nuove skill del giornalista

Al Festival del mobile journalism premiate news e story raccontate con lo smartphone

Fra i premiati Maria Dolores Picciau, free lance sarda con “ Senza radici non si vola”, che racconta il difficile lavoro e le traversie dei pastori della Sardegna

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Fra i premiati Maria Dolores Picciau, free lance sarda con “ Senza radici non si vola”, che racconta il difficile lavoro e le traversie dei pastori della Sardegna


3' di lettura

News e story raccontate con l’ausilio dello smartphone. Un mezzo per far emergere storie sconosciute che hanno guadagnato la ribalta proprio grazie alla seconda edizione del Festival del mobile journalism. Promossa dall’Associazione stampa romana e dall’Associazione nazionale filmaker, l’iniziativa è stata anche una tre giorni di full immersion di formazione a 360 gradi nel mondo del mobile journalism con 21 seminari dedicati al mondo del mobile. Non solo mojo, ma anche come usare gli strumenti di Google, come utilizzare al meglio Instagram, Twitter o Linkedin. Poi i podcast e gli effetti speciali per realizzare grafiche e animazioni dal telefonino. E l montaggio, con corsi da Luma Fusion a Kinemaster. Ma anche l’uso dello smartphone per le dirette video. O la moda e il cibo raccontati col cellulare sul web.

Ottanta le storie finaliste
Più di 80 finalisti, storie sempre piùinternazionali, premiate alla Casa del cinema di Roma, che non è stata l’unica location del festival. Quest’anno, oltre alla sede dell’Associazione stampa romana, si sono aggiunti i Magazzini Scipioni, a un passo dal Vaticano, dove si è parlato di mobile journalism collegato alla moda e al cibo. «Sono tutte storie - ha ricordato il direttore del festival Nico Piro - che non abbiamo e non avremmo visto sui grandi network. Sono storie che sublimano l’essenza stessa del mobile journalism. Lo smartphone presente nelle tasche di tutti noi consente di dare voce a chi non ha voce, di raccontare storie altrimenti destinate a restare “untold”, non narrate».
«Lo smartphone é la penna Bic del terzo millennio», sottolinea il presidente dei videomaker italiani Enrico Farro. «Cambiano i media, cambiano le tecnologie, cambiano i formati e cambiano i mestieri. Trasformazioni velocissime - prosegue Farro - e continue evoluzioni e rivoluzioni. Saper tenere il passo vuol dire saper giocare la partita. Portare le notizie dove le persone le cercano e fornire ai professionisti il modo per farlo nel modo più efficace. Il Mobile journalism é una scommessa».

GUARDA IL VIDEO - «Al master del Sole abbiamo imparato le nuove skill del giornalismo multimediale»

Sei vincitori
Sei i vincitori e tre le menzioni speciali, emersi all'interno delle quattro categorie del c ontest. Per la sezione News long ha vinto Leonor Suarez, free lance (Spagna) con “The volcano”. Per le news short il premio è andato a Emmanuel Mwape, free lance (Zambia) per “Zambian Cab”, che racconta la storia di chi ritrova un’occasione di vita e di lavoro in Zambia, trasportando oggetti con le carriole in affitto. Per Story short ha vinto Maria Dolores Picciau, giornalista free lance sarda, con “Senza radici non si vola”, un video che racconta il duro lavoro e le proteste dei pastori sardi per la rideterminazione del prezzo del latte. A ritirare il premio con lei anche Moira Murgia, una pastora fra i protagonisti del video. Premio story long a Ulkü Sönmez, free lance (Turchia) con “Shallow”. Migliore opera italiana (Premio Mastercard) a Rosa Praticò, giornalista di repubblica.it con “Nothing is thrown away...”, che racconta il recupero di risorse dal quartiere Esquilino di Roma. Migliore opera internazionale (Premio Mastercard) a Phil Bromwell, giornalista Tv Rte (Irlanda) con “Clean-Up Crusader”.

Le menzioni speciali
Le menzioni speciali sono andate ad Andrea Bernabeo, giornalista, con “The sun of the Indian Reserve”, che racconta la situazione degli indiani navajo in Arizona alle prese con un problema del tutto nuovo, quello energetico. Stanno chiudendo le vecchie centrali a carbone in favore di energie alternative e gli indiani devono scegliere fra sostenibiltià e lavoro. Andrea Bernabeo, che ha appreso le tecniche del mobile journalism al Master di Giornalismo politico economico e informazione multimediale della 24 Ore Business School del Sole 24 Ore, già l’anno scorso aveva ricevuto un premio. Riconoscimento anche per Luca Annovi, free lance, con “Dalla terra all'infinito” e ad Alessandro Guarasci, giornalista Vaticanews, con “Tre storie di migranti “. I lavori sono stati esaminati da una giuria guidata dal giornalista Rai Paolo di Giannantonio, insieme ad Alessia Laudati di Associazione stampa romana, Enrico Farro presidente dell’Associazione italiana filmaker, Nico Piro direttore del festival Mojo Italia, oltre a docenti e studenti del Dipartimento comunicazione e ricerca sociale dell'Università La Sapienza-Coris, capitanati dal professor Christian Ruggiero.

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