Parigi

Al PAD il design contemporaneo si mostra in gran forma

La 24ª edizione della fiera per il design da collezione è tornata in presenza e ha registrato numerose vendite a prezzi tra 5.000 e 200.000 euro

di Silvia Anna Barrilà

Lo stand della galleria Pierre Passebon alla fiera PAD a Parigi, courtesy PAD Paris

I punti chiave

4' di lettura

La fiera per l'arte e il design PAD è tornata a Parigi dal 5 al 10 aprile per la sua 24ª edizione dopo aver saltato due edizioni a causa della pandemia. L'entusiasmo di essere di nuovo in presenza si leggeva sui volti – senza mascherina, visto che a Parigi è già stato tolto l'obbligo della mascherina al chiuso – dei visitatori, che dalle prime ore hanno affollato i corridoi della fiera. Come da tradizione, il primo giorno è stato dedicato ai 2.200 ospiti di HSBC, dal 2007 sponsor della fiera. Pur non essendo collezionisti, si tratta di un pubblico di potenziali clienti, infatti, qualche vendita è stata registrata già in quell'occasione.
Il numero delle transazioni è aumentato il giorno seguente, dedicato a 4.300 Vip, anche grazie ai circa 25 architetti e designer invitati nella giuria dei premi della fiera.

Lo stand della galleria Desprez Bréhéret, che ha ricevuto il riconoscimento per il miglior stand, courtesy PAD Paris

Il riconoscimento per il miglior stand è stato assegnato alla galleria Desprez Bréhéret, che presentava alcuni pezzi di Jean Touret, uno scultore oltre che designer che ha lavorato negli anni 50 contemporaneamente a Jean Prouvé e Charlotte Perriand ma, anziché collaborare con l'industria, ha prodotto tutto a mano con uno stile rustico e spirituale al tempo stesso. Oggi rappresenta una riscoperta: all'asta non supera i 20.000 euro, ma i suoi top price sono stati segnati tutti tra l'anno scorso e quest'anno, un segnale dell'attenzione nei suoi confronti.

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La sedia di Studio Mumbai che ha ricevuto il riconoscimento per il miglior pezzo di design contemporaneo presso lo stand della galleria belga Maniera, courtesy PAD Paris

Il premio per il miglior pezzo di design contemporaneo, invece, è andato alla galleria belga Maniera per una sedia di Studio Mumbai, studio di grande successo fondato da Bijoy Jain nel 2005, mentre quello per il design storico è andato alla galleria Alexandre Guillemain per una lampada in tempo appartenente alla villa Francis W. Little House di Frank Lloyd Wright.

La lampada di Frank Lloyd Wright proveniente dalla villa Francis W. Little House che ha vinto il riconoscimento per il design storico presso lo stand della galleria Alexandre Guillemain, courtesy PAD Paris

I trend

In totale i visitatori sono stati 39.113, con un incasso totale di 57.000 euro di biglietti venduti online. I prezzi degli oggetti di design offerti in fiera andavano da 5.000 a 200.000 euro. Molte gallerie hanno venduto più della metà dei loro stand. “Il mercato del design da collezione è in gran forma, non è mai stato così in salute” ha affermato il direttore della fiera Patrick Perrin. “Particolarmente forte in questo momento è il segmento del contemporaneo, che è giunto ad una sua maturità. La fase del design artistico troppo spinto sembra superata a favore di un design sì creativo, ma anche funzionale. I pezzi sono sofisticati, senza essere lussuosi in modo superficiale. Soprattutto, c'è una grande attenzione alla sostenibilità: si cercano materiali che durano nel tempo, la plastica appartiene al passato. I collezionisti, soprattutto dopo la pandemia, sono meno interessati alla moda e più al design”.

Lo stand della galleria Rossella Colombari alla fiera PAD Paris, courtesy Rossella Colombari

Gli italiani

Tra i 69 espositori da 13 paesi internazionali, c'era la galleria milanese Rossella Colombari con uno stand ricco di sorprese. “Ho voluto andare al di là dei soliti nomi come Gio Ponti e Carlo Mollino” ha affermato Rossella Colombari, “per puntare su nomi da rivalutare, come Pierluigi Giordani, Melchiorre Bega, Augusto Bozzi, Carlo Hauner, Silvio Coppola”. Di quest'ultimo c'era una “Quinta” per Artemide degli anni 70 valutata 5.500 euro. “Le aste, solitamente, confermano il mio lavoro di ricerca”. La gallerista mancava in fiera da qualche anno, dopo aver esposto a Parigi dal 2006 al 2014. “Ad un certo punto c'è stata una deriva troppo decorativa, che non coincideva con il mio gusto minimalista” ha spiegato, “ma con la Brexit Parigi è tornata ad essere il centro dell'arte. In Italia il sistema è troppo frammentato; qui, invece, c'è una macchina propulsiva che riesce a farsi sentire a livello internazionale”. L'architetto Achille Salvagni , invece, con studio a Roma e galleria a Londra, era presente con alcuni suoi oggetti, come un lampadario in bronzo e onice da 90.000 €, accanto a pezzi storici, come un cabinet di Gio Ponti e Fornasetti di cui esiste solamente un'altra edizione in collezione al V&A (700.000 €). Presto aprirà una galleria anche a New York. Il designer milanese Gianluca Pacchioni era esposto allo stand di Negropontes, anche lui con oggetti in onice e bronzo che richiamavano quelli attualmente esposti in una personale in galleria a Parigi (20-100.000 euro). La Galerie Italienne, che a Parigi si trova di fronte al museo di Pinault nella Bourse de Commerce, ha allestito al PAD uno stand di oggetti in ceramica curato da Raphaella Riboud Seydoux e Florian Daguet Bresson che ha riscosso grande successo, sulla scia del forte interesse che questo mezzo espressivo sta vivendo sia nel mondo del design che dell'arte. C'erano oggetti di artisti e designer come Alex Zablocki, Superpoly, Kyle Johns, Anton Alvarez con prezzi tra 3-6.000 euro per i giovani e 10-15.000 euro per i midcareer e le vendite, anche qui, sono state soddisfacenti.

Lo stand della galleria Portuondo alla fiera PAD a Parigi, courtesy PAD Paris

Le maschere africaneTante anche le maschere in giro per la fiera che richiamavano la tradizione dell'arte tribale, un mercato molto forte in Francia. Tra tutti spiccava lo stand di Lucas Ratton con una collezione di maschere inserite in un riuscitissimo allestimento firmato da Jean Louis Boulitte. Le maschere africane, dell'Oceania e del Nord America, a prezzi tra i 2.000 e 150.000 euro, dialogavano con uno scudo antico della Papua Guinea sul quale un artista locale ha dipinto il supereroe The Phantom – uno di circa 200 esemplari realizzati tra il 1965 e il 1999 per rappresentare l'ideale di eroe forte e muscoloso che vince grazie alla protezione degli antenati.

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