marittima

Al Salone di Genova una nautica in ripresa

di Raoul De Forcade

3' di lettura

La nautica italiana mostra segnali sempre più decisi di ripresa marcati anche da una decisa ripresa delle vendite di barche in Italia. Lo dimostrano i nuovi dati sull’andamento dell’export e del mercato interno raccolti da Ucina, la Confindustria nautica. La produzione nazionale di nuove unità nel 2010 aveva come sbocco, per il 33%, il mercato italiano e per il 67% quello estero. Con l’avanzare della crisi in Italia, dal 2011 in poi questa, forchetta ha cominciato ad allargarsi e la produzione venduta sul mercato nazionale ha imboccato una repentina discesa, mentre i produttori, per sopravvivere, si sono concentrati sull’export.

Tanto che, sia nel 2013 che nel 2014, il 93% della produzione andava, per fatturato, all’estero, mentre solo il 7% era destinato al mercato interno. Nel 2016, invece, e questo è il dato sensibile, la parte di ricavi realizzata in Italia è aumentata, arrivando al 12%, mentre quella estera è calata all’88%.

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IL COMPARTO

Cfr spiega nel file

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A dare maggior incisività a questo nuovo corso sono i primi dati sul Salone nautico di Genova, che aprirà il 21 settembre per concludersi il 26, resi noti ieri da Ucina, che organizza la keremesse. Gli espositori presenti alla 57° edizione del Nautico, dedicata a Carlo Riva, il geniale creatore di motoscafi immortali, scomparso quest’anno, sono, in generale, ha ricordato il presidente di Ucina, Carla Demaria, l’8% in più di quelli del 2016 (che erano 800). E, fra questi, gli espositori steri segnano +10%.

«Questo dimostra – ha proseguito la Demaria – che è il mercato a dire che il salone sta ridiventando importante. Gli stranieri se ne sono accorti ed è per questo che hanno incrementato la loro presenza. Tra l’altro sono tornati 45 cantieri che non erano più presenti al Nautico (fra questi grandi marchi quali Azimut, Baglietto, Bertram, Arcadia, Cantieri del Pardo, Zodiac, ndr), ai quali si aggiungono altri che non erano mai venuti e portano a 70 il numero di nuove aziende presenti al 57° salone di Genova».

Quanto al numero di barche , la leader di Ucina, ha sottolineato che anche questo è in aumento dell’8%, «inoltre – ha aggiunto – abbiamo 80 unità in più in acqua». Guardando ai singoli settori la presenza della vela al prossimo salone sale del 3,5%, le barche con motore entrobordo del +14%, con oltre 60 imbarcazioni lunghe più di 15 metri; i fuoribordo crescono del 9%; gli accessori e la componentistica segnano un aumento delle presenze dell’11,8%.

Riguardo al fatturato della nautica italiana in generale, la Demaria ha ricordato che «a dicembre 2016 gli imprenditori prevedevano una crescita, per il 2017, del 12%; a giugno la previsione è migliorata al 18% e posso già dire che questa indicazione non sarà smentita dal numero definitivo che stiamo raccogliendo». Riguardo ai fondi che il ministero dello Sviluppo economico finora non ha versato per il Salone (l’anno scorso si era trattato di 1,5 milioni) a causa della divisione nel settore, non gradita al Mise, tra Ucina e Nautica Italiana, la Demaria ha tagliato corto: «Abbiamo comunque tirato fuori i muscoli e avremo un grandissimo salone. Rivendichiamo però il diritto a un aiuto per questa rassegna, trasversale a tutta la filiera nautica. Speriamo che il governo riconosca il valore di Ucina, così come stanno facendo le amministrazioni locali che mai avevano dato un appoggio così pieno al Salone». Poco prima il sindaco di Genova, Marco Bucci, aveva presentato le iniziative che il Comune ha organizzato, nei giorni della manifestazione, a supporto della kermesse.

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