INNOVAZIONE

Al decollo il Village Crédit Agricole di Milano

di Luca Orlando


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2' di lettura

Venti sono già inserite. Altre tre arriveranno in settimana. Anche se l’inaugurazione ufficiale è prevista per il 28 maggio, l’attività dell’acceleratore d’impresa di Crédit Agricole a Milano è già avviata, grazie ad un investimento di 1,6 milioni di euro che ha consentito il recupero di un ex-convento del ’400 nel cuore di Milano, in Corso di Porta Romana.

L’iniziativa in Italia è in realtà la prosecuzione di un percorso avviato da tempo, che in Francia ha già portato alla creazione di 28 strutture analoghe,”Village” che nel primo trimestre del 2019 hanno permesso alle start-up ospitate di raccogliere fondi per 275 milioni di euro e di creare 800 posti di lavoro.

«Perché le start-up vengono qui ? Perchè noi abbiamo il network». La sintesi di Gabriella Scapicchio, manager del gruppo bancario transalpino e “sindaco” del Village milanese, chiarisce la strategia sottesa, che vede come punto di forza ed elemento distintivo la platea di partner coinvolti direttamente nel progetto e la rete allargata di clienti corporate, bacino prezioso per iniziative imprenditoriali che muovono i primi passi.

Alle start-up inserite nella struttura vengono proposti diversi percorsi di accompagnamento, che prevedono momenti formativi collettivi ed individuali, la possibilità di accedere alla rete di Village in Francia, contatti con potenziali partner, assistenza nell’accesso ai fondi pubblici italiani ed europei, contatti diretti con potenziali investitori.

«In questo momento è già in corso una due diligence per un primo round di finanziamento - aggiunge Gabriella Scapicchio - e abbiamo tre fondi in fase di valutazione, pronti ad erogare svariati milioni di euro».

L’iniziativa di Crédit Agricole si finanzia in gran parte attraverso le partnership, che nel caso di Milano prevedono il coinvolgimento tra gli altri di Ferrovie dello Stato, Enel, PwC, Kpmg, Parmalat e MasterCard.

«Aziende che guardano con interesse all’open innovation - aggiunge la manager - e che in questo modo cercano di contaminare in modo positivo il proprio business. Per noi i benefici sono indiretti, perché non entriamo nell’equity di queste aziende e il fee che ci riconoscono copre una quota minima dei costi. Ma se l’economia locale cresce e le imprese si sviluppano, è chiaro che è l’intero sistema milanese, così come noi, a trarne beneficio».

Dopo l’avvio del Village a Milano, il piano di Crédit Agricole prevede l’apertura di una struttura analoga a Parma nel 2020.

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