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Al Gruppo VéGé il logo di marchio storico. Più sinergie con i partner industriali

Verso un modello di relazioni costruttive con la controparte dei fornitori mentre il gruppo è stato inserito nel Registro speciale dei marchi storici d'interesse nazionale

di Enrico Netti

3' di lettura

Sinergie con i partner industriali senza dimenticare il passato: questa la strategia del Gruppo VéGé presentata insieme ai nuovi piani commerciali per il prossimo anno. Il Gruppo per il prossimo futuro punta al modello «New future together» basato su un modello di relazioni costruttive con la controparte industriale. Modello a cui VéGé assegna un valore speciale data l’estrema importanza della condivisione di conoscenze, informazioni e competenze. Si tratta di una evoluzione delle strategie del Gruppo adottate per fare fronte a un ciclo congiunturale segnato dal conflitto. Anche in questo contesto VéGé conferma la centralità della sostenibilità ambientale, sociale ed economica, capace di mettere al centro le persone e i loro bisogni. Le iniziative del Gruppo continueranno all’insegna della sostenibilità nutrizionale e alla lotta allo spreco alimentare con il coinvolgimento della clientela, prevista in continua crescita grazie al potenziamento della rete di vendita attraverso nuove aperture e l’acquisto di esercizi commerciali con la ricerca di format qualificanti per il territorio e le comunità che ci vivono.

Il Gruppo VéGé è stato inserito nel Registro speciale dei marchi storici d’interesse nazionale curato dalla Direzione Generale per la Tutela della Proprietà Industriale presso il Ministero delle imprese e del Made in Italy (Mimit). Era infatti il 20 maggio 1959 quando venne costituita su iniziativa del bergamasco Emilio Lombardini la prima organizzazione italiana nel panorama della distribuzione ad utilizzare una forma di associazionismo basato sull’integrazione tra ingrosso e dettaglio. Erano gli albori della moderna distribuzione e VéGé fu la prima insegna a introdurre in Italia sia la formula distributiva del discount, con l’insegna Sosty sia quella del cash & carry (insegne Pantamarket e Gross Market Lombardini). Nell’era dei registratori di cassa meccanici e in pieno boom economico il Gruppo VéGé fece conoscere agli italiani le prime collezioni e i cataloghi fedeltà su cui incollare i bollini VéGé 5%, ovvero 5 lire ogni 100 di spesa. Era nato il primo programma fedeltà i cui punti davano diritto a sconti. VéGé fu anche il primo gruppo della distribuzione italiana presente nel Carosello ai tempi della tv con un solo canale in bianco e nero. Oggi il logo «marchio storico di interesse nazionale» è l’ideale eredità di un gruppo della Gdo che conta 35 imprese mandanti, è il quarto distributore nazionale con una quota di mercato del 7,9%, leader assoluto con una numerica complessiva di 3.809 punti di vendita per una superficie vendita di 2.841.267 metri quadri con un fatturato stimato 2022 pari a 12,6 miliardi.

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Il marchio storico VéGé

«Poterci fregiare del logo di marchio storico ha per noi un significato che va ben oltre l'aspetto puramente simbolico, ma che ci identifica e racchiude i nostri valori - spiega Giovanni Arena, presidente di Gruppo VéGé -. Desidero esprimere sincera gratitudine agli imprenditori di ieri e di oggi che hanno concretizzato pienamente il concetto di vendere insieme alla radice dell’acronimo VéGé». Il nome del gruppo deriva dall’olandese VErkoop GEmeenschap, cooperativa nata nel 1938 e chiusa nel 1980, il cui nome significa ’«Vendere insieme». Parlando del prossimo futuro Giorgio Santambrogio, amministratore delegato di Gruppo VéGé aggiunge: «Affronteremo le sfide future seguendo quei valori che da sempre ci hanno rappresentato. I consumatori sono il cuore vitale e pulsante dell’intero Gruppo e continueremo a dedicarci al loro benessere attraverso due importanti percorsi paralleli. In primis una grande responsabilità ed impegno a loro tutela per il mantenimento della massima convenienza, e quindi progetti di educazione alimentare e preservando l'ambiente in cui vivono con iniziative dedicate alla sostenibilità e alla lotta allo spreco alimentare».

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