ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIntervista a Raffaele Cattaneo

«Aiuti alle pmi senza scordare la transizione ambientale»

Assessore regionale Ambiente e Clima

di Giovanna Mancini

Assessore. Raffaele Cattaneo, classe 1962

3' di lettura

«Ormai non è più un problema solo di prezzo, ma proprio di forniture: ci sarà gas a sufficienza, anche a qualunque prezzo, per le nostre imprese?». Perché in Lombardia le imprese sono tante, ricorda Raffaele Cattaneo, assessore regionale all’Ambiente e Clima. «Siamo la regione con il maggior numero di attività produttive del Paese e questo fa sì che siamo i più colpiti dalla crisi energetica».

In che modo stanno reagendo le imprese?

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C’è stata un’impennata di richieste di diversificazione delle proprie fonti energetiche, ad esempio per tornare almeno in parte al gasolio. È allo studio un provvedimento che accelera la gestione di queste richieste, sempre tuttavia all’interno di alcuni limiti. Perché il gasolio è un combustibile più inquinante del gas, sebbene meno costoso. C’è un tema anche ambientale, che non possiamo perdere di vista. La nostra regione ha livelli di polveri sottili e ossidi di azoto superiori a quelli consentiti dalla Ue, perciò dobbiamo trovare un equilibrio tra le esigenze delle imprese e la necessità di ridurre l’inquinamento dell’aria.

A quali misure sta lavorando la Regione?

Nei prossimi giorni arriverà in Giunta un provvedimento che riguarda il mio assessorato, destinato a favorire modalità di trasformazione che consentano alle imprese di continuare a operare. L’assessorato allo Sviluppo economico ha invece allo studio misure a sostegno delle imprese. Lunedì scorso è stata approvata una norma che prevede la possibilità di intervenire con garanzie da 5mila a 20mila euro per tutte le realtà artigiane e manifatturiere, assicurando la possibilità di pagare le bollette anche alle piccole aziende, che sono quelle più in difficoltà.

Questo nell’emergenza. E per il futuro?

La crisi attuale non deve farci dimenticare la necessità di portare avanti un percorso di transizione energetica. Anzi, per certi versi la crisi può persino aiutarci ad attuare un cambio di paradigma. Il percorso è quello delineato nel programma regionale Ambiente-Clima, che descrive lo scenario energetico della Lombardia al 2030.

Quali sono gli obiettivi del Piano?

Due essenzialmente. Una forte riduzione dei consumi energetici, per rispettare l’obiettivo europeo di abbattere del 55% le emissioni climalteranti entro il 2030. Noi prevediamo una riduzione del 35% dei consumi nei prossimi otto anni. È un obiettivo da far tremare i polsi, che prima della crisi energetica sembrava irraggiungibile, ma questa crisi accelererà la consapevolezza di doverlo raggiungere. Il secondo obiettivo è raddoppiare, in termini assoluti, la produzione di energia da fonti rinnovabili, che oggi è attorno al 15%. Considerando la contestuale riduzione dei consumi, di fatto il raddoppio porterà a una percentuale maggiore, direi attorno al 40%.

Su quali fonti rinnovabili puntate?

È un punto fondamentale. Attualmente, con circa 11 TWh di produzione, l’idroelettrico è la nostra principale fonte rinnovabile, ma i problemi legati alla siccità non consentono di aumentare questa quota. Lo stesso vale per la produzione di energia da biomassa, molto dipendente da incentivi e già molto sfruttata. Dobbiamo investire soprattutto sulla geotermia e, ancora di più, sul fotovoltaico elettrico, che ha però un inconveniente: occupa molto spazio. Il nostro obiettivo è ottenere 8 GigaWatt di impianti fotovoltaici e per farlo servono 15mila ettari di superficie, sui tetti o al suolo. Questo richiede non solo l’intervento delle istituzioni, ma anche la consapevolezza di imprese e cittadini dell’importanza di questo cambiamento, per l’ambiente certo, ma anche per l’economia.

Ci sono abbastanza risorse per questo cambiamento?

Ci sono oltre 600 milioni previsti dal prossimo Por; i fondi regionali per la transizione ecologica; e poi le risorse del Pnrr: quasi 60 miliardi a livello nazionale, di cui quota significativa destinata alla Lombardia. Ma credo che il vero incentivo sia la comprensione della convenienza e della maggiore competitività che il passaggio a forme più sostenibili di produzione energetica
porterà con sé.

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