musei e biennali

Al MArTA di Taranto un videogioco per scoprire il passato

di Roberta Capozucca

La foto della direttrice Eva Degl'Innocenti

3' di lettura

Dopo il successo da oltre 3 milioni di download di Father and Son , il videogame prodotto per il MANN di Napoli, arriva Past for Future il gioco ufficiale del Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MArTA). Il gioco lanciato il 14 dicembre scorso a oggi ha già 10mila download. A dirigerne i lavori sono stati Fabio Viola e Massimiliano Elia di TuoMuseo , il collettivo europeo leader nella creazione di contenuti altamente innovativi per la promozione del patrimonio culturale; alla realizzazione ha collaborato anche il MiBAC , che è stato coinvolto per la prima volta sul tema della gamification.

Past for future, il trailer

Past for Future è un gioco 2D a scorrimento orizzontale, in cui il vero protagonista è il giocatore che può muoversi in diversi luoghi anche attraverso salti temporali: un viaggio investigativo nella città di Taranto, sia nei tesori del suo Museo Archeologico che nelle problematiche moderne, non mancano per esempio riferimenti all'Ilva. Il progetto, che vanta le grafiche dipinte a mano dall'artista inglese Sean Wenham e la colonna sonora composta appositamente dal musicista polacco Arkadiusz Reikowski, nasce con l'obiettivo di evidenziare il legame del territorio con il passato e per elaborare un modello di sviluppo complementare e sostenibile per la città. L'iniziativa è stata fortemente voluta dalla direzione del MArTA nell'ambito del rinnovamento tecnologico del museo, per un investimento dal valore totale di 75.000 € dei fondi legati al Piano Strategico di Sviluppo e Valorizzazione del Territorio 2017-2022.

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Il MArTA. Istituito nel 1887 nell'ex convento dei Frati Alcantarini a seguito dell'urbanizzazione dell'area ad est del Canale Navigabile di Taranto e della scoperta, purtroppo anche della dispersione, di molti materiali archeologici provenienti dalla città greco-romana e dalla contigua necropoli, il 1° dicembre 2015, è diventato uno dei musei autonomi riconosciuti dalla riforma Franceschini. Anche in questo caso l'aumento dei visitatori del 203% in soli tre anni (circa 80.000 visitatori nel 2018) e la capacità di acquisire fondi ed investimenti (oggi il museo ha un bilancio di circa 5 milioni € di cui solo 400.000 € provengono dalla Direzione Generale Musei ) dovrebbe far riflettere su quanto l'autonomia gestionale sia importante per un istituto culturale.

La foto della direttrice Eva Degl'Innocenti

La direttrice Eva Degl'Innocenti ci racconta qual è stata la direzione strategica intrapresa e quali sono i principali obiettivi da raggiungere nel medio termine: “Dalla mia nomina ci siamo concentrati sulla riattivazione del museo come centro di ricerca e come driver per lo sviluppo del territorio. I principali progetti che ci hanno tenuti occupati sono stati innanzitutto il restyling degli spazi di accoglienza e di fruizione dell'edificio, un investimento totale di circa 1.230.000 € a valere sulle risorse di cui all'art. 1 comma 338 della legge 28 dicembre 2015 n. 208 (Legge di Stabilità 2016); questo comprende la riapertura dell'ingresso originario, la creazione di una nuova hall, di una caffetteria e di un nuovo bookshop. Il secondo grande progetto riguarda la digitalizzazione della collezione in funzione della ricerca e del riallestimento degli spazi espositivi. Questo progetto si chiama MArTA 3.0 e impiega 2.500.000 € del PON Cultura e Sviluppo per la Regione Puglia 2016-2020. L'intervento, per cui è ancora in atto una gara d'appalto dal valore di 242.500 € con scadenza oggi 14 gennaio 2019, dovrà essere ultimato entro la fine del 2020. Esso prevede innanzitutto lo studio, la catalogazione e la digitalizzazione di oltre 40.000 artefatti, di cui la maggioranza mai esposti prima, la creazione di un archivio virtuale con i reperti in 2D e 3D e un approfondimento sul contesto di ritrovamento con georeferenziazione” spiega la direttirce. “Questo permetterà anche di aggiornare lo stato di conservazione e di studio dei reperti in open source - prosegue Degl’Innocenti -. Sempre all'interno di questo progetto abbiamo pensato alla creazione di un fablab dedicato alla scansione e alla stampa 3D dei reperti archeologici. Unico nel suo genere, l'obiettivo di questo nuovo centro interno al museo sarà quello di fare ricerca e immaginare un nuovo allestimento totalmente fruibile a tutte le disabilità; pensiamo per esempio a una sala in realtà aumentata in grado di restituire un'idea della grandezza della Taranto magno-greca. In questo rinnovamento tecnologico del museo rientra anche Past for Future, che per il MArTA rappresenta la sintesi dei valori-chiave di un museo diffuso sul territorio di Taranto, della Regione Puglia e del Mediterraneo con l'auspicio che da itinerario virtuale possa trasformarsi in itinerario turistico per creare un efficace e dinamico indotto sul territorio” conclude la direttrice.

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