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Al progetto di robot collaborativo per etichettatrici il Premio Meccatronica

A vincere il concorso è il lavoro di Andrea Pupa, dottorando di Unimore, sviluppato con Datalogic e Ima. Menzione all’esoscheletro progettato a Brescia

2' di lettura

Un sistema automatico, che utilizza robot mobili e collaborativi, per il trasporto e l’inserimento di bobine di carta su macchine etichettatrici. Con questo progetto Andrea Pupa, dottorando dell’Università di Modena e Reggio Emilia, si è aggiudicato quest’anno il Premio Italiano Meccatronica, il concorso del Gruppo Meccatronico di Unindustria Reggio Emilia in collaborazione con Nòva–Il Sole 24 Ore, co-organizzato da Community, nato per promuovere la cultura della tecnologia meccatronica nei diversi settori dell’industria meccanica nazionale.

Il progetto, dal titolo “Architettura di controllo sicura ed efficiente per manipolatori mobili collaborativi in ambienti industriali complessi”, è stato realizzato durante il percorso di dottorato di ricerca in collaborazione con Datalogic, leader tecnologico a livello mondiale nei mercati dell'acquisizione automatica dei dati e di automazione industriale, e Ima, specializzata nella progettazione e produzione di macchine automatiche per il processo e il confezionamento di prodotti.

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La presidente di Unindustria Reggio Emilia Roberta Anceschi e il presidente del Gruppo Meccatronico Alberto Rocchi hanno consegnato il riconoscimento - un premio pari a € 5000 - in occasione dell'incontro di fine anno degli imprenditori, che si è tenuto a Reggio Emilia

«La ricerca, sviluppata nell'ambito del progetto europeo Rossini sulla Human Robot Collaboration ha un elevato valore di innovazione scientifica ed è allo stesso tempo molto rilevante per le aziende del settore meccatronico. Consente infatti di migliorare le prestazioni della robotica collaborativa senza compromettere la sicurezza delle persone sul posto di lavoro. Il progetto è stato validato sperimentalmente e in collaborazione con le aziende Ima e Datalogic»: questa la motivazione con cui il Comitato Scientifico del Premio ha insignito il progetto.

La giuria ha inoltre assegnato una menzione speciale a Daniele Bertoloni per il progetto “Progettazione e sviluppo di un esoscheletro per la riabilitazione attiva della mano”, sviluppato all’Università di Brescia. Il lavoro è stato realizzato in collaborazione con Metal Work, azienda specializzata nella produzione di componenti pneumatici per sistemi di automazione, e ha portato alla progettazione di un esoscheletro, cioè una struttura indossabile, pensato per la riabilitazione della mano in pazienti con difficoltà di manipolazione conseguenti a lesioni cerebrali.

Giunto alla sua sedicesima edizione, il concorso è stato aperto dallo scorso anno a progetti (tesi di laurea, dottorato di ricerca, pubblicazione scientifica o studio ad hoc) realizzati da laureandi e laureati di dipartimenti meccatronici degli atenei nazionali in collaborazione con un'azienda. Si tratta di un format innovativo, nato per valorizzare i giovani, dare forte risalto alle sinergie fra imprese e mondo della ricerca e fungere da ulteriore stimolo a rafforzare i rapporti fra il sistema Confindustria e il mondo accademico, e a tutto quell'ecosistema che promuove attività di ricerca nel campo della meccatronica.

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