arte

Al Museo Guggenheim di Bilbao il neon sinuoso di Lucio Fontana

L'imponente opera concepita per la Triennale di Milano sarà nel museo basco per tre anni

di Stefano Biolchini

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2' di lettura

Sinuosa e luminosa, glaciale e aerea. Le architetture argentee del Museo Guggenheim Bilbao fin dal loro atrio brilleranno dei riflessi di una scultura al neon di Lucio Fontana che, per i prossimi tre anni, grazie alla collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana di Milano, dall’alto accoglierà i visitatori del museo disegnato da Frank Gehry.

La Struttura al neon per la IX Triennale di Milano, concepita dall’artista italo-argentino nel 1951, è un'opera che può essere considerata allo stesso tempo un disegno, una scultura, un'opera di design luminoso e un tratto espressivo congelato nell'aria.

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L'opera, che nel 2019 ha fatto parte dell'esposizione “Lucio Fontana. En el umbral”, per la sua luminosità e dimensioni - con l'imponente neon che inganna la prospettiva e la distanza - regala a chi l'osserva un'esperienza intensificata dell'architettura, percepibile sia dall'interno che dall'esterno del Museo.

Le tele monocrome e tagli

Nonostante sia noto in tutto il mondo per le sue folgoranti tele monocrome, tagliate e bucate, Fontana si ritenne sempre uno scultore e affrontò ogni opera come un'esperienza completa di colore e gesto, tempo, profondità, volume, materiale e luce.

Eseguita con un materiale sorprendente per i criteri estetici del periodo, l'opera è il risultato di un incarico specifico per lo Scalone della Triennale di Milano del 1951. È probabile che Fontana rispose, con il suo disegno al neon spaziale, ai famosi “disegni luminosi” eseguiti da Pablo Picasso in collaborazione con il fotografo Gjon Mili nel 1950. All'uso della luce elettrica come materiale “esotico” delle arti tradizionali, Fontana proponeva, con i suoi cento metri di tubi al neon contorti e caotici, un tour de force alle capacità dell'industria dell'epoca, rendendo così effettivo uno dei principi del manifesto spazialista del 1948.

Al contempo, la sua struttura univa in modo inaspettato l'estetica del Barocco, che tanto ammirava sin dalla gioventù, con il programma tecnologico dell'era spaziale.


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