PERFORMANCE STRABILIANTI

Al Nasdaq il titolo del secolo non molla, +55.000% dal 2000

di Andrea Gennai


Wall Street nella trappola di buyback e super debito

2' di lettura

È il sogno di tutti i risparmiatori. Trasformare una piccola cifra in un tesoretto. Nella giungla delle migliaia di titoli quotati sui listini Usa la favola a lieto fine ha premiato coloro che da inizio secolo hanno creduto in Monster Beverage. È un nome sconosciuto ai più: non fa parte del gotha delle aziende tecnologiche più famose a livello internazionale sebbene sia quotata al Nasdaq. Quello che la differenzia è la performance “mostruosa” che ha messo a segno sul listino dal debutto (1995 a oggi) . Un rialzo del 55.000% prendendo come punto di rilevazione l’anno 2000 e questo nell’ambiente finanziario garantisce il lusinghiero nome di titolo del secolo.

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L’andamento dell’azione
Rettificando i valori borsistici per le operazioni di split che negli anni si sono susseguite, nel 2000 il titolo aveva un prezzo di circa 0,1 dollari mentre oggi viene scambiato a 55 dollari dopo aver toccato quota 60 a inizio marzo (non lontano dai massimi storici dell’anno precedente). In soldoni questo significa che chi avesse investito appena 1.000 dollari 19 anni fa oggi si ritroverebbe in portafoglio circa 550mila dollari, che superavano i 600mila fino a poche settimane fa. Praticamente impossibile trovare un investimento che abbia offerto ritorni di questo genere. Il titolo ha solo avuto una fase di incertezza una decina di anni fa, e più esattamente nel 2008, quando le quotazioni tornarono a 3 euro. Poi nell’ultimo decennio il rialzo è stato praticamente ininterrotto con una performance che ha sfiorato il 2.000%.

Il business della società
Il maggior azionista della società è Coca-Cola con il 19% secondo i dati Bloomberg. Nel recente passato ci sono state speculazioni di una possibile Opa del colosso di Atlanta ma nessun passo è mai stato fatto in questa direzione.

Oggi Monster Beverage fattura meno di 4 miliardi di dollari e ha un capitalizzazione di oltre 30 miliardi. Il rialzo ininterrotto del titolo ha fatto leva su una crescita del fatturato a due cifre negli ultimi anni, ma a questi prezzi alcuni analisti cominciano ad assumere orientamenti molto prudenti. Morgan Stanley ad esempio ha tagliato il target price. L’azienda ha una quota di mercato del 35,4% delle bevande energetiche negli Usa, al secondo posto dopo Red Bull. Il business degli energy drink è in forte crescita e secondo alcune analisi potrebbe raggiungere gli 85 miliardi di giro d’affari nel 2025 nel mondo con tassi di crescita tra il 2017 e il 2025 di poco superiori al 7% annuo.

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