Trasporti

Air Italy verso lo stop ai collegamenti su Olbia. I sindacati: a rischio 550 posti di lavoro

di Davide Madeddu


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3' di lettura

Appesi a un filo. Perché i 550 lavoratori Air Italy di Olbia «rischiano di trovarsi senza lavoro». La vicenda ruota tutta attorno alla cosiddetta Continuità territoriale da e per la Sardegna. Ossia lo strumento che consente alle compagnie aeree di garantire biglietti a tariffe calmierate per i residenti dietro compensazione economica da parte della Regione.

La nuova vertenza inizia lo scorso anno, quando la precedente Giunta Regionale predispone i tre bandi per l’assegnazione delle rotte dai tre aeroporti sardi (Cagliari, Olbia e Alghero) verso Roma e Milano. Ad aggiudicarsi tutte le gare, e quindi le rotte, è Alitalia. Tuttavia Air Italy rientra in gioco per quanto riguarda i collegamenti Olbia Milano e Olbia Roma, annunciando, in virtù di un’opzione prevista dal bando, di essere disposta a garantire il servizio (sempre a tariffe calmierate per i passeggeri) senza compensazioni economiche. Una mossa che a quel punto ha indotto Alitalia, compagnia vincitrice, ad accettare senza compensazioni i collegamenti su Olbia.

Nel frattempo la Giunta regionale cambia, c’è un ricorso al Tar di Ryanair (respinto) e un’interlocuzione del nuovo presidente della Regione Christian Solinas con le istituzioni europee. Il tutto, annuncia Solinas, per evitare che proprio attorno alla nuova continuità territoriale possa essere aperta una procedura di infrazione per aiuti di stato per quanto riguarda le rotte su Cagliari e Alghero dove le compensazioni sono restano in piedi.

A seguito del confronto tra Regione e Ue, nei giorni scorsi viene annullata la nuova continuità territoriale dagli scali di Cagliari e Alghero per i quali viene prorogata quella attualmente in vigore: «Per il periodo di tempo necessario a rivedere la nuova formula - sono le parole pronunciate dal presidente Solinas - per le rotte non accettate senza compensazione».

Resta fuori dalla proroga della vecchia continuità la tratta che ha come base Olbia, scalo sul quale sia Air Italy per prima e poi anche Alitalia l’8 aprile scorso, decidono di rinunciare alle compensazioni. È proprio in seguito alla decisione di Alitalia che scoppia il caso. Il 12 aprile Air Italy annuncia il ritiro da Olbia: l’ipotesi di garantire i collegamenti senza compensazioni non risulta più sostenibile dovendolo fare in concorrenza con un altro vettore. Parte la mobilitazione dei 550 lavoratori. Dal Governatore della Sardegna arriva la convocazione di un incontro alla Regione con Alitalia e Air Italy per trovare un compromesso.

L’ipotesi, è cronaca di ieri, è la condivisione dei voli dallo scalo Gallurese da parte delle due compagnie. E nel giorno dell’incontro tra il presidente della Regione e il ministro Toninelli – martedì 16 aprile – prima ancora che si conosca l’esito del vertice, arriva la presa di posizione di Air Italy: «La proposta illustrata lunedì dal presidente Solinas durante l'incontro tenutosi a Villa Devoto alla presenza di una delegazione della nostra compagnia e di Alitalia è purtroppo inaccettabile». Per la compagnia aerea la condivisione delle rotte su Olbia e senza compensazione «è insostenibile».

Air Italy annuncia di iniziare a riproteggere i passeggeri (garantire chi ha già acquistato i biglietti) e di «avviare una valutazione completa sul modo migliore per tutelare il personale attraverso il supporto ai ministeri competenti», con il probabile ricorso agli ammortizzatori sociali.

Non tarda ad arrivare la presa di posizione delle organizzazioni sindacali. «Qui c'è il rischio concreto che i 550 posti di lavoro vengano cancellati e che queste persone si trovino senza occupazione - denuncia Arnaldo Boeddu segretario regionale Filt -, purtroppo siamo al limite del punto di non ritorno. Air Italy sta iniziando a cancellare i voli per Roma. La politica deve trovare una soluzione affinché i sardi possano continuare a viaggiare e salvaguardare una realtà industriale che funziona da 50 anni».

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