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Al rinnovo del cda il 36% del valore di Piazza Affari

Il Tesoro sarà chiamato a indicare i nuovi vertici di Enel. Eni, Enav, Poste Italiane, Leonardo, Terna, Banca Mps e Rai Way.

di Monica D'Ascenzo

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Il Tesoro sarà chiamato a indicare i nuovi vertici di Enel. Eni, Enav, Poste Italiane, Leonardo, Terna, Banca Mps e Rai Way.


4' di lettura

Come cambieranno i pesi del potere di gestione a Piazza Affari? Lo sapremo in occasione della prossima tornata di rinnovi dei consigli di amministrazione, non tanto perché la capitalizzazione delle società è ingente (36% sul totale contro il 58% del 2017), quanto invece per il peso che hanno i singoli gruppi che avranno nuovi organi societari. Nel novero delle società che si presenteranno alle assemblee degli azionisti per il rinnovo dei board ci sono, infatti, gruppi del calibro di Enel, Eni, Poste Italiane, Mediobanca, Finecobank, Leonardo. Solo per citarne alcune. La tornata è particolarmente interessante perché si voterà per i consiglieri di ben 6 società partecipate direttamente Ministero dell’Economia e delle Finanze, a cui si aggiungono RaiWay e Terna. Nel complesso il 2020 vedrà rinnovati 715 posti da consigliere di amministrazione e 234 da sindaco.

Le partecipate del Tesoro

I giochi per i rinnovi delle partecipate pubbliche sono già iniziati e si intrecciano con le vicende politiche del governo. La posta è importante perché in totale di tratta di 80 posti da consigliere di amministrazione oltre naturalmente a 8 presidenze e 8 ruoli da amministratore delegato. Oltre alle già citate Enel (23,59% del Tesoro), Eni (4,34% del Tesoro e il 25,76 è di Cdp), Poste (29,26% del Tesoro e 35% di Cdp), Leonardo (30,2% del Tesoro) e RaiWay (controllata al 65,073% da Rai a sua volta partecipata direttamente dal Tesoro per il 99,56%), ci saranno i rinnovi anche per Banca Monte Paschi di Siena (68,25% del Tesoro), Terna (29,851% nel portafoglio di Cdp) ed Enav (53,28% del Tesoro) fra le quotate a Piazza Affari.

Un cambiamento arriverà di certo dalle novità apportate dalla Manovra di Bilancio in tema di quote di genere: se la legge Golfo-Mosca prevedeva una quota del 33% (pari a un terzo dei membri del board), con la nuova stagione di assemblee entra in vigore la quota del 40% che cambia gli equilibri in tutte le società quotate a Piazza Affari. Nei cda di 9 persone, come ad esempio Enel, Eni, Terna, Poste, Enav, Raiway, si passerà da 3 posti a 4 dedicati al genere meno rappresentato perché si arrotonderà per eccesso, nei board di 12 consiglieri (Leonardo) si passerà da 4 a 5 e in quelli da 14 (Banca Mps) si passerà da 5 a 6.

La vera partita, comunque, sarà sui vertici aziendali considerato che l’arco temporale è il prossimo triennio. A partire, naturalmente dai ruoli dei ceo, che guideranno gruppi che nel totale contano per un fatturato di 1.286 miliardi stando ai bilanci 2018. Tre anni fa, con il governo di Paolo Gentiloni, furono scelte sei donne ai vertici: le presidenti Patrizia Grieco (Enel), Emma Marcegaglia (Eni), Catia Bastioli (Terna), Bianca Farina (Poste Italiane), Stefania Bariatti (Banca Mps) e l’amministratrice delegata di Enav, Roberta Neri. Il trend, però, è risultato ben diverso quando a fine 2019 il cda di Cdp ha designato i vertici e i candidati di nove delle sue società controllate: le diciotto poltrone sono andate a tutti uomini. Ma al di là del genere, c’è anche chi scommette in diverse new entry, anche se i nomi non vengono fatti per non “bruciarli”.

Le ex municipalizzate

Il 2020 è anche l’anno delle municipalizzate, per le quali non sono attese particolari sorprese, a partire da Hera controllata al 46,9% dai comuni di Udine, Padova, Bologna, Modena, Imola, Ravenna e Trieste. Il gruppo ha appena presentato il nuovo piano industriale al 2023, che alza l’asticella rispetto al precedente business plan grazie ai conti superiori alle attese del 2019 con un margine operativo lordo in miglioramento del 4,8% a 1,081 miliardi e alla joint venture nel Nord-Est con Ascopiave. Quest’ultima ha permesso di portare il target di clienti a 3,5 milioni. E anche per Ascopiave, in mano ad Asco Holding (Comuni della provincia di Treviso) per il 51,043% e al comune di Rovigo per il 4.398%, il 2020 sarà l’anno del rinnovo del board.

A queste due realtà si aggiungono poi A2A, che vede la maggioranza del capitale (50%) equamente divisa fra il comune di Milano e quello di Brescia, e Acea, controllata al 51% dal comune di Roma. Fra le private del comparto, poi, Falck Renewables chiamerà i soci al voto dei nuovi organi societari.

I rinnovi dei finanziari

Non è l’anno dei big ma ci saranno novità anche nel comparto dei finanziari. Fra le banche, oltre alla già citata Mps, andrà al rinnovo Madiobanca con un board di 15 membri, ma solo nel secondo semestre del 2020. Finecobank, Banco Bpm, Anima, Banca Popolare di Sondrio, Banco Desio ed Equita, invece, vedranno il cda votato dai soci già nella tornata di assemblee primaverili.

Per Banco Bpm qualche giorno fa è stata esclusa la ricandidatura di Carlo Fratta Pasini alla presidenza, dopo quasi ventanni ai vertici dell’istituto a cominciare dai tempi della ex Popolare di Verona. Una delle candidature che starebbe emergendo, stando a indiscrezioni di fonti finanziarie riportate dal Sole 24 Ore, sarebbe quella di Massimo Tononi, ex presidente di Cdp e in precedenza di Banca Mps.

Industriali e media

A livello numerico i board più pesanti sono, invece, quelli dei gruppi industriali che viaggiano sopra la soglia di 10 membri tranne alcune eccezioni. Appuntamento in assemblea ad aprile per Pirelli (15), Astm (15), Brembo (11), Interpump (9), Avio (9), Lu-Ve (12), Gefran (9).

Infine il 2020 vedrà il rinnovo anche di alcuni media: Cairo Communication e le società che fanno capo alla famiglia Monti Riffeser, Monrif e Poligrafici Editoriale. Per la famiglia De Benedetti ci sarà un nuovo board per Cir, mentre Cofide cambierà solo il collegio sindacale, così come Mediaset.

Riproduzione riservata ©
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    Monica D’Ascenzoredattrice

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese

    Argomenti: Finanza, startup, diversity

    Premi: Premio dell'Associazione per lo Sviluppo economico per il libro "Donne sull'orlo della crisi economica"

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