Aviazione «green»

Airbus, l’appello all’Italia per volare a idrogeno

L’obiettivo è mettere in commercio un aereo a idrogeno nel 2035. Il gruppo sollecita una partecipazione di università e industrie italiane

di Gianni Dragoni

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3' di lettura

Airbus invita l’Italia a impegnarsi e collaborare al progetto «emissioni zero» nell’aviazione, che punta a utilizzare l’idrogeno come carburante pulito per gli aerei. La «chiamata all’azione al mondo italiano» è messa in chiaro da Grazia Vittadini, ingegnere aeronautico, laureata al Politecnico di Milano, chief technology officer e componente dell’«executive committee» del gigante europeo dell’aerospazio da maggio 2018.

A Roma per incontri istituzionali

Vittadini è stata a Roma per incontri «istituzionali», non dice con chi. Incontra Il Sole 24 Ore insieme al responsabile delle attività di Airbus in Italia, Serafino D’Angelantonio. Gli ambiziosi progetti del gruppo puntano alla decarbonizzazione dell’aviazione commerciale entro il 2050. Il trasporto aereo resta uno dei settori più difficili dai quali eliminare le emissioni di carbonio. Perché il kerosene, di origine fossile, è il carburante più efficiente ed economico per gli aerei.

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I limiti del motore elettrico

«L’elettrificazione di per sé al momento non soddisfa i nostri requisiti. Resta importante sui nostri aerei e soprattutto elicotteri, ma ci sono limitazioni per il peso delle batterie. Ci siamo chiesti quale altro mezzo ci consentirebbe di volare a emissioni zero. L’idrogeno è interessante perché è veramente zero emissioni, anidride carbonica zero. Il Tupolev 155 ha volato con l’idrogeno...».

Il volo commerciale nel 2035

«A settembre abbiamo annunciato l’ambizione di entrare sul mercato commerciale con un prodotto entro il 2035. Entro il 2025 dovremo aver definito il disegno del velivolo, il raggio d’azione, quanti passeggeri, che tipo di propulsione», spiega la Cto di Airbus. «Stiamo studiando le tecnologie, anche con tutti i motoristi».

Tre concept di velivoli

Airbus ha presentato tre ipotesi di velivolo, tre «concept» di velivolo, tutti denominati «Zeroe». Uno è un jet da 120-200 passeggeri, in grado di fare voli intercontinentali. Il secondo è un turboelica fino a 100 posti per voli a corto raggio. Il terzo «è il più visionario», osserva Vittadini, un aereo a forma di delta detto «blended-wing body», le ali si fondono con il corpo della cabina, fino a 200 passeggeri con autonomia di lungo raggio.

Idrogeno a -253 gradi

Tutti con motori a turbina a gas modificati, alimentati da idrogeno liquido. «Bisogna tenerlo alla temperatura di -253 gradi centigradi. L’idrogeno è 3 volte più efficiente del kerosene, ma 4 volte più ingombrante. Quindi ci vogliono serbatoi importanti, non nell’ala, ma nella fusoliera, nella parte posteriore». «C’è un rapporto pubblicato, dice che non c’è motivo di ritenere che l’ìidrogeno a bordo sia meno sicuro del kerosene», spiega la Cto di Airbus.

Nessuno può farcela da solo

«Tutti i paesi hanno dei programmi. Nessuno riuscirà ad arrivarci da solo», precisa. «In Italia ci sono molte competenze, i Politecnici di Milano e Torino, le università di Roma e Napoli, centri di ricerca, l’industria. Siamo aperti a collaborazioni, ma nell’idrogeno non vediamo un’ambizione che vediamo invece in altri paesi europei».

Il programma Ue Clean Aviation e Leonardo

Una spinta potrebbe venire dal programma Ue «Clean Aviation, con fondi per 3 miliardi, nel quale ci sono anche i progetti dell’idrogeno. Ci sono tre filoni: Airbus conduce quello per il velivolo a breve e medio raggio, Leonardo il regionale sostenibile, Safran l’idrogeno. Dall’esterno _ dice _ la partecipazione italiana sembra essere piuttosto frammentata. Si potrebbe pensare a Leonardo come catalizzatore della parte italiana». Secondo Vittadini bisognerà ripensare «anche le aerostrutture, perché nelle fibre di carbonio c’è il carbonio, con problemi di smaltimento».

Gli esempi Rolls-Royce con Tecnam e Snam

La Cto di Airbus segnala di aver visto esempi «interessanti». «Abbiamo visto Rolls-Royce con Tecnam che stanno collaborando con la compagnia Wideroe per il progetto della Norvegia, di avere voli totalmente elettrici nel 2030. Abbiamo avuto contatti con Marco Alverà di Snam, hanno dimostrato che si può usare la rete esistente di distribuzione del metano per il trasporto dell’idrogeno».

In contatto con Cingolani

Vittadini ha conosciuto Roberto Cingolani, ministro della Transizione ecologica, quando era Cto di Leonardo. «Ci siamo incontrati a Oslo, al tavolo per l’elettrico. Siamo in contatto». Come sono i rapporti con Leonardo? «Con Leonardo le relazioni sono ottime, su prodotti, per esempio l’Eurodrone, l’elicottero Nh90, sul programma del regionale sostenibile e su Atr. La relazione è più puntuale che strategica», puntualizza Vittadini. Come si potrebbe concretizzare? Si potrebbe partire da una comunione d'intenti.

La controllata Airbus Italia

L’incontro con Vittadini e D’Angelantonio avviene nel rinnovato sito industriale di Airbus Italia, a Roma sulla via Tiburtina. «La famiglia italiana in Airbus è composta da 500 persone», osserva Vittadini. Airbus Italia ha 160 addetti, 110 a Roma, 60 fra Trento e Verona, si occupa soprattutto di spazio ed elicotteri.

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