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Al Cineca di Bologna arrivano i primi tir con i pezzi del supercomputer Leonardo

La macchina comunitaria vale 240 milioni di euro. Accordo tra Atos e Alma Mater per formare competenze

di Ilaria Vesentini

(Getty Images/iStockphoto)

3' di lettura

«Dalla gestione dei big data passa la sicurezza di Stati e imprese». Ne è certo Giuseppe Di Franco, Ad della divisione italiana di Atos, il gruppo numero uno in Europa nel Cloud, Cybersecurity e High-Performance Computing e leader globale nella trasformazione digitale con 110mila dipendenti in 73 Paesi e 12 miliardi di euro di fatturato consolidato. Parole che Di Franco ha pronunciato durante la visita al Cineca di Bologna, il consorzio italiano interuniversitario con cui Atos ha iniziato a lavorare in questi giorni per installare al Tecnopolo uno dei cinque più potenti supercomputer al mondo, Leonardo.

Al via l'installazione della supermacchina di calcolo

I primi componenti della macchina comunitaria da 240 milioni di euro - cofinanziata da EuroHPC Joint Undertaking e MUR, che sarà una delle risorse del Centro nazionale di supercalcolo finanziato dal PNRR - hanno iniziato ad arrivare questa settimana nell'area dell'ex Manifattura Tabacchi di Bologna trasformata in cittadella della scienza, dove sono programmati quattro tir alla settimana (30 in tutto) per portare al Tecnopolo quasi 5mila server e 157 rack, per un totale di oltre 360mila kg di peso e centinaia di chilometri di cavi. Ad Atos il compito di assemblarli con l'obiettivo di essere pronti alla fine dell'estate per la messa in esercizio di un data center in grado di effettuare, a regime, 250 milioni di miliardi di operazioni al secondo. «Il costante sviluppo dell'High Performance Computing - spiega il Ceo di Atos Italia - ha ampiamente dimostrato le potenzialità di questa tecnologia nell'ambito della ricerca e dell'industria. Proprio qui, all'interno del tecnopolo bolognese siamo riusciti a portare questa tecnologia ad un livello ancora superiore, garantendo il 20% di tutta la capacità computazionale europea. L'HPC ha un ruolo chiavo nello sviluppo di una compiuta sovranità digitale europea: dalla capacità di calcolo e dalla gestione dei dati passano ormai la sicurezza e l'autonomia di nazioni e imprese europee».

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Accordo quadro con l'Università di Bologna per HPC e Quantum Computing

Poche ore prima della visita al Cineca Di Franco ha firmato con il rettore dell'Alma Mater, Giovanni Molari, un accordo quadro quinquennale di collaborazione per dare il via allo sviluppo congiunto con l'Università di Bologna di progetti di formazione, ricerca, trasferimento tecnologico e sostegno all'imprenditorialità sui settori dell'Intelligenza Artificiale, dell'High Performance e del Quantum Computing, della CyberSecurity e del Cloud Europeo, con particolare attenzione all'iniziativa europea di Gaia-X: tematiche di frontiera sulle quali i due enti si propongono di intensificare le opportunità di partenariato tra esperienze aziendali e accademiche, tra cui dottorati di ricerca, borse di studio, commissioned research, fellowships. Per avere, assieme al supercomputer più potenze anche competenze e cervelli all'avanguardia, e potendo anche sfruttare progettualità e risorse del PNRR.

Nasce a Bologna il Centro nazionale di supercalcolo

A fare da cornice ai lavori e agli accordi in accelerazione sotto le Due torri è la nascita, ufficializzata lo scorso 19 luglio, del nuovo Centro nazionale di Supercalcolo CSC, che ha sede nel tecnopolo bolognese. L'ex rettore dell'Alma Mater, Francesco Ubertini, già presidente di IFAB, International Foundation Big Data and Artificial Intelligence for Human Development (Fondazione creata nel 2019 dalla Regione Emilia-Romagna per gettare un primo ponte tra la scienza del supercalcolo e le imprese) è stato nominato anche vicepresidente della Fondazione ICSC che gestirà il Centro nazionale di ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing, uno dei cinque Centri Nazionali previsti dal PNRR basato a Bologna, che potrà contare su quasi 320 milioni di euro di finanziamenti, su fondi Next Generation EU nell'ambito della Missione Istruzione e Ricerca del PNRR.

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