sbarco a wall street

Airbnb punta alla quotazione entro il 2020

La società leader delle alternative agli alberghi tradizionali, valutata al momento 31 miliardi di dollari, ha annunciato sul proprio sito l’intenzione di effettuare un collocamento azionario iniziale “durante il 2020”, pur senza fornire dettagli, né su date né su modalità

di Marco Valsania


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3' di lettura

NEW YORK - Airbnb non è del tutto scoraggiata delle recenti fatiche dei collocamenti di società della new e gig economy e mette nero su bianco piani per uno sbarco a Wall Street l’anno prossimo: il leader delle alternative agli alberghi tradizionali, valutato al momento 31 miliardi di dollari, ha annunciato sul proprio sito l’intenzione di effettuare un collocamento azionario iniziale “durante il 2020”, pur senza fornire dettagli, né su date né su modalità. Ma qualche titubanza al cospetto delle tensioni sulle piazze finanziarie e dello scetticismo sulle super-valutazioni delle startup nel tech e Internet potrebbe aver convinto i vertici del gruppo a lasciar cadere ipotesi, coltivate in passato, di arrivare a un collocamento entro la fine di quest’anno.

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Non è chiaro se la società abbia già depositato documentazione confidenziale presso la Sec al riguardo dell’operazione. Stando alle indiscrezioni finora emerse, la società potrebbe orientarsi verso un un direct-listing, senza l’emissione di nuovi titoli e tagliando fuori il ruolo delle banche sottoscrittrici e le loro commissioni.

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Quella di Airbnb, se davvero procederà sulla strada della Borsa, diventerà comunque una delle alla quotazioni più attese del prossimo futuro. La valutazione da 31 miliardi dell’intero gruppo risale al 2017. L’azienda conta su una posizione e performance finanziaria considerata più solida di recenti, simili colossi arrivati al debutto, da Uber a Lyft, accolti con nervosismo. E anche di WeWork, che nei giorni scorsi ha deciso di rinviare il suo Ipo a causa del grave scetticismo incontrato tra gli investitori che già l’aveva costretta a tagliare la valutazione a circa dieci miliardi di dollari da 47 miliardi. Queste società sono tutte afflitte da perdite. Airbnb non ha offerto informazioni sulla redditività o meno del suo secondo trimestre 2019, ma ha stimato in oltre un miliardo di dollari le entrate trimestrali. In passato aveva inoltre indicato di essere stata in attivo, in termini di utili operativi, sia nel 2017 che nel 2018.

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Fondata nel 2008 a San Francisco e guidata dal chief executive (ed ex culturista) Brian Chesky, la società agisce anzitutto come un broker, pagato con commissioni su prenotazioni di abitazioni per soggiorni turistici. Alle origini affittava semplicemente materassi gonfiabili. In anni successivi riscontrò un crescente successo e attirò l’appoggio di società di venture capital a Silicon Valley. Di recente i suoi progetti di espansione hanno incluso la costruzione di abitazioni dedicate appositamente agli affitti a breve termine. L’iniziativa, battezzata Backyard, potrebbe essere concretamente sperimentata entro fine anno.

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Le sfide però non mancano. Difficoltà sono incontrate oggi soprattutto da società tech e Internet legate al settore dei consumi - afflitte da una maggior concorrenza e da minori chance di profitti - piuttosto che rivolte a soluzioni dedicate al business. A controprova, nelle stesse ore dell’annuncio di Airbnb la fintech Stripe è volteggiata ai vertici delle valutazioni delle startup americane. Battendo proprio il gigante degli affitti: 35 miliardi contro 31.

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