musica

Al Festival Verdi le “Scintille d'Opera” brillano nonostante il Covid-19

Anna Maria Meo: «Il buon esito di quest'anno proviene dalla legittimazione internazionale conquistata in cinque anni di lavoro»

di Grazia Lissi

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(Getty Images)

Anna Maria Meo: «Il buon esito di quest'anno proviene dalla legittimazione internazionale conquistata in cinque anni di lavoro»


3' di lettura

Se la fine dell'anno è tempo di bilanci, quelli di Anna Maria Meo possono essere più che soddisfacenti. Musicologa, direttrice generale del Teatro Regio di Parma, schietta e simpatica racconta i risultati del XX Festival Verdi “Scintille d'Opera”.

«Il buon esito di quest'anno proviene anche dalla legittimazione internazionale conquistata in cinque anni di lavoro; purtroppo l'indotto economico che si basa sul festival fra cui alberghi, ristoranti, negozi, musei e monumenti ha avuto una flessione». Continua « Il Festival Verdi di quest'anno è stato coraggioso, audace, portato a termine con grande determinazione, volontà di testimoniare il nostro impegno e la nostra vicinanza ad artisti, pubblico, lavoratori. Come sempre ha proposto un'alta qualità artistica; molti artisti europei, impossibili da invitare nelle edizioni precedenti per i numerosi impegni, hanno accettato con entusiasmo. La stampa internazionale ha assistito a concerti e spettacoli via streaming, facendone poi recensioni lusinghiere».

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Per la prima volta una parte degli spettacoli si è svolta all'aperto nel parco di Palazzo Ducale dotato di una camera acustica digitale per rendere la qualità del suono straordinaria; i protocolli di sicurezza sono stati rigidissimi, con investimenti in sicurezza nella misura del 40% sul prezzo di un biglietto. Un esempio organizzativo virtuoso, in tempi così complessi, che denota un forte senso responsabilità sociale.Ecco i dati forniti dall'Osservatorio permanente sul Festival Verdi che si avvale del lavoro dell'Università di Parma: 15 eventi, 22 appuntamenti operistici e concertistici, 5 incontri, in 7 luoghi diversi di cui 5 nuovi; 17.861 (per te: sono stati aggiunti i 10'000 spettatori che hanno partecipato agli eventi a ingresso libero di Verdi Off) spettatori, compresi quelli che hanno partecipato a Verdi Off, provenienti per il 95% circa dal territorio.

Perché il modello di gestione adottato dai teatri di tradizione suscita sempre più interesse?

«Riduce al minimo i costi fissi e riesce a tenere una quota di risorse per la produzione. I teatri sono fatti per produrre, per restituire al territorio e giustificare l'impegno economico, mi riferisco sia ai fondi pubblici sia a quelli privati».

Cos'è e come funziona Verdi Off?

«E' un progetto sociale nato nel 2016, è l'altro festival e lo regaliamo a una popolazione che andiamo a cercare sotto e nelle case nei condomini, nelle case di riposo, negli ospedali. Abbiamo creato un coro con i detenuti e gli allievi dell'Accademia Verdiana, insieme hanno partecipato a un titolo andato in scena all'interno del carcere. Molti cittadini di Parma aprono il loro salotto a cantanti, musicisti e ascoltatori per un breve concerto, spesso gli ospiti italiani e stranieri tornano a trovarli, tutto ciò quest'anno non è stato possibile, se non all'aperto. Ogni giorno alle ore 13 dalle finestre del Regio si affaccia un cantante e intona un'aria, la gente si ferma ad ascoltare».

Perché ogni anno pubblicate il resoconto del Festival?

«Per raccontare a tutti gli stakeholder con oggettività i risultati dell'attività in cui investono. Gli incassi sono uno elemento degli fondamentali, sul nostro sito si trovano i confronti con gli anni passati. Mi sono insediata nel 2015, l'edizione 2014 ha incassato 614.000 euro, quella del 2019 1.438.000, record assoluto di incassi per il Regio, quest'anno sono stati pari al 10% di questo incasso, per via dell'impossibilità di raggiungere Parma da parte del pubblico internazionale; ma tutti i parametri del Festival sono cresciuti. Pubblichiamo la provenienza, la percentuale degli spettatori, informazioni che danno una narrazione economica. Siamo uno dei pochi teatri che valuta con serietà l'obbligo di trasparenza: tutti gli stakeholders devono poter conoscere i risultati raggiunti, e comprendere l'importanza del loro contribuito, consultando dati veritieri. A questo report abbiamo aggiunto un'accurata ricerca per capire cosa sarebbe successo al territorio, al teatro se non avessimo fatto il festival: ne è emersa con forza l'importanza della continuità e il valore cruciale della nostra reputazione internazionale ».

Con il Festival Verdi il Regio sarà conferma la sua vocazione internazionale?

«Un teatro di provincia può organizzare un festival internazionale solo spogliandosi dalla sua dimensione provinciale. Noi abbiamo un teatro di tradizione, Parma, Verdi, il ricordo di decine di artisti che si sono esibiti sul palcoscenico creando un immaginario collettivo. Il Festival Verdi rientra fra le maggiori manifestazioni musicali europee; il pubblico è itinerante, un anno va a Salisburgo, un altro a Bayreuth, altri spettatori seguono un'edizione dopo l'altra la nostra rassegna che è unica al mondo perché solo qui è possibile sperimentare l'emozione della musica di Verdi, a questo livello, nelle Terre Verdiane ».

L'Accademia Verdiana forma nuove cantanti per la lirica...

«Durante il lockdown abbiamo inaugurato l'Accademia di arti e mestieri con un primo Corso di alta sartoria, ora spostatasi online, che forma profili professionali per teatro, cinema, moda. In futuro inaugureremo il Corso di scenotecnica per formare tecnici di palcoscenico che sappiano coniugare sapienza tradizionale e nuove tecnologie ».



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