Ravenna Festival

Al Ravenna Festival è doppia presenza, dal vivo e da remoto

Gli appuntamenti in cartellone si svolgeranno all’interno delle mura della Rocca Brancaleone e saranno trasmessi anche in streaming

di Carla Moreni

default onloading pic
Ravenna Festival 2020 - Rocca Brancaleone

Gli appuntamenti in cartellone si svolgeranno all’interno delle mura della Rocca Brancaleone e saranno trasmessi anche in streaming


2' di lettura

Due le parole chiave, di questa trentunesima edizione di Ravenna Festival: una è Rocca, l’altra è streaming . La prima parla da sola. E anche se i ravennati la sillabano con semplicità, perché per loro rappresenta uno dei tanti gloriosi monumenti cittadini, “rocca” per noi prende subito una risonanza altamente simbolica: dice luogo protettivo, fortezza che difende, rifugio contro gli attacchi. Tutti gli appuntamenti del cartellone collocati a Ravenna (quotidiani, dal 21 giugno a fine luglio) si svolgeranno quest’anno all’interno delle mura della Rocca Brancaleone. Dunque all’aperto, in un solo spazio. Per l’occasione ristudiato e rinnovato - l’invenzione degli spazi è sempre stata una costante, al di là dell’emergenza odierna - e che per coincidenza va a riallacciarsi a una data - 1 luglio 1990 - quando Riccardo Muti varò proprio qui la prima edizione di Ravenna Festival. Così si fa la Storia.

Streaming

L’altra parola innovativa della rassegna, punteggiata di oltre quaranta appuntamenti, tra concerti, teatro, danza e incontri, è streaming . Perché per fronteggiare il numero decisamente ridotto di spettatori, a cui sarà permessa la presenza di persona (300 alla Rocca, 300 nella dépendance di Cervia e 500 nel Pavaglione di Lugo) e per non dimenticare le migliaia, fino a ieri, dei bagni di folla al Pala De André, tutte le serate del Festival saranno trasmesse in diretta. Su una piattaforma che è allo studio, dove si garantisce una qualità di suono la migliore possibile. A testimonianza dell’autentico spirito pionieristico e work in progress, di questa edizione. Lanciata con tenacia nel momento del buio, mentre uno ad uno i big d’Europa cancellavano. E sembrava che il silenzio avrebbe avvolto l’estate.

Chi potrà, andrà a Ravenna. Chi no, la seguirà online. Mai successo prima. Saranno due modi diversi di partecipare, ovvio. Ma il gesto, innovativo e eloquente, porterà il Festival nel mondo. E l’attenzione non mancherà. Innanzitutto per l’asso nella manica dei concerti diretti da Muti: tre, sempre con la Cherubini. Dopo quello d’apertura, nel segno di Mozart, seguirà il Beethoven dell’Eroica, replicato a Paestum, nel ponte d’amicizia che quest’anno guarda alla Siria, e approderà a Dvorak, segnando tre medaglioni monografici. Gergiev con Beatrice Rana e Ivàn Fischer con la sua Budapest Festival Orchestra (solista Anna Prohaska) rappresentano altri imperdibili.

Esattamente come il fil rouge Beethoven, consegnato a giovani di spiccato talento, come il pianista Filippo Gorini (111) e il Quartetto Noûs (Rasumowsky). Infine, dalla musica greca al Trionfo del tempo e del disinganno di Händel, per i cosiddetti antichi sarà apoteosi, tripudio, trionfo: un vero festival nel Festival.

www.ravennafestival.live

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti