La spinta del Pnrr

Processi, al Sud tempi doppi: dal Pnrr sfida al turnover e all’arretrato

La durata media di un procedimento nei tribunali del Sud è pari a 479 giorni, contro i 206 degli uffici del Nord

di Bianca Lucia Mazzei

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3' di lettura

In primo luogo riduzione del turnover e taglio dell’arretrato. Ma anche digitalizzazione dei servizi, diffusione delle buone prassi e riqualificazione delle strutture edilizie. È il piano strategico disegnato dalla Commissione interministeriale per il Sud per rendere più efficiente la macchina della giustizia nel Mezzogiorno.

Partendo da un’accurata radiografia della situazione (basata su dati statistici ma anche sui questionari inviati a tutti gli uffici giudiziari meridionali), la Commissione interministeriale per la giustizia nel Sud, voluta dalla ministra della Giustizia Marta Cartabia e dalla ministra per il Sud, Mara Carfagna, ha avanzato una serie di proposte che devono ora essere messe in pratica, nella consapevolezza che i fondi del Pnrr sono un’occasione unica per affrontare i mali della giustizia e ridurre del 40% la durata dei procedimenti civili, come lo stesso Pnrr prevede.

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«Dopo che la Commissione ha concluso i lavori è stato istituito un tavolo tecnico attuativo - spiega Maria Rosaria Covelli, presidente della Commissione e ora coordinatrice del tavolo tecnico - che si trasformerà in una cabina di regia politico-strategica permanente cui spetterà pianificare e monitorare gli interventi».

La situazione

Obiettivo prioritario è tagliare i tempi: al Sud, il problema delle cause lumaca è particolarmente grave. Nei 62 tribunali che operano nel Mezzogiorno e nelle Isole (il 44% dei 140 tribunali nazionali) la durata media prevedibile di definizione di un fascicolo (disposition time) è più del doppio rispetto agli uffici del Nord (nel 2019, 479 giorni contro 206). In Corte d’appello il divario diminuisce ma i tempi si allungano: nelle 16 Corti del Mezzogiorno (il 55% delle 29 nazionali) la durata prevedibile era, nel 2019, di 652 giorni contro i 443 del Nord (la media più alta era però al Centro: 801 giorni).

Il nodo non è la produttività: dalla relazione finale della Commissione, emerge infatti che la capacità di smaltimento dei fascicoli di nuova iscrizione è in linea con quella nazionale: nei tribunali è addirittura superiore.

A frenare l’efficienza degli uffici meridionali sono due fenomeni strettamente connessi: l’arretrato (sulle sedi del Sud pesa più del 50% delle pendenze nazionali e le durate sono maggiori dove lo stock di vecchi fascicoli è più elevato) e il fortissimo turnover: in quasi la metà dei tribunali il tasso di ricambio dei magistrati supera il 75% e in alcuni il 120 per cento. E la riduzione del turnover è proprio lo strumento principe per tagliare l’arretrato indicato da gran parte dei capi degli uffici giudiziari.

Gli interventi

Le misure individuate dalla Commissione sono sia operative che legislative e vanno dalla revisione dei criteri di individuazione delle sedi disagiate e di programmazione delle piante organiche (in modo da tener conto della presenza di criminalità organizzata e dell’attrattività territoriale) all’introduzione di incentivi economici e di carriera per chi lavora negli uffici in difficoltà.

Andrebbero inoltre promosse (sempre con incentivi e su base volontaria) applicazioni “da remoto” di magistrati al di fuori del proprio distretto, grazie ai collegamenti telematici. «Il turnover è un problema grave che riguarda in particolar modo le sedi periferiche e disagiate - aggiunge Covelli -. Purtroppo al Sud non è sempre presente quel supporto esterno, istituzionale, economico e socio-finanziario riscontrabile invece nel Nord del Paese. Un grande aiuto è comunque già arrivato con le assunzioni per l’ufficio del processo».

La Commissione propone inoltre di spingere sull’informatizzazione con la standardizzazione degli atti e lo sviluppo delle banche dati, ma anche rapportandosi con i cittadini in modo diverso. Fra le misure con priorità alta c’è infatti la realizzazione del Tribunale smart che prevede uno sportello virtuale, sistemi elettronici di orientamento e chiamata elettronica delle cause, udienze virtuali, smart building.

Altri tasselli importanti sono la diffusione delle moltissime buone pratiche già attivate dagli uffici meridionali e la riqualificazione delle strutture edilizie, realizzando, fra le altre cose, aule per l’ascolto protetto di minori e soggetti fragili.

I NODI

75% - Il turnover
In quasi la metà dei tribunali del Sud il tasso ricambio dei magistrati i ha superato il 75%: in otto sedi è stato del 120%

479 - Giorni
La durata media di un procedimento nei tribunali del Sud più del doppio di quella degli uffici del Nord (206 giorni)

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