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Al Matteucci di Roma parte il liceo digitale, apripista in Italia

di Claudio Tucci

3' di lettura

«Intelligenza artificiale, robotica, linguaggio matematico. Il tutto arricchito dalle competenze filosofico-umanistiche. Il mix si è poi tradotto in una curvatura del curricolo in direzione 4.0 fin dal primo biennio. In più didattica laboratoriale, con robot e droni programmati dagli studenti. E nel triennio finale un periodo di alternanza scuola-lavoro di 90 ore, in un colosso come Leonardo, per completare il quinquennio formativo che, per qualche ragazzo, potrà significare anche conquistare un impiego prestigioso».

Per Maria Gemelli, dirigente scolastico dal 2014 dell’istituto «Carlo Matteucci» di Roma, la sperimentazione, appena partita, e apripista in Italia, di una prima classe di 30 ragazzi di liceo digitale è la doppia testimonianza che, in primo luogo, «la scuola, per Dna, è sempre aperta all’innovazione»; e poi che «si possono realizzare sinergie virtuose tra scuola e impresa». In entrambi i casi, l’obiettivo finale è sempre lo stesso: «Offrire nuove opportunità ai nostri giovani».

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Il percorso che ha portato al liceo digitale è iniziato tre anni fa dopo un incontro con l’ex magistrato e parlamentare Luciano Violante, oggi presidente di Fondazione Leonardo-Civiltà delle Macchine. «Abbiamo ragionato di umanesimo tecnologico, spinti anche dal forte investimento sulle discipline Steam che si sta facendo nelle scuole all’interno del Pnrr, e, da un po’ prima, con il piano nazionale scuola digitale, che richiede proprio agli istituti di sviluppare in modo integrato le competenze digitali con i curricula disciplinari - ha proseguito la Gemelli -. Ne abbiamo parlato con il corpo docente, sempre più giovane grazie alle nuove immissioni, che si è mostrato subito entusiasta dell’iniziativa». E così, si è iniziato a lavorare sul progetto sperimentale del nuovo indirizzo quinquennale sul digitale, afferente al liceo scientifico opzione scienze applicate.

Il piano di studi è stato così modificato: nel biennio iniziale le ore settimanali sono salite da 27 a 30, nel triennio finale da 30 a 32. «In accordo con il collegio docenti - ha spiegato Gemelli - sono state sacrificate le due ore di storia dell’arte e aggiunte un’ora in più di informatica, due di diritto e due di economia e marketing. Al triennio, invece, è stata inserita un’ora in più di matematica e un’ora in più di informatica. Abbiamo introdotto inoltre due laboratori innovativi: il laboratorio del pensiero, un’ora a settimana, svolto in compresenza dai docenti di lettere e di storia e filosofia, per allenare le menti dei ragazzi in particolare al pensiero critico e il laboratorio di intelligenza artificiale e robotica, con il docente di matematica affiancato da un esperto di Leonardo».

Una volta ottenuta l’autorizzazione ministeriale alla sperimentazione liceo digitale, si è partiti con la programmazione e l’orientamento: gli esperti di Leonardo hanno formato, con 150 ore in presenza, una cinquantina di insegnanti, non solo quelli del nuovo indirizzo, per portare in questo modo il “valore aggiunto” anche agli altri studenti e indirizzi presenti al «Matteucci». Con l’intelligenza artificiale infatti, ad esempio nella disciplina delle lettere, si possono esplorare nuovi linguaggi (la lingua virtuale accanto a quella scritta e parlata). «Sono arrivate subito molte richieste di iscrizione da parte delle famiglie al liceo digitale - ha ricordato la Gemelli -, ma trattandosi di una sperimentazione siamo potuti partire con una sola prima classe di 30 ragazzi. Visto il successo, per la futura nuova prima classe per il nuovo anno sarà necessario introdurre dei criteri di selezione. Cosa mi aspetto al termine dei cinque anni? Aver contribuito a formare giovani con competenze adeguate al mondo digitale, dalla gestione dei dati alla cybersicurezza, che sono tra i profili più richiesti dalle imprese (secondo vari studi in Italia mancano un milione di specialisti nell’Ict, ndr). E aver offerto loro una chance in più di affermarsi o nel mondo de lavoro o nel proseguimento degli studi successivi».

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