Fase 2

Al mare questa estate? Il Governo studia come fare e pensa alla ripartenza di moda e auto. Ipotesi plexiglass in spiaggia

Far ripartire entro la fine di aprile la moda, l'automotive e anche la metallurgia: ecco il nuovo dossier sul tavolo del governo. Insieme al rebus vacanze, sempre più vicine

Estate al mare, ripartenza moda e auto: la strategia per la fase 2

Far ripartire entro la fine di aprile la moda, l'automotive e anche la metallurgia: ecco il nuovo dossier sul tavolo del governo. Insieme al rebus vacanze, sempre più vicine


5' di lettura

Far ripartire entro la fine di aprile la moda, l'automotive e anche la metallurgia. Ecco il nuovo dossier sul tavolo del governo, mentre riaprono i battenti - non in tutte le Regioni - librerie e negozi di abbigliamento per bambini. Il lavoro della task force di esperti guidata da Vittorio Colao questa settimana entra nel vivo del lavoro per studiare modelli e soluzioni per la “fase 2” di convivenza col virus, a partire da una spinta all'uso di tecnologie e di app sul modello di quelle sperimentate in paesi come la Corea.

Calcio e scuole
Ma il tempo corre e ci sono settori, come la moda, che premono per riaprire e non rischiare di perdere segmenti di mercato. Si valutano così sblocchi mirati, che il premier Giuseppe Conte in assoluto non ha escluso. Ma nel governo i “rigoristi” - anche in risposta ad alcune “liste”, smentite categoricamente, che circolano tra gli amministratori locali e che indicano date “certe” per le aperture della Fase 2 e Fase 3 - frenano: si vedrà solo dopo aver aggiornato i protocolli di sicurezza.

Per le scuole, come ipotizzato dal presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, appare ogni giorno più probabile che se ne riparli a settembre. Per il calcio, se gli allenamenti potranno ripartire il 4 maggio, la Figc ipotizza di poter far giocare a porte chiuse la seria A il 31 maggio, ma frenano il comitato tecnico scientifico e alcuni presidenti come Urbano Cairo (”È impossibile”).

L’estate al mare?
Inizia a emergere anche il “dossier estate”, con il timore di spiagge chiuse e turismo ancora bloccato. Circola l’ipotesi di mettere box in plexiglass in spiaggia, ma all’idea c’è già la reazione negativa dei bagnini. Il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli ha risposto così a chi gli ha chiesto se fosse giusto in questo momento prenotare per le vacanze estive: “Non so rispondere a questa domanda, ma non credo che nessuno sappia rispondere in questo momento sulle vacanze”.

Eppure il sottosegretario ai Beni culturali Lorenza Bonaccorsi assicura che “andremo al mare”, con misure per il distanziamento in spiaggia e a favore del “turismo di prossimità” che favorisca i borghi rispetto alle aree più affollate. E spiega che il governo sta lavorando “ per far sì che possa essere così”, in particolare “dal punto di vista degli atti amministrativi necessari per gli stabilimenti, immaginando una serie di normative prese con il comitato tecnico scientifico, che contemplano l'ipotesi di un distanziamento”. Altro fronte aperto dell’esecutivo in vista della “fase tre” ma sul quale “cominciamo però a lavorare da subito”, è quello del “riposizionamento strategico dal punto di vista del marketing e della comunicazione del nostro paese, che è sempre ai primi posti per il binomio gastronomia e cultura”.

Liguria e Abruzzo: sì alla manutenzione delle spiagge
E un segnale in vista dell’estate in spiaggia anche se a debita distanza gli uni dagli altri arriva dalle Regioni Liguria e Abruzzo. A Pasquetta i governatori Giovanni Toti e Marco Marsilio hanno infatti firmato ordinanze ad hoc per permettere, a partire dal 14 aprile, lo svolgimento dei lavori di manutenzione degli stabilimenti balneari, pur con tutte le sicurezze del caso, e per il mantenimento e coltivazione degli orti. L’ordinanza della Liguria in particolare estende la riapertura alle attività di manutenzione straordinaria degli stabilimenti balneari, i piccoli lavori di manutenzione edile privata e pubblica e le attività dei cantieri nautici propedeutiche alla consegna. Le darsene potranno svolgere i controlli ai natanti. Sarà possibile fare manutenzione a campi di calcio e da golf, compiere i ripascimenti delle spiagge.

In Toscana lidi ancora “off limits”
Tra le Regioni che hanno già autorizzato i lavori di manutenzione negli stabilimenti balneari sulle coste di loro competenza ci sono anche Emilia Romagna e Veneto. Le riaperture dei bagni e degli stabilimenti in vista della stagione estiva non sono state invece ancora autorizzate dalla Regione Toscana. Tali attività sono però tra quelle autorizzate dal Dpcm del 10 aprile scorso: ”Per le attività produttive sospese è ammesso, previa comunicazione al Prefetto, l'accesso ai locali aziendali di personale dipendente o terzi delegati per lo svolgimento di attività di vigilanza, attività conservative e di manutenzione, gestione dei pagamenti nonché attività di polizia e sanificazione” (articolo 2 comma 12). Rimane in attesa di un chiarimento da parte dei ministri competenti se l’accesso alle strutture sia esteso anche alle aree pertinenziali (le spiagge).

Orari flessibili per la Pa
Ancor prima di andare in vacanza, però, bisognerà capire come tornare a lavorare. A partire dai rischi che potrebbero sorgere nell'ora di punta, se tutti torneranno a prendere insieme metro e autobus: ecco perché la ministra Paola De Micheli ipotizza un mix di smart working e di orari flessibili, a partire dagli uffici pubblici, per scaglionare gli ingressi al lavoro. E insieme l'uso di tecnologie che permettano di contare e quindi di limitare gli accessi ai bus, magari stabilendo come criterio che i passeggeri siano seduti e non occupino tutti i posti.

Sicurezza sul lavoro
Tema ancor più spinoso è la sicurezza sui luoghi di lavoro. Ecco perché il governo potrebbe tornare a riunire sindacati e imprese per aggiornare i protocolli elaborati a marzo, anche alla luce di modelli ideati da realtà come Fca, con turni rimodulati e fornitura di due mascherine per turno. Ma oltre ai problemi tuttora esistenti nel reperire mascherine e guanti, i
sindacati guardano alle singole realtà: Fiom, Fim Cisl e Uilm dicono ad esempio no alla riapertura annunciata da Whirlpool, che ha chiesto una deroga al prefetto.

Sono anche questi i nodi che dovrà aiutare a sciogliere la task force di 17 esperti guidata da Colao e che relaziona direttamente a Conte. Dopo un primo incontro sabato, torneranno a riunirsi in videoconferenza martedì, probabilmente alla presenza del premier, per iniziare a entrare nel merito, magari organizzandosi in gruppi di lavoro. Il compito è proporre
modelli per la ripresa delle relazioni sociali, oltre che per il lavoro: “Non trascureremo i più fragili che oggi vivono ancora più disagio.

E dopo la fase di ripartenza, dovremo offrire una visione nuova al Paese”, dice Filomena Maggino, a capo della Cabina di Regia Benessere Italia e membro della task force. Tra i temi centrali ci sono modelli da applicare ai diversi tipi di lavoro ma soprattutto c'è l'idea di usare le tecnologie e i dati
che arrivano dalle reti digitali, sia per monitorare i contagi che per organizzare le ripartenze per aree geografiche ed età.

Prepararsi al 3 maggio
L'orizzonte per dare le prime risposte è quello del 3 maggio, nuova data fissata da Conte per il lockdown. Prima di allora però potrebbero arrivare, con un aggiornamento della lista delle attività consentite da parte del ministro dello Sviluppo economico, nuove riaperture. Si valuta in particolare la parte del “made in Italy” che rischia di essere più danneggiata, come la moda. Ma anche automotive e metallurgia. Nei prossimi giorni sul tema si confronteranno governo, sindacati e imprese. Ma anche con le Regioni, che continuano a muoversi in ordine
sparso. Promette di riaprirsi anche il confronto nella maggioranza tra chi, come Matteo Renzi, preme per una ripartenza sprint, e chi, come Roberto Speranza, invita ancora alla prudenza.

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