Borsa

Iveco, un flop la prima Ipo dell’anno: il titolo chiude in calo del 9,1%

Nasce dallo spin off delle attività On-Highway di Cnh Industrial - Focus su mezzi commerciali, speciali, bus e motori, ricavi tra i 16,5 e i 17,5 miliardi al 2026

di Filomena Greco

4' di lettura

Un debutto in salita per Iveco Group a Piazza Affari. La prima giornata di contrattazioni per la matricola nata da uno spin-off di Cnh Industrial, controllata da Exor, si è chiusa con un prezzo per azione inferiore del 9,1% rispetto alla soglia degli 11,22 euro indicati in una nota da Borsa Italiana come prezzo di riferimento. Nella prima parte della giornata i due titoli non erano riusciti a fare il prezzo, poi gli scambi sono aumentati e anche Cnh Industrial ha registrato un calo nella mattinata per poi recuperare e chiudere a 14,69 euro (-2,26%).

Il Gruppo guidato dal ceo Gerrit Marx ha il suo focus industriale sul settore dei veicoli commerciali e speciali, i bus e i motori (Fpt), con 33.500 addetti in tutto il mondo. Alla base della decisione di scorporare le attività On-Road c’è la consapevolezza delle scarse sinergie con il mondo Off-Road (Agricoltura e Costruzioni) e delle diverse strategie da adottare per fronteggiare la transizione energetica e tecnologica.

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Il suono della campanella

«Il nostro primo giorno di quotazione segna una storica pietra miliare in quanto diventiamo una società completamente indipendente», ha sottolineato l’amministratore delegato di Iveco Group Gerrit Marx intervenendo alla cerimonia del suono della campanella che segna il debutto in borsa a Milano. Il titolo, come accennato, ha debuttato a 11 euro e poi è andato subito in asta di volatilità. «Abbiamo tutti i requisiti necessari per ottenere un successo di lungo periodo, a partire da basi solide, una squadra motivata e una strategia chiara. Questi elementi ci consentiranno di muoverci rapidamente, innovare e stringere partnership per sviluppare le migliori soluzioni nell’attuale contesto in rapida evoluzione» ha aggiunto il ceo.

«Inauguriamo il 2022 dando il benvenuto a Iveco Group sul mercato Euronext Milan di Borsa Italiana: questa operazione consentirà a Iveco di rafforzare il proprio posizionamento di mercato, creando valore per azionisti e stakeholder», ha aggiunto Fabrizio Testa, amministratore delegato di Borsa Italiana. «Nel 2021 la prima ammissione in Borsa Italiana è sta,ta Stellantis, sempre del gruppo Exor e ha inaugurato un anno record, con 49 Ipo e oltre 2,4 miliardi raccolti sul mercato principale e su Euronext Growth Milan», ricorda Testa. Si tratta di «un risultato che testimonia il ruolo fondamentale di Borsa Italiana e del gruppo Euronext di supportare la crescita economica, consentendo alle aziende di finanziare i propri progetti strategici di sviluppo grazie a mercati trasparenti e efficienti», conclude l’ad di Borsa Italiana.

La strategia

La decisione di valorizzare sul mercato le attività On-Highway risale a settembre 2019, in occasione della presentazione del piano industriale. Una strategia passata attraverso l’interesse dei cinesi di Faw a rilevare Iveco – trattativa saltata la primavera scorsa – e approdata alla decisione sullo spin-off, votata dall’assemblea dei soci Cnh Industrial prima di Natale, il 23 dicembre scorso. Un passaggio che ha spinto il titolo Cnh Industrial – 23 miliardi di capitalizzazione – ai massimi storici, sui 17 euro per azione perché il mercato probabilmente vede come positiva l’operazione. Gli azionisti di Cnh Industrial hanno ricevuto un’azione della società scorporata ogni cinque azioni Cnh possedute. Il peso dell’azionista di riferimento, Exor, sarà mantenuto al 27% delle quote in Iveco Group, esattamente come per Cnh Industrial.

Sviluppi industriali

La scommessa è che gli investitori apprezzino in borsa una maggiore omogeneità tra business, principio guida per la decisione di procedere con lo spin off che comprende, nel perimetro di Iveco Group, i veicoli commerciali Iveco, i marchi del segmento autobus – Iveco Bus e Heuliez Bus –, la partecipazione in Nikola, i veicoli Iveco Astra per il settore cave e miniere, i mezzi per il settore militare Iveco Defence e antincendio Magirus, fino al business del Powertrain di Fpt Industrial. È quest’ultimo il comparto in prima linea, dal punto di vista industriale, sul fronte della transizione alle forme di mobilità alternativa, dall’elettrico al metano.

La sfida per Iveco Group è duplice: da un lato mantenere la leadership sul mercato delle alimentazioni a gas naturale, dall’altro chiudere il cerchio sulle motorizzazioni elettriche, a cominciare dal Daily fino al truck Nikola, e anticipare sull’idrogeno, alimentazione che guarda al futuro del trasporto a lungo raggio. Le tappe dello sviluppo sono nero su bianco nel piano presentato il 18 novembre: tra fine 2022 e il 2023 la nuova generazione di Electric Daily con l’avvio della produzione in-house di assali e pacchi batteria, lo sviluppo di una gamma completa di autobus elettrici e l’implementazione di soluzioni mild hybrid su veicoli diesel e metano; nel 2024 lo sviluppo di una nuova gamma di truck full electric e fuel cell, per arrivare al 2030, con in prospettiva tecnologie di trasmissione alternative (elettriche/ibride) su tutti veicoli, con l’obiettivo di ridurre del 50% le emissioni di CO2.

Iveco Group primo giorno in Borsa a Milano - nella foto Suzanne Heywood e Gerrit Marx

Obiettivi finanziari

Durante l’Investor Day del 18 novembre scorso a Torino il management di Iveco Group, guidato dal ceo Gerrit Marx, ha presentato gli obiettivi finanziari al 2026: ricavi compresi tra i 16,5 e i 17,5 miliardi di euro contro gli 11,8 miliardi di valore aggregato al 2019, una marginalità (ebit) al 5-6% rispetto al 3,6% del 2019 e un utile netto stimato in crescita sugli 800 milioni a confronto con i 300 milioni nel 2019. Con sede legale ad Amsterdam e headquarter a Torino, Iveco Group avrà a regime 33.500 addetti, con stabilimenti e centri di ricerca in 36 paesi, forte di una posizione di leadership nel mercato dei Light commercial vehicle – in Europa Iveco è il terzo produttore per i veicoli superiori alle 3,5 tonnellate grazie alla linea Iveco Daily - e una transizione verso la mobilità a basse emissioni avviata.

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