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Air Italy, quel piano ambizioso di Qatar Airways mai decollato

Il piano prevedeva 50 nuovi aerei e la creazione di 1.500 posti di lavoro. Ma la compagnia in due anni ha sempre chiuso in rosso

di Mara Monti


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(Alessandro Serrano' / AGF)

2' di lettura

Era il dicembre del 2018 quando il chief operating officer di Air Italy, Rossen Dimitrov a Malpensa presentava il nuovo volo per Mumbai e l’apertura di nuovi collegamenti per gli Stati Uniti, l’Asia e l’Africa. Un piano ambizioso come era stato annunciato dallo stesso ceo di Qatar Airways, Akbar Al Baker che sfidando Alitalia si era detto convinto di volere diventare il brand numero uno in Italia: «Abbiamo le risorse per farlo». Quel piano prevedeva 50 nuovi aerei, la creazione di 1.500 posti di lavoro per coprire 50 destinazioni soltanto in Italia tra Roma, Napoli, Palermo, Catania e Lamezia Terme per alimentare i voli intercontinentali dall’hub internazionale di Malpensa.

La storia è andata diversamente e ora i 1.400 dipendenti di Air Italy che lavorano tra Olbia e Milano Malpensa rischiano il posto di lavoro. La compagnia negli ultimi due anni ha sempre chiuso i bilanci in rosso,:
nel 2018, primo anno della partnership, le perdite ammontavano a quasi 160 milioni, vale a dire il 57% del fatturato. Non è andato meglio nel 2019: nonostante l'aumento del fatturato, che è atteso attorno ai 330 milioni di euro, le perdite previste dovrebbero toccare i 230 milioni di euro, cioè il 70% del fatturato.
La compagnia che è posseduta per il 49% da Qatar Airways e per il 51% dall’Aga Khan attraverso Alisarda, non sembrava avere alternative se non la liquidazione e nomina di due liquidatori. Una decisione presa dagli azionisti dopo un’assemblea tenutasi tra Milano e Doha.

Del resto, il partner qatarino non può salire oltre il 49% per la legge europea e il Principe non intende più bruciare altri soldi in una compagnia che è sempre stata in rosso dal 2008. Non ha aiutato il vettore il fatto di essere stata costretta a mettere a terra i tre B737 Max 8 gli unici presenti in Italia dovendoli sostituire con vettori presi a noleggio.

Di fatto, il progetto di Air Italy puntava a sostituirsi ad Alitalia la quale dopo tre anni è ancora alla ricerca di un partner per il suo rilancio. Tuttavia, il vettore italiano seppur con tante difficoltà e soprattutto sostenuta dai prestiti ponte elargiti dallo Stato e rinnovati numerose volte, continua a volare.

Un marchio storico quello che oggi è Air Italy la quale iniziò come Alisarda nel 1963, servendo una serie di destinazioni in Italia e in Europa dalla sua base a Obia, in Sardegna. Nel 1991, la fusione tra Alisarda e la compagnia aerea spagnola Universair dalla quale nacque Meridiana. Poi nel 2018 l’acquisizione da parte di Meridiana di Air Italy, che in precedenza aveva operato come piccola compagnia aerea charter.

In questi due anni Air Italy ha dovuto affrontare anche l’ostilità dei big americani dei cieli che vedevano Air Italy un cavallo di Troia della compagnia del Golfo per entrare sul mercato americano: American Airlines, Delta Air Lines e United Airlines non hanno mai accettato la partnership ritenuta un escamotage di Qatar Airways per espandersi negli Stati Uniti utilizzando il vettore italiano, in violazione degli accordi Open Skies.

Per approfondire:
Compagnie aeree al bivio tra guerra delle tariffe e caccia a nuovi ricavi

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