Prima donna eletta al Senato

Al Senato un busto ricorda Lina Merlin, che abolì le case chiuse ed eliminò dai documenti quel “figlio di n.n.” che discriminava i nati fuori dal matrimonio

Protagonista della chiusura delle “case chiuse”, fece anche abolire la “clausola di nubilato”, che consentiva il licenziamento delle lavoratrici in caso di matrimonio

di Nicoletta Cottone

La presidente del Senato Elisabetta Casellati scopre il busto bronzeo dedicato alla prima senatrice in Italia Lina Merlin

3' di lettura

Un busto bronzeo dello scultore padovano Ettore Greco per ricordare Lina Merlin - all’anagrafe Angelina Merlin - componente dell’Assemblea Costituente, prima donna eletta senatrice in Italia, impegnata nell’affermazione dei diritti delle donne. Protagonista, dopo anni di rinvii e opposizioni, dell’abolizione delle “case di tolleranza ”, stilò le prime norme a tutela delle lavoratrici, compresa l’abolizione della “clausola di nubilato”, che consentiva il licenziamento in caso di matrimonio. Ottenne l’abolizione della scritta “Figlio di n.n.” sui documenti dei nati fuori dal matrimonio e non riconosciuti.

Le clausole di qualsiasi genere, contenute nei contratti individuali e collettivi, o in regolamenti, che prevedano comunque la risoluzione del rapporto di lavoro delle lavoratrici in conseguenza del matrimonio sono nulle e si hanno per non apposte. Del pari nulli sono i licenziamenti attuati a causa di matrimonio...

Legge 9 gennaio 1963 n. 7, articolo 1

Le battaglie della senatrice alla Costituente

«Oggi Lina Merlin, prima donna eletta al Senato, torna a Palazzo Madama. È un momento davvero importante per questa Istituzione, che ho fortemente voluto per il suo valore storico e simbolico». La presidente del Senato Elisabetta Casellati ha aperto così il suo intervento alla cerimonia della collocazione del busto bronzeo di Lina Merlin a Palazzo Madama, proprio a fianco all’ingresso dell'Aula. «Nella discussione parlamentare che portò all’approvazione dell’articolo 3 della Costituzione - ha ricordato la presidente Casellati - si manifestò la forza innovatrice del suo pensiero. Fu proprio Lina Merlin a battersi affinché fosse espressamente inserito il riferimento al sesso quale possibile causa di discriminazione e ostacolo al principio di uguaglianza. Un riferimento prezioso che si sarebbe rivelato, negli anni a seguire, la pietra angolare delle politiche di parità. Per Lina Merlin affrontare la questione femminile significava mettere al centro la donna come titolare di diritti: il diritto alla salute, il diritto alla formazione e all'istruzione, il diritto al lavoro». Una prospettiva non scontata, ha ricordato Casellati, «in quel momento storico e rivoluzionaria per l'impatto che il riconoscimento costituzionale di quei diritti avrebbe avuto sulla legislazione ordinaria, sulla prassi e sui costumi».

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L’abolizione di “figlio di n.n.” dai documenti

Lina Merlin ha legato il suo nome alla legge 75/1958, nota come Legge Merlin, con cui venne abolita la prostituzione legalizzata in Italia. Ma come ha ricordato la presidente Casellati, è stata anche protagonista dell’abrogazione «della cosiddetta “clausola di nubilato”, che consentiva il licenziamento delle lavoratrici in caso di matrimonio» (legge 7/1963) . Alla senatrice Merlin si devono, tra l’altro, l'abolizione del “nomen nescio”, quella scritta “Figli di n.n.” che veniva apposta sugli atti anagrafici dei bambini nati fuori dal matrimonio e non riconosciuti (legge 1064/1955), ma anche l’equiparazione dei figli naturali ai figli legittimi in materia fiscale e la legge sulle adozioni che eliminava le differenze tra figli adottivi e figli propri. «Di fronte alle incertezze della pandemia, il suo cammino può essere per tutti noi, ed in particolare per le donne, una fonte preziosa di ispirazione per costruire il futuro. Dal suo esempio, dal suo straordinario contributo alla costruzione dell'Italia Repubblicana, possiamo trarre la forza che serve per fare ripartire davvero il nostro Paese. Perché è sulle donne, sulle grandi donne come la senatrice Merlin - ha concluso Casellati - che si scrive la storia di una Nazione, del suo popolo e delle sue istituzioni».

L'indicazione della paternità e della maternità sarà omessa: 1) negli estratti per riassunto e nei certificati relativi agli atti di nascita, di matrimonio, di cittadinanza, negli atti attestanti lo stato di famiglia e nelle pubblicazioni di matrimonio esposte al pubblico; 2) in tutti i documenti di riconoscimento.

Legge 31 ottobre 1955 n. 1064, articolo 1

Promotrice di leggi di civiltà

«Socialista, partigiana, antifascista, madre costituente, autrice dell'articolo 3 della Costituzione nelle parole “senza distinzione di sesso”, storicamente e giuridicamente fondamentali per le donne, Lina Merlin è stata una straordinaria protagonista della vita politica e istituzionale italiana che meritava a pieno titolo uno spazio presso il corridoio dei busti del Senato», ha sottolineato la senatrice Valeria Fedeli del Pd. «Prima e unica donna presente in Senato nella seconda legislatura, “la senatrice” è proprio l'appellativo con cui viene indicata Merlin, promotrice di leggi di civiltà».

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