medio oriente

Al Jazeera prima vittima della guerra diplomatica contro il Qatar

di Alberto Negri

Afp

3' di lettura

Con la rottura delle relazioni diplomatiche con il Qatar annunciata da Riad, insieme ad Egitto, Emirati Arabi Uniti e Bahrain, la prima mossa che hanno fatto le autorità saudite e del Golfo è stata quella di chiudere le sedi della tv Al Jazeera. Il canale satellitare del Qatar è ritenuto il vero “braccio armato” della propaganda dell'Emirato della famiglia Al Thani: in realtà al Jazeera con le sue trasmissioni satellitari viste ovunque anche nella versione inglese è stata la più grande novità mediatica nel mondo arabo-musulmano di questi ultimi vent'anni.
Prima il mondo dell'informazione televisiva araba era dominato o dai media locali, fortemente censurati, o da quelli stranieri in lingua inglese o francese, ritenuti l'unica fonte affidabile. Al Jazeera ha ribaltato la situazione ed è diventata, nel bene e nel male, la “fonte” cui rivolgersi per ottenere notizie e filmati di prima mano.

La storia

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La nascita di Al Jazeera è stata dovuta alla volontà di Hamad bin Khalifa al-Thani, padre dell'attuale emiro del Qatar, di trasformare il suo paese nel centro culturale della regione: questo secondo lui era l'unico modo per il piccolo e storicamente irrilevante Qatar di assumere maggiore importanza nel panorama politico
Sin dalla sua nascita, nel 1996, la televisione Al Jazeera è stata continuamente messa sotto accusa proprio dagli altri paesi arabi per istigazione alla violenza e al terrorismo come è accaduto in Iraq dove la sede della tv qatarina è stata chiusa recentemente. Lo stesso è avvenuto in Egitto dopo il colpo di stato del generale Al Sisi che nel 2013 ha sbalzato dal potere il governo dei Fratelli Musulmani del presidente Morsi: i giornalisti di Al Jazeera furono messi in carcere, condannati a tre anni di detenzione e rilasciati soltanto qualche tempo fa.
Il progetto originale prevedeva che l'emittente, nata grazie agli ingenti finanziamenti dell'emiro, avrebbe dovuto in seguito sostentarsi esclusivamente con gli introiti privati derivanti dalla pubblicità ma questa indipendenza economica non è mai stata raggiunta in quanto le concessionarie della pubblicità nell'area erano e sono tuttora monopolizzate dall'Arabia Saudita, il cui regime è sempre stato fortemente ostile ad Al Jazeera.
Il progetto dell'emiro al Thani di creare una emittente “libera” aveva dato ad Al Jazeera una forte connotazione di media indipendente che ha riscosso un grande successo di pubblico ma che è stata mal tollerata dai governi autoritari della regione.

La crisi di questi giorni

Arabia Saudita, Egitto, Emirati e Bahrein rompono con il Qatar

Non è un caso che la crisi diplomatica tra il Qatar e gli altri stati del Golfo sia cominciata proprio dal canale satellitare di Doha poco dopo la visita del presidente americano Donald Trump in Arabia Saudita il 19 maggio scorso. Di fatto Trump ha rinsaldato un'alleanza con i paesi sunniti in nome dell'ostilità all'Iran sciita che proprio in quelle ore conteggiava i voti delle elezioni che hanno poi confermato Hassan Rohani alla presidenza della repubblica islamica.
Il primo effetto del rilancio della nuova alleanza anti-iraniana è stato quindi quello di limitare la possibilità di dissenso all'interno della coalizione dei paesi arabi guidati dall'Arabia Saudita che si è tradotto nel blocco delle trasmissioni di Al Jazeera, completato in queste ore dalla chiusura delle sedi del canale del Qatar accusato di essere vicino ai movimenti più estremisti, a partire dai Fratelli Musulmani.

Non solo notizie

Ma c'è anche un'altra faccia di Al Jazeera. La tv del Qatar in alcuni momenti è stata assai utile anche agli altri regimi della regione e all'Occidente durante le primavere arabe quando, trasmettendo le rivolte e la voce della piazze, sosteneva la caduta di autocrati e dittatori. In Libia Al Jazeera diffondeva le notizie che andavano in direzione favorevole ai ribelli, i thuwar, così come è avvenuto in Siria dove tutti i regimi arabi, Arabia Saudita compresa, puntavano alla caduta di Bashar Assad, alleato dell'Iran, della Russia e degli Hezbollah libanesi. Una cosa è certa, insieme a questa informazione in parte “pilotata”, il canale del Qatar ha trasmesso in questi anni anche una grande quantità di informazione e di documentari che hanno contribuito a far conoscere meglio la vita dei popoli mediorientali. L'oscuramento di Al Jazeera non è comunque per il mondo arabo una buona notizia.

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