di licenziamento per i 1.450 lavoratori di Air Italy. Nella nota ufficiale della società si parla della conferma della procedura di liquidazione in bonis, un iter che secondo il codice civile prevede 75 giorni di tempo, quindi entro maggio, per dare corso al licenziamento collettivo. Nel frattempo, spiega la stessa nota, la società si è impegnata ad esplorare la strada della cessione del ramo d'azienda per cercare di salvaguardare il più possibile i lavoratori.

Air Italy «prenderà in considerazione tutte le possibilità di cessione di rami d'azienda, che comprendano il possibile mantenimento di tutti o di parte dei posti di lavoro», scrive la compagnia in una nota dopo che questa mattina si è svolto un primo confronto, in conferenza telefonica, tra i liquidatori incaricati e i dipendenti della compagnia, basati a Malpensa e a Olbia.

«I liquidatori - spiega la nota - hanno illustrato ai dipendenti la possibile evoluzione della procedura di liquidazione, confermando l'intenzione di adottare tutte le misure possibili di sostegno al reddito, compatibili a norma di legge con la procedura di liquidazione stessa».

«Ancora non è arrivata alcuna lettera di licenziamento. Ma arriverà non appena i liquidatori definiranno il percorso con i dirigenti aziendali. Non c'è alcuna intenzione della proprietà di fare alcunché: occorre evitare che partano le prime lettere», dice all'Ansa il segretario della Filt Cgil regionale Arnaldo Boeddu. «Stiamo lavorando con il ministero dei Trasporti e dello
Sviluppo economico per provare a cambiare la procedura ed
evitare la liquidazione. Aspettiamo la convocazione dei due
ministeri con cui andremo a parlare».

Sindacati ed Enti locali covocati giovedì al Mit
Il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha convocato per giovedì della prossima settimana i sindacati, la Regione Sardegna e la Regione Lombardia sulla vicenda. La ministra De Micheli ha inoltre scritto ai liquidatori per formalizzare l’urgente richiesta di cambio della procedura, dal momento che la liquidazione danneggia pesantemente i lavoratori e la possibilità di garantire il trasporto aereo sulla Sardegna. Sempre per la prossima settimana sono in fase di preparazione incontri con la proprietà.

La decisione degli azionisti di Air Italy
Il 12 febbraio gli azionisti di Air Italy, Alisarda e Qatar Airways attraverso AQA Holding, «a causa delle persistenti e strutturali condizioni di difficoltà del mercato» hanno deciso all'unanimità di mettere la società Air Italy in liquidazione in bonis.

Nel dicembre del 2018 la compagnia aveva presentato un piano di espansione che prevedeva l’arrivo di 50 nuovi aerei e la creazione di 1.500 posti di lavoro per coprire 50 destinazioni soltanto in Italia tra Roma, Napoli, Palermo, Catania e Lamezia Terme per alimentare i voli intercontinentali dall'hub internazionale di Malpensa.

La storia è andata diversamente e ora i 1.450 dipendenti di Air Italy che lavorano tra Olbia e Milano Malpensa rischiano il posto di lavoro. La compagnia negli ultimi due anni ha sempre chiuso i bilanci in rosso,:
nel 2018, primo anno della partnership, le perdite ammontavano a quasi 160 milioni, vale a dire il 57% del fatturato.

Non è andata meglio nel 2019: nonostante l'aumento del fatturato, che è atteso attorno ai 330 milioni di euro, le perdite previste dovrebbero toccare i 230 milioni di euro, cioè il 70% del fatturato. La compagnia, posseduta per il 49% da Qatar Airways e per il 51% dall'Aga Khan attraverso Alisarda, non sembrava avere alternative se non la liquidazione e nomina di due liquidatori. Una decisione presa dagli azionisti dopo un'assemblea tenutasi tra Milano e Doha.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti