la scommessa di angelo radici

Al Monte Pora neve hi tech con nuove torri di raffreddamento

di Francesca Milano


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2' di lettura

Un tempo era la montagna dei bergamaschi, un luogo segreto dove sciare a costi bassi. Oggi invece il Monte Pora è meta degli sciatori di tutta Italia: merito dei costi, che sono rimasti bassi, e della tecnologia, che ha allungato la stagione sciistica. Negli ultimi 3 anni Angelo Radici, presidente e ceo dell’azienda RadiciGroup e appassionato di sci, ha investito personalmentecirca 7 milioni di euro per il rinnovo degli impianti di innevamento, la realizzazione di un nuovo bacino e nuove infrastrutture.

«È un progetto a cui tengo molto - racconta Radici, che ha 67 anni e vive a Leffe -, vorrei rilanciare il turismo al Monte Pora e nell’intera vallata». La novità dell’ultimo anno è rappresentata dalle torri di raffreddamento che aumentano la resa dell'impianto di innevamento programmato e che sono state progettate dalla DemacLenko, la società che ha brevettato anche Snow4Ever, una tecnologia che permette di ottenere neve sopra gli zero gradi centigradi.

Oggi il Monte Pora ha un impianto di innevamento artificiale costituito da una sessantina di macchine sparaneve, di cui 50 cannoni e 10 aste, che utilizzano l'acqua di due bacini artificiali che hanno una capacità totale di più di 55.000 metri cubi. A ogni metro cubo di acqua corrispondono 2 metri cubi di neve. «Attualmente - spiega Radici - abbiamo una copertura superiore al 70% grazie all’innevamento programmato. Stiamo aspettando le autorizzazioni per costruire un terzo bacino».

Angelo Radici è un visionario, il suo è un progetto ambizioso. D’altronde, questa è una caratteristica di famiglia: nel 1941 Pietro Radici, che girava l’Italia con il suo calesse carico di coperte, fonda Tessiture Pietro Radici Spa. Negli anni ’50 il figlio Gianni mette in atto un processo di diversificazione orizzontale e dalla produzione di coperte si passa alla produzione di tappeti, tessuti, moquette, tappetini per automobili. Negli anni successivi l’azienda punta sulle fibre sintetiche e sulla produzione di polimeri, fino ad arrivare alla chimica.

Angelo Radici ha ereditato dal nonno e dal padre il coraggio e l’attaccamento alle tradizioni. «Sono legato a questa terra - dice - ed è per questo che sto investendo sul Pora. Può diventare una località sciistica importante non solo per il settore agonistico ma anche per il turismo». Oggi lo sci club sponsorizzato da RadiciGroup conta 135 ragazzi che su queste piste si allenano anche durante la settimana.

«L’obiettivo - aggiunge - è di riuscire a lavorare bene non solo nei weekend, ma anche durante i giorni feriali, che adesso vengono sfruttati soprattutto dagli sciatori professionisti». Perché il Monte Pora faccia il definitivo salto di qualità, però, «c’è bisogno che qualcuno ci metta i posti letto: finora i paesi della zona hanno puntato sugli appartamenti, ma bisognerebbe puntare alla creazione di nuovi hotel», sottolinea Radici.

Le nuove torri di raffreddamento potrebbero contribuire ad aumentare la notorietà della località sciistica bergamasca, che da stazione semisconosciuta, tenendo conto che si sta parlando di una località di medie dimensioni, potrebbe adesso trasformarsi in una tra le più efficienti d’Italia. «Ci credo così tanto - racconta Radici - che con i nuovi impianti ho sostituito i precedenti che avevano solo dieci anni».

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