Trasporti

Air Italy, nessuna proroga per i dipendenti. Dal 1° gennaio via ai licenziamenti

Si tratta dell'ultima puntata di una vertenza che, nel corso del tempo ha visto ridursi anche il numero di lavoratori, dagli oltre 1.450 a 1.322

di Davide Madeddu

Articolo aggiornato il 23 settembre alle ore 18:20

(Imagoeconomica)

2' di lettura

Nessuna proroga, per i dipendenti di Air Italy, in cassa integrazione sino al 31 dicembre, dal primo gennaio 2022 scatteranno i licenziamenti. La comunicazione, che coincide con l'avvio della procedura è stata data dai liquidatori della compagnia sardo qatariota nel corso della riunione con le organizzazioni sindacali.

La vertenza

Si tratta dell'ultima puntata di una vertenza che, nel corso del tempo ha visto ridursi anche il numero di lavoratori (per esodo volontario o pensionamento), passati dagli oltre 1.450 agli attuali 1.322 distribuiti tra Olbia, Malpensa, Linate, Roma Fiumicino e Napoli. L'avvio della procedura arriva dopo l'accordo dello scorso luglio con cui era stata sancita la proroga degli ammortizzatori sociali sino al 31 dicembre, allontanando lo spettro dei licenziamenti.

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La procedura

Ora si riparte, con quella che si preannuncia l'ultima puntata della vertenza cominciata l'11 febbraio del 2020 con la messa in liquidazione dell'azienda per via delle perdite. Primo passo seguito dall'apertura della procedura dei licenziamenti collettivi, sospesa dai provvedimenti legislativi legati per all'emergenza sanitaria Covid 19. Poi l'accordo sindacale. E la cassa integrazione dal 1 settembre 2020 al 30 giugno 2021. Nel frattempo lo stop all'attività aziendale e le altre attività legate alla liquidazione, compresa la vendita dei beni mobili di proprietà. Poi la mobilitazione e la proroga sino al 31 dicembre 2021. Ora la decisione finale con i licenziamenti collettivi.

Cosa succede ora

Inizia ora il cammino previsto dalla norma (con una durata massima di 120 giorni) che prevede un incontro in sede aziendale e un altro in sede ministeriale. «La situazione è ormai chiara - dice William Zonca, segretario regionale della Uil Trasporti - perché l'azienda ha già detto che non vuole continuare». Nel corso del primo incontro i sindacati riproporranno in maniera ufficiale i quesiti su «volontà di andare avanti e di eventuali ingressi di altri gruppi imprenditoriali». Poi la discussione, «in caso di risposte negative o mancate risposte» si sposterà sul tavolo ministeriale. «A quel punto sarà necessario capire quali sono le intenzioni delle due Regioni interessate - argomenta ancora Zonca -, ossia Sardegna e Lombardia, e quali quelle del ministero, anche alla luce dell'avvio di Ita».

Il futuro dei lavoratori

A chiedere «pari opportunità per i lavoratori Air Italy come per i lavoratori Alitalia» è il segretario della Filt Sardegna Arnaldo Boeddu: «Sarebbe paradossale se i primi venissero licenziati mentre ai secondi venissero date ulteriori possibilità». Da qui la richiesta di un intervento delle istituzioni regionali e del Governo. «Con l'uscita di Air Italy, non solo si sta andando a perdere un patrimonio di conoscenze e competenze, ma si è creato uno spazio, come quello rappresentato dai voli in continuità territoriale, che va colmato e che potrà coprire Ita. Naturalmente è necessario che anche le istituzioni, Ministero e Regioni facciano la propria parte».

Lo sciopero generale

A prendere posizione, ricordando lo sciopero generale del trasporto aereo (previsto per venerdì 24), sono il segretario generale Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi, e il segretario nazionale, Ivan Viglietti: «Attendiamo da tempo di essere convocati dal Ministro Orlando, per confrontarci immediatamente sul tema degli ammortizzatori sociali visto che 10 mila famiglie rischiano di ritrovarsi in pochi giorni senza lavoro, senza reddito e senza speranza».

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