fra innovazione e incognite giudiziarie

Airbnb fra innovazione e incognite giudiziarie: storia di un impero nato per caso

di Biagio Simonetta

default onloading pic
(Bloomberg)


3' di lettura

Almeno ufficialmente, al quarto piano del 888 di Bannan Street (San Francisco) di Ipo non vuole parlarne nessuno. Eppure gli spifferi non parlano d'altro da ormai molti mesi. Alla fine, però, il costrutto cambia poco. Almeno per ora. Perché Airbnb è e rimane una delle iniziative di maggior successo legate alla tanto dibattuta sharing economy. Lo dicono la storia e i numeri. L'ex startup oggi è un colosso da 31 miliardi di dollari di valutazione. E in questi primi dieci anni di attività gli host hanno incassato 41 miliardi di dollari grazie a 300 milioni di ospiti e 4,5 milioni di alloggi in 81mila città. Le cifre sono quelle di un impero dell'albergazione che secondo il Wall Street Journal - nel 2017 - ha fatturato 2,57 miliardi di dollari sfiorando il break even con una perdita di 75 milioni. Sicuramente, quando nel 2007 Brian Chesky, Joe Gebbia e Nathan Blecharczyk fondarono Airbnb, nessuno poteva immaginarsi una storia simile.

Com'è cambiata Airbnb
Il successo innegabile di Airbnb è cresciuto anno dopo. I finanziamenti ricevuti in diversi round ammontano a circa 3 miliardi di dollari. Eppure le difficoltà iniziali furono enormi. A partire dagli ormai famosi 7 rifiuti da parte degli investitori, che bocciarono l'idea dei fondatori. E non è un mistero che a pochi mesi dalla fase di start, Airbnb stesse per fallire. Quello che ha fatto la differenza è stata la creatività.

Va detto che il modello di business, ancora oggi, è rimasto più o meno quello originario. Ed è basato su un'idea abbastanza semplice: Airbnb mette a disposizione la piattaforma che funge da punto di incontro fra host e ospite, e alla fine tiene per sé una percentuale sulla transazione finale. Quella che è cambiata molto negli anni è stata proprio la piattaforma, che via via è diventata uno spazio per la community dove si coltiva il rapporto fra host e viaggiatori. La vera forza di Airbnb è stata quella focalizzarsi proprio sulla community, supportandola con un servizio sempre più evoluto: dai pagamenti sicuri allo spazio per le recensioni. Negli ultimi anni, poi, con un modello di business ormai consolidato, i vertici hanno deciso di innovare ancora, puntando su nuove categorie di offerte, abitazioni di lusso e un servizio plus per certificare le abitazioni.

Le incognite giudiziarie
Se dal punto di vista tecnologico il successo di Airbnb è innegabile, le vere incognite sul futuro dell'ex startup sono tutte riconducibili agli aspetti giudiziari. Un po' come per la storia di Uber con in Taxi, anche Airbnb ha stravolto un settore, quello alberghiero, normativamente non pronto, attirando su di sé il malcontento degli albergatori di mezzo mondo. La vera differenza con Uber, tuttavia, sta nel fatto che Airbnb un blocco giudiziario vero e proprio non lo ha mai subito. Le controversie aperte sono numerose e hanno portato ad alcune limitazioni. Ma il business dell'unicorno californiano non si è mai fermato.

Una delle fasi più delicate della sua storia decennale, Airbnb l'ha attraversata nell'ottobre del 2016, quando Andrew Cuomo, uomo ai vertici dello Stato di New York, propose una legge che rischiò di annientare il business dell'azienda nella Grande mela: l'idea, in sostanza, era quella di vietare le proposte di affitto case per meno di 30 giorni, pena una multa da 7.500 dollari per chiunque provasse a mettere l'annuncio sulla piattaforma online. New York era (ed è) una città importantissima per le casse di Airbnb, con circa 50mila alloggi. E scattò il panico da effetto domino, con altri Stati pronti a prendere spunto da quello newyorkese. L'idea di Cuomo, tuttavia, venne congedata. Ma forse ha fatto capire ai vertici di Airbnb che una quotazione in borsa, in un periodo storico così incerto, può essere molto rischiosa.

Negli anni, l'azienda di San Francisco ha incontrato diverse limitazioni in giro per il mondo, proprio a causa di aspetti giudiziari controversi: da Parigi (con un tetto massimo di 120 giorni d'affitto all'anno per l'intera casa) a Londra (90 giorni) fino ad Amsterdam (60 giorni). Tutte prove lampanti che la regolamentazione rimane un'incognita pesante sul futuro di questa società: una ex strar tup nata dall'idea di tre studenti, diventata l'azienda alberghiera più grossa al mondo. E senza possedere neanche un albergo.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti