serrata trattativa a osaka

Conti pubblici, al G20 Conte e Tria sbloccano il tavolo dell’intesa con la Ue

di Stefano Carrer e Gianni Trovati


Conte: situazione difficile, confido di evitare la procedura Ue

3' di lettura

Nelle frenetiche trattative al G20 di Osaka crescono le chance italiane di evitare l’avvio della procedura fra la riunione della commissione di martedì prossimo e la decisione finale dell’Ecofin il 9 luglio.

Due le possibili soluzioni: una sospensione del giudizio fino alla manovra d’autunno oppure la chiusura definitiva grazie agli impegni italiani sul 2020. E la scelta in questo bivio dipende soprattutto da un nodo ancora aperto a Roma. Perché il premier Conte e il ministro dell’Economia Tria non avrebbero difficoltà a mettere nero su bianco gli obiettivi di ulteriore riduzione del deficit e l’avvio di un taglio del debito l’anno prossimo. Ma il via libera esplicito dei vertici della maggioranza, Lega in testa, ancora non c’è. Il Carroccio vuole evitare di ipotecare le prospettive della Flat Tax, bandiera della prossima manovra su cui il vicepremier Salvini è tornato a battere anche ieri. Ma «15 miliardi si trovano, non si pretendono», ribatte l’altro vicepremier Di Maio nella ormai consueta dialettica interna al governo. Resta il fatto che sia il Def di aprile sia la lettera di Conte alla Ue già indicano che l’Italia punta a un taglio di altri due decimali nel deficit 2020.

Sui saldi di quest’anno, invece, gli 8 miliardi alla base del piano Tria per portare il deficit al 2-2,1% appaiono determinanti per creare il terreno dell’intesa. A certificare le cifre sarà lunedì il consiglio dei ministri con l’assestamento di bilancio e la relazione tecnica. Certo, non tutti i tasselli incidono anche sul disavanzo strutturale, dato al centro delle regole Ue, perché allo sforzo contribuiscono una tantum come i dividendi aggiuntivi di Bankitalia e delle partecipate (ieri l’assemblea straordinaria di Cdp ha deliberato la cedola extra da 960 milioni, 800 dei quali indirizzati al Tesoro) o gli 1,25 miliardi di incassi che chiudono il contenzioso fiscale con Kering (la multinazionale che ha in portafoglio Gucci). Sul piatto ci sono però anche le maggiori entrate “ordinarie”, alimentate anche dalla fatturazione elettronica. E le minori spese per reddito di cittadinanza e pensioni. Su quest’ultimo punto si lavora ancora per modulare cifre e impegni. Servirà, entro lunedì, una decisione politica a Roma.

Per farsi largo verso un’intesa, i contatti di Conte con i leader europei presenti al G20 sono iniziati prima ancora dell’apertura ufficiale del vertice, che è stata preceduta proprio da un “summit nel summit” di coordinamento continentale. Un’occasione per scambi informali sui conti, ma anche sulle nomine Ue. Sul punto il premier si è limitato a dire che «si fanno mille nomi» . Sulla procedura invece Conte ha invitato a non dare per scontato un risultato positivo per martedì, quando è in calendario la riunione della Commissione. Ma ha dato l’impressione di farlo: «Non giochiamo con le parole - ha detto commentando l’immagine del “rinvio” a ottobre - se fino a ieri si dava per scontata una procedura, se dovesse essere evitata sarebbe un risultato che il governo porta a casa». In attesa, ovviamente, del nuovo esame sul prossimo programma di bilancio che a settembre diventerebbe ancora una volta l’osservato speciale.

In Europa le resistenze non mancano. Il premier olandese Mark Rutte - da sempre tra i falchi e certo irritato con l’Italia anche per la vicenda della Sea Watch, sollevata personalmente da Conte con lui - a Osaka ha avuto ieri espressioni dure: «Non ho visto nulla che suggerisca che possano scampare alla procedura - ha detto - l’Italia deve davvero fare di più e la Commissione deve intervenire».

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...