ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùil cantante italiano

Al Bano esce dalla lista nera ucraina (con l’ex comico presidente)

Chiarimento con Kiev dopo l’inclusione nella lista dei personaggi ostili risalente a marzo scorso: «Sono un cantante, non un politico. Spero di essere invitato per un concerto di pace e musica». Decisivo il cambio politico intervenuto con l’elezione di Zelensky

di Francesco Prisco


"Minaccia alla sicurezza", Al Bano sulla lista nera dall'Ucraina

2' di lettura

Dopo sei mesi d’intenso lavorio tra carte bollate, richieste di summit bilaterali e minacce di azioni risarcitorie, si risolve uno tra i più delicati casi diplomatici che hanno interessato l’Italia: Al Bano esce dalla blacklist dell’Ucraina. Al di là di quelle che possano essere state le sue opinoni su Putin, Russia e Crimea, l’indimenticabile interprete di Nel sole non è più persona sgradita a Kiev. «Tutto chiarito col nuovo Governo», fa sapere l’avvocato Cristiano Magaletti che ha seguito la vicenda.

Tutta colpa dei media italiani
«Lo toglieranno dalla blacklist. La visione di Al Bano è e sarà sempre pacificista», continua il legale, alle cui parole fanno eco quelle del tenore leggero di Cellino San Marco: «Non mi sono mai interessato della vicenda, essendo un cantante e non un politico. Spero di essere invitato e accolto in Ucraina per un grande concerto di pace e musica», ha sottolineato Carrisi che aggiunge una propria personale ricostruzione dei fatti : «Vorrei specificare e chiarire ciò che ho espresso nel 2014 in merito all’appartenenza della Crimea alla Russia. I media locali italiani di allora, senza andare in profondità e senza interessarsi al diritto internazionale su questo caso, mi hanno abbinato dichiarazioni riguardo a questioni che non sono di mia competenza», ha spiegato Al Bano.

GUARDA IL VIDEO. Al Bano minaccia alla sicurezza in Ucraina

Il nuovo corso di Zelensky
«Essendo stato coinvolto, senza volerlo, nella questione, mi sono interessato a questa complicata vicenda internazionale e ho preso atto della posizione della comunità internazionale riguardante l’integrità territoriale dell’Ucraina inclusa la Crimea, così come lo affermano i documenti dell’Onu, dell’Ue, della Nato e altri organizzazioni internazionali, nonché della posizione ufficiale del mio stesso governo italiano». A marzo di quest’anno, subito dopo la diffusione della notizia che lo riguardava, Al Bano aveva intentato un’azione legale contro l’Ucraina. «Non ci fermeremo: andremo sino a Strasburgo perché questo può diventare un pericoloso precedente», diceva l’avvocato. Rispetto ad allora qualcosa è cambiato: il presidente ucraino, per la precisione. Con l’ex comico Volodymyr Zelensky nella stanza dei bottoni, anche per Al Bano evidentemente è tutta un’altra musica. Come per i rapporti tra Mosca e Kiev. Resta tuttavia un’altra delicatissima questione da dirimere: la posizione di Toto Cutugno che, al pari di Al Bano, finì nella blacklist delle personalità internazionali filorusse sgradite all’Ucraina. Da custodi integerrimi della nostra imprescindibile tradizione canora, vigileremo affinché anche questa intollerabile piaga venga rimarginata.

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