EXTRA-ALBERGHIERO

Airbnb, sempre più industria che incide sull’offerta

Il fenomeno che sta modificando l’offerta turistica si sta “professionalizzando”: a Roma e Venezia più della metà dei proprietari ha 3 o più appartamenti

di Simone Roberti*


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(rilueda - stock.adobe.com)

3' di lettura

Il turismo in Italia sta registrando delle buone performance sia in termini di arrivi, pari a 128 milioni, che di presenze, arrivate a 428,8 milioni. Osservando l’andamento nelle prime tre città italiane, ossia Roma, Venezia e Milano, emergono delle differenze interessanti. Roma è saldamente la prima destinazione turistica italiana, mentre sul resto del podio la situazione è in evoluzione. Da una parte, il numero di arrivi a Milano ha superato quelli di Venezia, ma non ancora in termini di presenze. Visto la tendenza di crescita degli ultimi anni, Milano si appresta a diventare la seconda destinazione turistica, dopo aver superato recentemente Firenze.

Cresce la domanda, cambia l’offerta
La domanda turistica sta aumentando e provocando di conseguenza cambiamenti nell’offerta, sia nelle strutture alberghiere che extra-alberghiere. In questa seconda categoria, il suo sviluppo è molto probabilmente dovuto al fatto che alcuni segmenti di clientela trovano, in questo tipo di offerta, risposte ai propri bisogni. Questo fenomeno, amplificato grazie allo sviluppo delle nuove tecnologie, è un interessante elemento di riflessione sull’evoluzione del settore. Non si tratta solo di aspetti economici ma di mancanza di un servizio ormai ricercato dal turista.
Questa domanda viene quindi intercettata dai privati che hanno ora lo strumento tecnologico per promuovere il proprio alloggio. Pertanto, nelle città turistiche come Roma e Venezia, il fenomeno degli appartamenti affittati sta diventando sempre più importante ed evidente agli occhi dei residenti che vedono il proprio palazzo e quartiere cambiare. Questo sta, pertanto, andando a modificare la situazione demografica in alcuni quartieri, riducendo il numero dei residenti.

I dati
Utilizzando i dati prodotti da AirDna è possibile analizzare cosa succede sul portale di AirBnb dove vengono proposti circa 35mila alloggi a Roma, 20mila a Milano e 11mila a Venezia, generando 6,6 milioni di presenze (4,1 milioni a Roma, 1,3 milioni a Milano e 1,2 milioni a Venezia). Guardando più in dettagli i dati emerge che a Venezia e Roma, soltanto il 27% e il 33% dei proprietari possiede un solo alloggio, rispettivamente. La maggior parte dei proprietari possiede dai tre ai dieci alloggi (il 33% a Venezia e il 38% a Roma). I proprietari di più di dieci alloggi sono il 27% nella città lagunare e il 16% nella Capitale. Pertanto, i proprietari di più di tre alloggi disponibili sono il 60% a Venezia e il 53% a Roma.
Questo dato mostra “l’industrializzazione” del servizio nelle due città dove il turismo è un’industria molto importante, se non la principale. Questa situazione è completamente diversa a Milano in quanto gli alloggi posseduti da un solo proprietario rappresentano ancora il 48% dell’offerta.
Andando a guardare la tariffa media per notte, si osserva che per un alloggio con una camera la tariffa media è di 90 euro a Roma, 85 a Milano e 116 a Venezia. Negli hotel, la tariffa media è di 154 euro a Roma, 148 a Milano e 347 a Venezia. Le tariffe di Roma e Milano sono piuttosto allineate sia negli Airbnb che negli hotel. La maggior differenza si riscontra invece a Venezia: del 29% maggiore negli Airbnb e del 125% negli hotel, rispetto a Roma. L’operatore alberghiero veneziano riesce quindi a massimizzare maggiormente la tariffa rispetto al privato cittadino che gestisce il suo alloggio tramite Airbnb.
In generale, il settore dell’extra-alberghiero sta crescendo e cerca di adattarsi ai cambiamenti del mercato. Pertanto, proseguirà la sua evoluzione nei prossimi anni in modo da poter intercettare la domanda crescente del turismo in Italia.

Head of Research, Colliers International Italia

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