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Airbus, gli innovatori del Politecnico di Milano arrivano terzi

di Antonio Dini


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3' di lettura

Italiani terzi su 156 squadre, ma con onore. Si è concluso a Tolosa, dove ha sede uno dei centri di produzione principali del colosso aerospaziale europeo Airbus, Fly Your Ideas, la competizione multidisciplinare e biennale (è iniziata nel 2008 e questa è la sesta edizione) per idee di studenti universitari di tutto il mondo. Quest'anno hanno partecipato 2265 studenti, provenienti da 700 università e 89 paesi diversi, non solo dai settori scientifici ma anche da ambiti umanistici: dal design all'economia. L'italia, rappresentata da una squadra di studenti del Politecnico di Milano, non ha vinto ma è lo stesso sul podio virtuale dell'innovazione.
La gara. Dopo un processo di selezione durato alcuni mesi gli esperti interni ed esterni di Airbus (più di 500 persone dell'azienda partecipano ogni anno ai lavori del concorso) hanno selezionato i team partecipanti, che si sono ridotti da 270 a 51, con dei mentori dedicati allo sviluppo delle idee e dei business case relativi.
I grandi temi sui quali Airbus raccoglie idee di giovani innovatori (che però appartengono dal punto di vista legale alle università di appartenenza e ad Airbus stessa) sono sei: l'elettrificazione per trasformare il volo in una attività meno inquinante, i servizi innovativi derivanti dai dati digitali generati da Airbus, la cybersecurity, la internet of things e l'intelligenza artificiale.
Su questa tavolozza di possibilità si sono sbizzarriti giovani da tutto il mondo, in team multidisciplinari (perché gli studenti ad esempio delle università angloamericane sono quasi sempre provenienti da altri paesi) e con una partecipazione molto elevata di donne. Come spiega al Sole 24 Ore Gregor Dirks, responsabile dell'ufficio Innovation federation di Airbus e veterano di questo concorso, i 270 team entranti nella seconda fase erano composti da 941 studenti di 72 paesi, 79% uomini, 20% donne e 1% “altro” (la persona ha preferito non rispondere). Il 90% dei candidati appartiene alle facoltà di ingegneria o informatica, ma anche la creatività umanistica conta, perché in realtà il 10% degli studenti provenienti da altri corsi di studi hanno proporzionalmente più vincitori del concorso. La presenza di donne inoltre è simmetrica a quella di Airbus stessa, che ha il 20% di dipendenti di sesso femminile e una politica molto aggressiva di promozione del talento senza guardare al genere, come dimostra anche l'attuale CTO dell'azienda, l'italiana Grazia Vittadini.
Nel terzo round i team sono stati ridotti a 46, con 164 studenti di 44 paesi, e hanno lavorato alla realizzazione dei “business case” e delle presentazioni. Da questo gruppo sono stati selezionati da parte di una giuria indipendente (guidata da Marc Fointaine, responsabile della digital trasformation di Airbus, con due donne in posizione apicale come Sandra Bour e Marcella Hoffman, più il membro esterno Taiwo Tejumola docente universitario) sette team finalisti, tra i quali gli studenti del Politecnico di Milano del team Move-EZ, che hanno studiato un ingegnoso sistema robotizzato per muovere le poltrone degli aerei dentro e fuori i velivoli consentendo un imbarco più autonomo, efficiente e psicologicamente soddisfacente per le persone con disabilità o difficoltà motorie. Il progetto si è classificato terzo dietro a quello olandese dell'università di Delft che ha costruito una rete di 5mila sensori senza fili e senza batterie per monitorare la cabina degli aeroplani (dalle cinture allacciate alla posizione dei sedili e tavolini) e dal team Airfish dell'università di Cambridge composto da studenti indonesiani e giapponesi per il monitoraggio della pesca di frodo tramite microsatelliti di Airbus per contrastare la razzia incontrollata delle risorse ittiche.
Nel cinquantesimo anniversario dalla fondazione di Airbus il colosso aerospaziale continua un percorso di ricerca di innovazione in tutti e tre i suoi settori: produzione di aerei di linea, elicotteri e sezione difesa e aerospaziale: con 133mila dipendenti di 135 nazionalità in 180 siti in 35 Paesi Airbus genera il 31% del suo fatturato in Europa e il 69 nel resto del mondo: 64 miliardi di euro di fatturato nel 2018, 5,8 miliardi di Ebidta e un business del trasporto aereo di linea in buone condizioni. Nei giorni scorsi a Le Bourget la divisione che impiega 80mila dipendenti ha annunciato una versione di lungo raggio dell'Airbus A321 che arriva in un momento strategicamente importante per il mercato (con le difficoltà della Boeing con i suoi B737 Max) e buone notizie per gli ordinativi.
Sinora infatti Airbus ha consegnato 7577 aerei, con 747 nuovi ordini nel 2018 e 800 consegne, in crescita dell'11% percento rispetto a prima.

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