la richiesta di garanzia assicurativa

In sala senza mascherina: dal 15 giugno si torna (gradualmente) al cinema

Le porte delle sale cinematografiche si riaprono dal 15 giugno con percorsi separati, misurazione della temperatura, mascherine dall’ingresso al raggiungimento del posto, sanificazione e qualche posto in più, rispetto ai primi annunci.

di N.Co.

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Le porte delle sale cinematografiche si riaprono dal 15 giugno con percorsi separati, misurazione della temperatura, mascherine dall’ingresso al raggiungimento del posto, sanificazione e qualche posto in più, rispetto ai primi annunci.


3' di lettura

Riaperture graduali e stagione estiva all’aperto per riavvicinare gli spettatori al cinema. Le porte delle sale cinematografiche si riaprono dal 15 giugno con percorsi separati, misurazione della temperatura, sanificazione e qualche spettatore in più, rispetto ai primi annunci. E ovviamente obbligo di mascherina, ma solo dall’ingresso fino al raggiungimento del posto in sala. La prospettiva è che riapriranno, però, solo nel 10% delle 4mila sale dopo il lockdown, che ha fatto precipitare la filiera del cinema e dell’audiovisivo in una crisi che Francesco Rutelli, presidente di Anica (Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e multimediali), ha definito «drammatica» nel corso dell’audizione in commissione Industria detto al Senato . Il lockdown ha falcidiato incassi e produzioni e ha colpito pesantemente lavoratori del settore e film in lavorazione o in uscita.

Ammessi più spettatori

Il nuovo Dpcm firmato dal premier Conte ha rivisto, in parte, le regole per il cinema e lo spettacolo dal vivo: nelle sale al chiuso potranno trovare posto fino a 200 spettatori (prima questo numero comprendeva anche il personale di sala e, per il teatro, attori, tecnici, operai). Stessa regola per gli spettacoli all’aperto: il provvedimento stabilisce che sono ammessi «fino a 1000 spettatori». Gli spettatori conviventi possono sedere vicini. Per i cinema multisala il Dpcm chiarisce che il limite dei 200 spettatori va inteso «per ogni singola sala». Tutti gli spettatori dovranno indossare la mascherina «dall'ingresso fino al raggiungimento del posto (per i bambini valgono le norme generali) e comunque ogni qualvolta ci si allontani dallo stesso, incluso il momento del deflusso». Sarà quindi permesso toglierla una volta seduti e di conseguenza sarà possibile consumare in sala i prodotti acquistati nei punti ristoro, che possono essere riaperti, sempre nel rispetto delle norme di sicurezza.

Il 2019 era stato un anno straordinario

Il 2019 era stato un anno strordinario per il cinema, con oltre 100 milioni di biglietti staccati e film con ottimi incassi. Numeri ai quali è difficile avvicinarsi in altre attività di intrattenimento. E il 2020 era iniziato bene, con gli strascichi dei film di Natale, due orsi d’argento a Berlino e il trionfo nelle sale di un film delle star del web Luì & Sofì, che sono riusciti a portare il loro pubblico al cinema con “Me contro Te”, diventato un fenomeno al botteghino, che solo nel primo weekend di uscita aveva incassato 5 milioni 471mila euro facendo accomodare nelle sale cinematografiche 851mila spettatori. Il film al 17 febbraio aveva incassato ben 9,5 milioni di euro. «L’anno cinematografico era iniziato bene - ha ricordato Rutelli - ma è stato spezzato drammaticamente dalla pandemia, con conseguenze enormi sull’ecostistema produttivo, sociale e lavorativo. E solo una visione industriale della filiera può consentire che il lavoro torni a crescere».

La richiesta di garanzia assicurativa

É in corso un dialogo con i ministeri competenti - Beni culturali, Sviluppo economico e Farnesina - su un grande tema aperto, la richiesta che anche in Italia ci sia un regime di garanzia assicurativa per lo svolgimento delle produzioni, come sta avvenendo in tutto il mondo. E bisogna fare attenzione che le grandi produzioni internazionali non portino via le produzioni italiane, che sono un bersaglio appetibile per la professionalità di protagonisti, tecnici e operatori. Si è trovata l’unanimità - dagli autori, agli attori, dai tecnici ai datori di lavoro - sul protocollo per la ripresa del lavoro sui set, naturalmente all’insegna di grande accortezza e prudenza. Saranno garantiti anche screening continui sulle troupe.

Le richieste al Recovery Fund
Anica auspica che il governo «prenoti un ruolo per l’audiovisivo sulle nuove risorse in ambito europeo, anche in quanto industria e gettito fiscale. Siccome sappiamo che la cultura è stata identificata al livello europeo come uno dei settori più colpiti, ci aspettiamo dal governo e dal Parlamento che voi consideriate questo comparto come uno dei più importanti per la ripartenza». Rutelli ha detto in commissione Industria che la ripresa del Paese «ha bisogno di reputazione, di una narrazione di un’Italia che non si piega, di difendere le nostre qualità e promuoverle nel mondo. Le nostre industrie con i loro creativi sono al servizio del nostro Paese per far sì che questo messaggio di resilienza possa ripartire al meglio».

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