Tra ricerca e industria

Al progetto sulle missioni spaziale il Premio italiano meccatronica

Giunto alla quindicesima edizione il Pmi quest’anno puntava a promuovere progetti di ricerca effettuati tra università e aziende

2' di lettura

La meccatronica italiana punta allo spazio. È stato con un progetto in questo promettente ambito che Davide Vignotto, dottore di ricerca presso l'Università degli Studi di Trento, si è aggiudicato la quindicesima edizione del Premio Italiano Meccatronica, il concorso del Gruppo Meccatronico di Unindustria Reggio Emilia in collaborazione con Nòva – Il Sole 24 Ore, co-organizzato da Community, nato per promuovere la cultura della tecnologia meccatronica nei diversi settori dell’industria meccanica nazionale.

Il progetto, dal titolo “Analisi sperimentale e modellazione analitica di un meccanismo di rilascio per una missione spaziale”, è stato realizzato durante il percorso di Dottorato di ricerca in collaborazione con Ohb Italia, azienda del gruppo europeo spaziale Ohb Se, allo scopo di analizzare un meccanismo fondamentale di una missione spaziale.

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Il presidente di Unindustria Reggio Emilia Fabio Storchi e il presidente del Gruppo Meccatronico Alberto Rocchi hanno consegnato il riconoscimento - un premio pari a 5.000 euro - in occasione dell'incontro di fine anno degli imprenditori “2022 – Capitale umano e digitalizzazione”, che si è tenuto ieri sera a Reggio Emilia.

Il Comitato scientifico del Premio ha indicato Davide Vignotto quale vincitore spiegando che «il lavoro realizzato nel corso del dottorato (il più elevato livello di istruzione universitaria), riguarda un campo di ricerca particolarmente complesso e affascinante quale quello dei sensori di volo nell'ambito di uno dei più ambiziosi progetti spaziali del futuro relativo ad un osservatorio spaziale per rilevare le onde gravitazionali. Si tratta di una ricerca di frontiera di altissimo livello scientifico svolta in collaborazione con una primaria azienda europea del settore della Space Economy. La ricerca ha consentito di conseguire importanti risultati scientifici ma anche concrete ricadute applicative per la riprogettazione dei componenti analizzati».

Giunto alla sua quindicesima edizione, il concorso è stato aperto da quest'anno a progetti (tesi di laurea, dottorato di ricerca, pubblicazione scientifica o studio ad hoc) realizzati da laureandi e laureati di Dipartimenti meccatronici degli atenei nazionali in collaborazione con un'azienda.

Si tratta di un nuovissimo format, nato per valorizzare i giovani, dare forte risalto alle sinergie fra imprese e mondo della ricerca, e fungere da ulteriore stimolo a rafforzare i rapporti fra il sistema Confindustria e il mondo Accademico, e a tutto quell'ecosistema che promuove attività di ricerca nel campo della meccatronica.

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