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Al Salone del Mobile è il giorno del pubblico: lunghe code agli stand

Un weekend di eventi tra polo fieristico e distretti cittadini, nel segno della sostenibilità e della vocazione internazionale

di Giovanna Mancini

(AFP)

3' di lettura

Hanno cominciato ad affluire lentamente, come di consueto, verso metà mattinata. Ma già verso l’ora di pranzo i «non addetti ai lavori» avevano invaso la via principale di Fiera Milano e i padiglioni del Salone del Mobile, formando lunghe code davanti agli stand delle aziende. Confermando la sensazione di chi, da giorni, parla del successo di questa 60esima edizione della manifestazione, tornata nel suo format “classico” dopo tre anni e due mesi.

Dopo l’elevata affluenza di operatori professionali da tutto il mondo dei primi quattro giorni (qualcuno parla già di cifre paragonabili a quelle del 2019, ma ufficialmente non arriva alcuna conferma da parte degli organizzatori), oggi e domani i cancelli del Salone si aprono anche al pubblico non business: appassionati di design e semplici curiosi che, in questi due anni e più di pandemia, si sono moltiplicati in Italia e all’estero, grazie a una rinnovata attenzione alla casa che ha messo le ali al settore dell’arredamento e illuminazione.

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Nuova relazione tra brand e consumatori

Questo weekend sarà un importante banco di prova per le aziende: è vero che il Salone, come tutte le fiere, è prima di tutto un evento business, ma è anche vero (come rilevato nell’ultimo Design Market Monitor di Altagamma-Bain presentato proprio al salone nei giorni scorsi) che l’evoluzione di questa industria nei prossimi anni non può prescindere da un rafforzamento del legame diretto con i consumatori finali e da una strategia di branding più decisa, che porti i marchi dell’arredo alla notorietà del vasto pubblico, come già accade per i brand della moda.

Gli appuntamenti in fiera

Per l’occasione, anche i «talk» ospitati quotidianamente al padiglione 15 (all’interno della grande installazione ispirata ai temi della sostenibilità progettata da Mario Cuccinella) assumono una chiave un po’ più pop, senza perdere in profondità e autorevolezza. Un esempio? L’incontro delle 15, intitolato «La vera storia immaginaria del Salone del Mobile», progettato dalla saggista e curatrice Chiara Alessi, che lo condurrà assieme a Marco Dambrosio, in arte Makkox, disegnatore e autore televisivo. I 60 anni del Salone saranno raccontati in un duetto organizzato per decenni, rievocando gli episodi più significativi dalla nascita della manifestazione nel 1961 fino a oggi. I fatti, i luoghi, le immagini e gli oggetti, selezionati e narrati da Chiara Alessi saranno contestualmente rielaborati in chiave vignettistica dal «genio Makkox».

Primi bilanci: grandi attese

Ma il weekend è anche il momento per fare i primi bilanci di questa sessantesima edizione, la prima nella sua veste completa e tradizionale dopo tre anni e due mesi: i numeri ufficiali sui visitatori saranno comunicati solo domenica pomeriggio, alla chiusura dei tornelli, ma già questi primi giorni hanno dato il polso della situazione. Gli organizzatori si dicono soddisfatti, sia per la risposta di espositori e visitatori, sia per la conferma del carattere internazionale della manifestazione, in cui l’assenza di cinesi e (in parte) dei russi è stata parzialmente compensata dall’aumento della presenza di Paesi come India, Corea del Sud ed Emirati Arabi.

Una ricchezza e vivacità che si sono viste anche a Milano, negli 800 eventi che compongono il Fuorisalone con lunghe code all’ingresso delle location, spazi espositivi affollati e traffico in tilt.

Osmosi Salone-Fuorisalone

E come la casa del post-Covid è ormai definitivamente un ambiente ibrido in cui i confini tra le stanze e le funzioni sfumano per lasciare spazio alla contaminazione e alla creatività, così tra Salone e Fuorisalone l’osmosi di pubblico ed energia è sempre più intensa. Tanto che è nata quest’anno una prima forma di collaborazione tra le due realtà, primo passo di una sinergia che si spera andrà aumentando, nella condivisione del tema conduttore delle due rassegne: la sostenibilità e l’economia circolare.

Temi che il visitatore può ritrovare in tutti i padiglioni della Fiera, da quelli del classico a quelli del design, dalla cucina al bagno, dal Salone Satellite, che vede protagonisti i giovani creativi under 35, a S.Project, spazio dedicato alle proposte di ricerca e sperimentazione.

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